Biblioteca comunale di Como

Condizione giuridica: pubblico

Macrotipologia: Ente di cultura, ricreativo, sportivo, turistico

Cenni storico istituzionali:

La biblioteca di Como ha una tradizione antica. I suoi inizi si possono ascrivere a Francesco Benzi, notabile comasco, che nel 1663 destinò al Collegio dei nobili giureconsulti di Como (Il Collegio dei Dottori) il proprio patrimonio librario per la creazione di una biblioteca di uso pubblico e una rendita per il suo mantenimento e ampliamento. Nel 1749 furono stabiliti nuovi orari di apertura al pubblico e nel 1775, in seguito alla sopressione della Compagnia del Gesù, confluirono in biblioteca i libri dei Gesuiti. Alessandro Volta si adoperò per il buon fine di questa fusione e scrisse un elenco di opere da acquistare: “per una prima discreta provvista di libri scientifici per matematica, fisica, metafisica e storia naturale”. Divenuta proprietà del comune per effetto del decreto della Repubblica Cisalpina ( 28 gennaio 1799), la biblioteca incominciò ad acquisire i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse. Nel 1811 fu trasferita nell’edificio del Liceo Classico a Porta Torre, che l’architetto Simone Cantoni aveva ristrutturato disegnando un’ampia sala destinata alla biblioteca. Per tutto il corso del secolo la biblioteca ricevette donazioni e acquisì intere collezioni, come quella di libri rari del dottor Francesco Mochetti, le donazioni Mondelli, Silva, Pogliani. Da un inventario del 1815 risulta che i volumi posseduti erano dodicimila; nel 1843 diciassettemila. Nel 1903 la biblioteca osservò un periodo di chiusura per il riordino e la riorganizzazione dei volumi. A seguito della legge del 1910 sul diritto di stampa si arrivò, nel 1912, a cinquantamila volumi ed oltre cinquemila opuscoli. Le donazioni del novecento portano i nomi di Giuseppe Ghislanzoni, (circa 4000 volumi antichi), Aristide Baragiola (un migliaio di opere di letteratura tedesca), Giuseppe Casati (mille spartiti musicali), Marco Enrico Bossi (raccolta delle sue opere musicali). Nel 1962, quando si progettò la nuova sede, il patrimonio ammontava a 164.000 titoli: il trasferimento e il riordino dei volumi nella nuova sede ebbe termine nel 1969. La nuova sede permise l’apertura di nuovi servizi e la valorizzazione del ricchissimo materiale posseduto: il vertiginoso incremento della lettura venne in quegli anni favorito e sostenuto da proiezioni, mostre, congressi. Negli ultimi decenni una particolare attenzione è stata dedicata al recupero e alla valorizzazione di quei materiali – libri antichi e rari, manoscritti, stampe, importanti collezioni di periodici – che la caratterizzano sul territorio come biblioteca storica e di conservazione.

Contatti:

Enti titolari:

  • Comune di Como

Patrimonio:

La Biblioteca Comunale di Como, oltre al patrimonio librario, conserva alcuni fondi archivistici acquisiti a vario titolo nel corso degli anni.

Archivio della Biblioteca Comunale di Como
E’ la raccolta del materiale d’archivio della Biblioteca dal 1811 (Atti redatti dal bibliotecario Comolli) fino ad oggi. L’archivio della biblioteca dall’anno della sua fondazione al 1811 è invece conservato presso l’Archivio di Stato di Como.
Completano questo archivio la sezione sulle mostre fatte e organizzate dalla Biblioteca (1872 – 1936) e gli Estratti del Regolamento, Norme e Avvisi inerenti sia la vecchia sede che l’attuale; numerosi registri otto – novecenteschi riportanti doni, acquisti, diritto di stampa, cataloghi topografici e le informazioni sui prestiti effettuati a domicilio (Registri per l’esportazione), cataloghi delle nuove accessioni dal 1964 al 1985, schede antiche e i microfilm del catalogo staderini (1929 – 1969), vecchio catalogo in forma di volumetti rilegati.
Il fondo dispone di inventario analitico.

Archivio Ciliberti
Si tratta dell’archivio personale di Franco Ciliberti, teosofo ed erudito (Laglio, 1906 – Como, 1946): minute, carte, note e appunti anche relativi al suo libro I creatori. Prospettive sul divenire spirituale di tutti i popoli e di tutti i tempi. Filosofia, religioni, letteratura, arti (Milano, Hoepli, 1932), e al numero unico della rivista d’arte Valori primordiali (Roma – Milano, Augustea, 1938), di cui era direttore. Vi sono inoltre articoli, recensioni, locandine e una raccolta di conferenze e di materiali relativi a convegni promossi dall’intestatario.
Particolarmente significativa è la raccolta di lettere scambiate dal Ciliberti con letterati e artisti fra gli anni trenta e quaranta del secolo XX; in particolare con Valentino Bompiani, Massimo Bontempelli, Cesare Cattaneo, Franco Ciarlantini, Gillo Dorfles, Filippo Tommaso Marinetti, Mario Radice, Alberto Sartoris, Giuseppe Terragni.

Archivio Arnaldo Cipolla
Il fondo, pervenuto alla Biblioteca nel 1965 per dono delle figlie dell’intestatario, è costituito dall’archivio personale di Arnaldo Cipolla.
Si tratta di documenti privati (fra cui lasciapassare e autorizzazioni), biglietti di viaggio, souvenirs, inviti, locandine e manifesti riguardanti conferenze e pubblicazioni del Cipolla; taccuini di viaggio, manoscritti, dattiloscritti (con la minuta e la prima stesura del suo libro La vita meravigliosa).
Il fondo comprende una serie di fotografie, in parte raccolte in un album in parte sciolte, oltre a immagini e cartoline relative a viaggi in Asia e Africa, collezionate durante l’attività del Cipolla come corrispondente.

Archivio Carlo Ottavio Cornaggia Medici
Si tratta dell’archivio di Cornaggia Medici, noto esponente del movimento cattolico, acquistato dalla biblioteca nel 1968. Il fondo è attualmente privo di strumenti di corredo.

Archivio Aldo Galli
L’archivio del pittore Aldo Galli comprendente riproduzioni di foto, minute di schede di opere d’arte, cartoline, bozzetti e carteggio vario.
Il fondo dispone di inventario analitico.

Archivio Tatti
Il fondo costituisce il nucleo principale dell’archivio personale dell’architetto e ingegnere Luigi Tatti (Como, 1808 – 1881) ed è pervenuto alla Biblioteca grazie all’intuito di Alessandro Bortone, allora direttore della biblioteca, che recuperò, intorno al 1979, questo materiale già avviato al macero dai precedenti proprietari.
Si tratta di planimetrie, progetti, disegni, schizzi, fotografie e lucidi relativi all’attività di Luigi Tatti, in particolare a Como e Milano, oltre a circa 1.800 lettere. Una parte dell’archivio è costituita da carte familiari e conti colonici dal 1830 ai primi anni del Novecento, essendo confluite nell’archivio anche le carte di Paolo Tatti, figlio dell’intestatario e ingegnere. Sono presenti inoltre atti notarili dei secoli XVI e XVIII.

Archivio Odescalchi
Originariamente il fondo, acquistato dalla Biblioteca tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, era costituito da 30 plichi contenenti l’archivio della famiglia Odescalchi con carte dal XV al XIX secolo. Intorno al 1930 parte di questo materiale fu destinato all’archivio storico del Comune; precedentemente, all’atto della revisione degli inventari (manoscritti) effettuata nel 1923, si erano riscontrate numerose mancanze di documenti nei vari plichi e la sparizione di un intero plico. Attualmente il materiale è custodito in 20 contenitori.
Il fondo comprende autografi vari (secoli XV – XIX); corrispondenza diretta a Baldassare Lambertenghi (anni 1803 – 1848); lettere alla famiglia Odescalchi (secoli XVIXIX); lettere di e ad Antonio Odescalchi (anni 1827 – 1848); lettere a Giovanni Antonio Volpi (anni 1547 – 1566).

Archivio Giovio
Nella dispersione degli archivi e biblioteche giovani, il cui materiale si trova anche negli Stati Uniti (alla Pierpont Morgan Library di New York sono conservati manoscritti della Historiae patriae di Benedetto Giovio), i fondi documentari gioviani conservati a Como si trovano depositati e/o custoditi presso i seguenti istituti: Biblioteca comunale, Società Storica comense, Archivio di Stato di Como, Musei civici Garibaldi e Giovio.
Presso la Biblioteca comunale vi sono numerosi documenti sparsi provenienti dagli archivi Giovio e anche da archivi di altre famiglie decurionali imparentate con i Giovio.
Molto complesso risulta perciò stabilire la provenienza di ciascun manoscritto.
Il materiale depositato presso la Comunale è suddiviso in:
a) fondo Brera, così denominato perché deposito della Biblioteca nazionale braidense di Milano presso la Biblioteca comunale di Como. La documentazione proviene dagli eredi Giovio – Mollinary. E’ una miscellanea in cui si segnalano, tra gli altri, il minutario e gli autografi di Giovan Battista Giovio, (lettere del periodo 1779 – 1813), le carte di Carlo Gastone Della Torre di Rezzonico (tutti materiali del XVIII secolo) e documenti riguardanti la vicenda costruttiva della cupola del Duomo di Como;
b) fondo Giovio – De Szeth, raccolta prevalentemente di lettere inviate a vari personaggi della famiglia Giovio (secoli XVIIXIX), proveniente dagli eredi Giovio – De Szeth.
Numerose altre carte sciolte o manoscritti provenienti dall’archivio della famiglia Giovio sono giunti in Biblioteca in modi e tempi diversi, per donazione e acquisto, confluendo nella sezione manoscritti.
Fra tutti, per importanza, si ricordano: dello storico Paolo Giovio senior (Como 1493 – Firenze 1552) De foeminis illustribus dialogus tertius, con annotazione autografa dell’autore (secolo XVI); di Benedetto Giovio (fratello del precedente, notaio e storico, Como 1471 – 1545) i manoscritti Futurus apparatus et exornatio urbis Novocomensis in adventu Caroli v Imperatoris, Cesaris Augusti, post Cirtanam expeditionem feliciter gerendam trans Alpes … (secolo XVI) e De duodecim fontibus Comum ambientibus et uno in urbe media (secolo XVI).
In questo fondo sono custodite anche le copie, stese nella casa Giovio dai segretari dei fratelli Benedetto e Paolo, delle Collectanea, con annotazioni autografe coeve di Benedetto, appassionato di archeologia ed epigrafia latina.
Altra copia delle Collectanea, il cui titolo esteso è: Benedicti Iovii comensis vetrum monumentorum quae tum Comi eius in agro reperta sunt collectanea, è conservata nel fondo Brera.

Archivio Lucini
La Biblioteca ha acquistato dall’editore Terenzio Grandi di Torino nel 1972, la parte dell’archivio di Gian Pietro Lucini (Milano 1867 – Breglia, 1914) risparmiata dalle distruzioni della seconda guerra mondiale.
Il fondo è composto da più di 80 cartelle e raccoglie materiale eterogeneo relativo alla vita e all’attività letteraria del Lucini; manoscritti delle varie stesure delle sue opere; materiale preparatorio (opuscoli, appunti, ritagli di giornale, ecc.) utilizzato per la stesura dei suoi lavori; disegni, fotografie, e soprattutto una fitta corrispondenza con uomini di cultura, letterati e case editrici.
L’archivio comprende anche alcuni esemplari a stampa delle edizioni luciniane, tutti con dedica autografa del poeta alla moglie Giuditta.
Il materiale fotografico è di vario genere: scene e ambienti familiari, ritratti dei letterati con i quali Lucini era in contatto, monumenti, riproduzioni di dipinti, ecc.; vi è anche una raccolta di fotografie relative all’Armenia e ai personaggi armeni, frutto dei legami intercorsi fra il Lucini e Hrand Nazariantz.
Il carteggio è particolarmente ricco e documenta la sua fitta rete di relazioni con familiari, letterati, editori, critici, artisti. Le cartelle che contengono materiale prettamente epistolare sono circa 30 ma numerosissime sono le lettere sparse. Sono infine presenti nell’archivio la raccolta degli echi di stampa su Lucini organizzata da Terenzio Grandi dopo la morte del poeta, materiali relativi all’attività del Grandi per valorizzare la figura del poeta e alcune tesi di laurea.
Il fondo dispone di inventario analitico.

Al di fuori di questo fondo archivistico, nel fondo manoscritti, sono raccolte nella sezione manoscritti con lettere in copia inviate da Gian Pietro Lucini a Giuseppe Prezzolini nel 1914; una lettera in copia di Giuditta Cattaneo Lucini a Prezzolini datata 15 novembre 1915. Sono inoltre raccolte lettere della casa editrice Galli, della quale Lucini era direttore, inviate da Antonio Fogazzaro; all’interno delle carte di Paolo Valera sono inoltre presenti lettere del Lucini.

Archivio Raimondi Mantica Odescalchi
Il fondo, acquisito dalla biblioteca comunale intorno al 1960, è costituito dall’archivio delle casate nobili comasche Raimondi, Mantica e Odescalchi. Si tratta di 510 faldoni e 19 pacchi di carte databili dal XV al sec. XIX.
Il fondo è complementare all’omonimo fondo depositato presso l’Archivio di Stato di Como, comprendente 50 cartelle sommariamente inventariate, relative al periodo XVIXIX secolo.
I documenti sono stati oggetto di inventariazione e di studio grazie ad un finanziamento ottenuto dalla Fondazione Provinciale della comunità comasca, dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione CARIPLO.
Il fondo dispone di inventario analitico informatizzato.

Archivio Crotta
Pervenuto per donazione nel 1926, consta di circa 6.600 carte.
Il materiale comprende carte personali, appunti, documenti, lettere, schede storiche, minute e bozze di stampa delle pubblicazioni dello storico Salvatore Crotta (1865 – Olmeda, 1911) che fu bibliotecario della Comunale di Como all’inizio del Novecento.
Storico locale, studioso e autore di opere di carattere geografico, fu tra l’altro corrispondente della Società italiana di esplorazioni geografiche e commerciali e sul dialetto comasco.

Archivio Crollalanza
Si tratta di 11 cartelle di documenti pubblici, depositati presso la Biblioteca comunale, raccolti da Giovanni Battista Crollalanza (Fermo, 1815 – Pisa, 1892) relativi all’amministrazione del Comune di Chiavenna, della collegiata di san Lorenzo di Chiavenna e della Società storica comense nel 1889 e di una miscellanea membranacea e cartacea sulla Val Chiavenna e la Val San Giacomo, che copre l’arco cronologico dal X al XIX secolo.

Note a cura della Biblioteca comunale di Como.

Orari e indicazioni per l'accesso ai fondi:

Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì: dalle 9.30 alle 14.00
Servizi aperti:
Iscrizione ai servizi con Crs
Servizio Emeroteca
Sale studio 1° piano e piano terra
Servizio Internet: postazione fissa e wifi
Prenotazione libri e multimedia
Ritiro documenti (libri e multimedia) prenotati
Restituzione documenti (libri e multimedia)
Prestito Dvd
Servizio consultazione microfilm e postazione digitale “La Provincia” (su prenotazione)
Servizio consultazione quotidiani, materiali antichi e rari (su prenotazione)
Prenotazione sala conferenze
Visite guidate
Laboratori didattici

Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì: dalle14.00 alle 19.00
tutti i servizi della mattina
Servizio interprestito (ILL)
Servizio document delivery (DD)
Servizio fotocopie
Prestito documenti torre libraria
Servizio prestito a scaffale aperto
Servizio prestito sala ragazzi
Servizio di reference e informazioni bibliografiche,consultazione archivi storici e materiali speciali (su prenotazione)

Mercoledì dalle 9.30 alle 19.00:
TUTTI I SERVIZI

Sabato dalle 14.00 alle 19.00:
TUTTI I SERVIZI

Servizi:

Iscrizione ai servizi con Crs
Servizio Emeroteca
Sale studio 1° piano e piano terra
Servizio Internet: postazione fissa e wifi
Prenotazione libri e multimedia
Ritiro documenti (libri e multimedia) prenotati
Restituzione documenti (libri e multimedia)
Prestito Dvd
Servizio consultazione microfilm e postazione digitale “La Provincia” (su prenotazione)
Servizio consultazione quotidiani, materiali antichi e rari (su prenotazione)
Prenotazione sala conferenze
Visite guidate
Laboratori didattici
Servizio interprestito (ILL)
Servizio document delivery (DD)
Servizio fotocopie
Prestito documenti torre libraria
Servizio prestito a scaffale aperto
Servizio prestito sala ragazzi
Servizio di reference e informazioni bibliografiche,consultazione archivi storici e materiali speciali (su prenotazione)

Sedi

Sede di consultazione
Indirizzo:
Biblioteca comunale di Como
Piazzetta Venosto Lucati, 1
22100 Como (CO)
Italia

Complessi archivistici

Compilatori

  • Prima redazione: Domenico Quartieri (archivista) - Data intervento: 16 dicembre 2016