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CGIL regionale Lombardia

CGIL regionale Lombardia (s.d.)

859 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Archivio

Storia archivistica:

L’archivio della CGIL regionale Lombardia, conservato dal 1994 presso l’Associazione Archivio del lavoro di Sesto S. Giovanni, consta, per gli anni 1975-1986, di 859 fascicoli (1). Il presente inventario, infatti, descrive la documentazione fino al 1986, anno un cui si inizia ad applicare, per la classificazione degli atti delle strutture sindacali lombarde, il titolario studiato e predisposto dal Consorzio archivi ricerca e documentazione (CARD) (2). La documentazione relativa agli anni 1987-1995 è anch’essa depositata presso l’Associazione e il deposito si incrementa con versamenti periodici. Nonostante il 1986 sia l’anno di cesura cronologica delle carte (3), esiste un’eccezione: nel caso di fascicoli di carte personali datati posteriormente al 1986 (4), si è preferito mantenerli indivisi per non spezzarne l’omogeneità e l’organicità e quindi descriverli in questo lavoro (5). L’estremo iniziale dei documenti è quasi sempre il 1975: le rare eccezioni, con punte riguardanti il 1944 (ripartizione 5.2.2, f. 1.1-3) e il 1956 (ripartizione 5.3.7, f. 1), riguardano documentazione inclusa originariamente nel fondo è che è stata qui mantenuta.
La documentazione si presentava in discreto stato di conservazione (6), collocata in parte in buste e in classificatori e in parte sciolta (7). I raccoglitori presentavano una numerazione originaria progressiva a partire dal n. 64 per arrivare al n. 153. Probabilmente il contenuto dei raccoglitori con numerazione precedente (con l’esclusione del n. 42, presente) è stato a poco a poco collocato nelle buste. All’interno delle unità fisiche, la documentazione era disposta per grandi suddivisioni e in ordine cronologico, senza alcuna disposizione per anni. I dorsi di alcuni classificatori riportavano, oltre al numero, l’indicazione del contenuto (spesso in dizione alfanumerica, cioé con la presenza di una rudimentale classificazione).
Accanto al materiale documentario, sono stati individuati 12 registri di protocollo (1978-1986).
Il lavoro di riordino è stato lungo e complesso, in quanto l’esame preliminare del fondo ha rivelato l’impossibilità di utilizzare la classificazione di cui sopra (8) e, nello stesso tempo, non era corretto applicare il titolario predisposto dal CARD (9).
Solo dall’analisi dettagliata delle carte è stato possibile risalire all’attività svolta dalla struttura sindacale e alle competenze esercitate: questo ha permesso la stesura di uno schema di classificazione che ha cercato di tener conto della peculiarità del fondo. Scorrendo velocamente le voci dello schema, è di immediata comprensione la differenza quantitativa tra la documentazione attribuita alla Segreteria (classe 5) e quella di competenza di uffici e dipartimenti (sottoclasse 5.4): ciò è spiegabile facendo riferimento proprio all’organizzazione interna della CGIL regionale, che prevede la distribuzione delle competenze all’interno della Segreteria, organizzata in uffici la cui attività è di sua diretta emanazione. Spesso infatti è risultato difficile distinguere le carte prodotte dagli uffici da quelle del segretario responsabile per competenza. Inoltre la CGIL regionale è la struttura che fa da tramite tra il livello nazionale e quello territoriale e quindi non ha compiti strettamenti operativi sul territorio.
E’ stato notato, nel corso del riordino, come spesso la documentazione si presenti in fotocopia, soprattutto nel caso di circolari e comunicati della Federazione CGILCISLUIL regionale Lombardia. Il fatto è probabilmente spiegabile con la motivazione che questa tipologia di atti veniva inviata alle segreterie delle tre organizzazioni (CGIL, CISL, UIL) per conoscenza e, nello stesso tempo, garanzia dell’applicazione delle decisioni assunte unitariamente.
Accanto alla documentazione più propriamente istituzionale, prodotta cioè dalla struttura nel corso della sua attività, è stata descritta in questo inventario anche quella definita sotto il termine “Carte personali”. Si tratta di carte raccolte o prodotte da dirigenti o funzionari durante lo svolgimento dei loro incarichi sindacali, carte che hanno dato origine a fascicoli individuati con il nome del singolo “produttore” (10).
Le strade da seguire nel loro riordino erano due: dare vita a una voce di classificazione denominata appunto “Carte personali”, sotto la quale fare confluire tutti questi fascicoli oppure distribuire i fascicoli sotto le voci di classificazione esistenti in base al loro oggetto, mantenendoli però riconoscibili dal resto della documentazione con l’indicazione nelle note che si tratta di carte personali. E’ stata scelta la seconda opzione: nell’inventario tali carte, di solito organizzate per temi, in base alle esigenze di autodocumentazione e in relazione alle aree di competenza della persona che le ha originate (11), si ritrovano distribuite in numerose voci della classificazione. Può perciò anche capitare che, accanto a un fascicolo istituzionale, se ne trovi uno con lo stesso oggetto, caratterizzato però dalla nota “Carte personali di…”.
Il lavoro è proceduto con successivi aggiustamenti che hanno permesso via via di correggere il tiro, di accorpare fascicoli simili nell’oggetto o di dividere un unico fascicolo in più facicoli (12).
La numerazione dei fascicoli riparte dal n. 1 per ogni ripartizione o sottoripartizione (13): solamente quelli riferentesi al Comitato regionale lombardo, all’IRES, al CRDA e alla Federazione regionale consumatori hanno una numerazione unica. All’interno di ogni ripartizione o sottoripartizione, l’ordine seguito nella descrizione delle unità è cronologico in base alla data iniziale. A parità di anni, le carte personali seguono il fascicolo istituzionale. I fascicoli relativi al decennio (es. anni ‘80) sono collocati in coda all’ultimo anno del decennio, mentre le unità senza data sono le ultime nella descrizione. Le date tra parentesi quadre sono desunte.
Alcuni fascicoli si presentano suddivisi in sottofascicoli (es. f. 2.1-3): i numeri dopo il punto indicano l’esistenza di sottofascicoli.
Esistono infine unità collocate sotto una voce che, però, si riferiscono anche ad altre: in questo caso è presente la segnalazione nelle schede Struttura relative.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti