Consorzio irriguo seriola Nuova ( sec. XV - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente funzionale territoriale

Condizione: pubblico

Sede: Chiari

Codici identificativi

  • MIDB000FF8 (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Il canale seriola Nuova (1) fu costruito tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI per concessioni ducali 29 agosto 1476, 23 agosto 1507, 27 aprile 1548, derivandolo dal vaso della seriola Vetra (vecchia) con l’intento di locarne l’uso dell’acqua ai contadini dei comuni limitrofi per congruo canone annuale.
Comune, cittadini e contadini concorsero ciascuno per circa un terzo nelle spese di escavazione, conservando in comunione la proprietà, con attività (le entrate derivanti dal possesso di azioni nominali sotto forma di ore d’acqua) e passività (le spese sostenute per la manutenzione, le riparazioni, i nuovi manufatti) proporzionate alla misura del concorso.
Nel 1461 la compartita del nuovo canale seriola Nuova era già costituita e si distingueva dalla compartita della Vecchia (così appellata la “vetra” dopo la suddivisione). Il canale derivava dal tronco comune al partitore del Bosco levato ed era stato scavato in terreni acquistati mano mano dai compartecipi. Sembra che i lavori di ampliamento e di nuovo scavo cominciassero nel 1477; nel 1506 (8 agosto) il comune chiese alla Repubblica concessione per nuova dilatazione del vaso al fine di renderlo atto alla navigazione e l’ottenne con ducale 23 agosto 1507. Interrotta l’opera per l’invasione francese, il 17 agosto 1511 Luigi XII assentiva che fosse proseguito l’ampliamento dell’alveo; nel 1560 l’acqua vi fu immessa e prese a defluirvi. La prima concessione di acqua data 15 giugno 1571.
I rapporti della Nuova con la Vecchia riguardo gli interessi promiscui furono regolati dalla transazione 26 agosto 1543, in forza della quale le spese comuni dovevano sostenersi per 11/12 dalla vecchia e 1/12 dalla nuova, mentre i redditi comuni spettavano per 1/3 a questa e 2/3 a quella.
La sua amministrazione, fino allo scorcio del Settecento fu tenuta dal Comune di Chiari sotto la direzione dei sindaci dell’università. Sopraggiunti i moti del 1797 e temendosi “lo sperpero dei beni comunali”, i compartecipi o proprietari della seriola crearono una deputazione composta di quattro membri scelti fra i compartecipi e assistiti da un cancelliere (2).
Dalla bozza di statuto compilata nel 1895 dagli allora deputati della seriola Nuova avvocati Giacomo Barcella e Pietro Maffoni (3), si evince che l’organismo associativo denominato università della seriola Nuova era da tempo amministrato da una assemblea dei compartecipi o vicinia e da una deputazione.
All’Assemblea dei compartecipi spettava di approvare, nella seduta che solitamente si teneva nel mese di novembre, il conto consuntivo della gestione annuale; trattare gli oggetti di straordinaria amministrazione, nominare le cariche e il personale inserviente, deliberare su quanto non era specificamente demandato alla deputazione. Ogni sei anni l’assemblea dei compartecipi eleggeva fra gli stessi quattro deputati che duravano in carica per un seiennio. La deputazione curava l’ordinaria amministrazione e dava esecuzione ai deliberati dell’assemblea; sorvegliava il personale dipendente, ispezionava il vaso nelle stagioni consuete e tutelava ogni diritto possessorio e petitorio della roggia; concorreva alla gestione degli interessi comuni con la Vecchia (4), provvedeva a tutte le riparazioni ordinarie e straordinarie, liquidava le spese spiccando relativi ordini di pagamento per il cassiere. Regolava gli orari di uso dell’acqua tra gli affittuari, stipulava le convenzioni, rinnovava puntualmente i contratti di affitto dell’acqua richiamando gli affittuari alla stretta osservanza ed esecuzione degli stessi, dichiarandone eventualmente la caducità.
La deputazione nominava al proprio interno un presidente che aveva il compito di presiedere tutte le adunanze, raccogliere e sottoporre a trattazione le proposte dei compartecipi, firmare la corrispondenza e le reversali, distribuire le mansioni fra i deputati.
Per l’esercizio dell’ufficio d’amministrazione veniva assunto un cancelliere stipendiato. Il cancelliere teneva la contabilità della gestione, preparava i conti annuali, spediva la corrispondenza, i mandati, le reversali, custodiva e regolava i registri di intestazione dei compartecipi, provvedeva ai traslati debitamente giustificati, custodiva gelosamente i documenti, partecipava alle ispezioni del vaso, fungeva da segretario in ogni adunanza redigendo relativo verbale. Ancora, doveva predisporre annualmente le variazioni degli orari per l’uso dell’acqua d’irrigazione.
Alla materiale sorveglianza del vaso e delle bocche erano delegati tre campari e due anziani retribuiti.
La cassa, la custodia dei lavori, i pagamenti e le riscossioni spettavano esclusivamente ad un apposito cassiere pure lui retribuito, il quale doveva prestare congrua cauzione ed uniformarsi alle norme e capitolati che gli venivano imposti.
Nella prima metà del Novecento la seriola Nuova si trasformava in consorzio. Nella seduta del 7 giugno 1926, coll’approvazione di un nuovo statuto (5), i compartecipi le attribuivano la seguente ragione sociale: “Consorzio della Seriola nuova di Chiari per l’incremento dell’irrigazione” avente per scopo anche l’incremento e l’esercizio del canale.
Organi del consorzio erano l’assemblea dei consortisti, la deputazione del consorzio, il comitato dei sindaci, il segretario cancelliere e gli altri agenti del consorzio. Il consorzio era amministrato e rappresentato da una deputazione composta di cinque membri nominati uno dal consiglio comunale gli altri quattro dall’’assemblea generale. Alla deputazione competeva la gestione generale del consorzio, l’esecuzione delle opere di manutenzione del vaso, degli espurghi e l’ispezione delle opere eseguite; la compilazione dei preventivi e consuntivi da presentare all’assemblea; la determinazione e l’applicazione delle taglie, la preparazione dei ruoli delle tasse ed oneri del consorzio da passare all’esattore; ancora, la regolare tenuta degli atti in corso, di quelli in archivio, l’aggiornamento delle volture, la gestione del personale impiegato e salariato (segretario cancelliere, esattore, guardie e campari). L’assemblea dei consortisti, presieduta dal presidente della deputazione, deliberava su tutto quanto riguardava gli interessi del consorzio eccedenti dalle attribuzioni della deputazione; approvava i conti, nominava i deputati e stabiliva la pianta del personale.
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Note
1. Il percorso della seriola Nuova copre all’incirca 28 km. Essa si stacca dalla Vecchia al partitore del Bosco Levato sul territorio di Palazzolo ricevendo dal tronco comune circa un terzo della sua acqua; passa quindi sul territorio di Chiari circa 300 m a nord della Vecchia, da dove poi entra nelle campagne di Coccaglio e prosegue per Rovato, Cazzago San Martino, Castegnato, Ospitaletto, Rodengo, Gussago, Travagliato, Torbole Canaglia. Durante il percorso il canale si apre in numerose bocche che servono all’irrigazione delle campagne: Bosco Levato, Quadra I, Quadra II, Gardesa, Gerone, Santella in piedi, Santella traverso, Serina, Bornadino, Conter, San Bernardo Ospitaletto, San Bernardo Travagliato, Organo, Nuova, Reale, Cascata Molinetti, Incontro Molinetti, Chioppetto, Campassi Feniletti, Per col mezzo miglio, Per di mezzo, Per da basso, Campassi, Baitella, Pegorina, Boschetta, Castegnata, Maeda, Sale. In Giuliano Gritti, Sviluppo agricolo e uso delle acque…, cit. pp. 210-212.
2. “Statuto per la Compartita della Seriola nuova di Chiari”, minuta in Archivio storico del consorzio seriola Nuova di Chiari (da questo momento ASSN), unità n. 1. Sulla fine del XVIII secolo, dopo circa trecent’anni di gestione pubblica della Vetra, il governo della Repubblica Cisalpina con decreto 10 marzo 1798 emesso dalla amministrazione centrale del dipartimento del Mella decretava la restituzione all’Università della Seriola vecchia dei mulini e opifici affidata al Comune con la transazione del 26 febbraio 1461 esonerandolo dai pesi allora assunti. In Luigi Moletta, Il fiume Oglio nella storia, Bornato, Fausto Sardini Editore e stampatore, 1976, p. 53.
3. “Statuto per la Compartita della Seriola nuova di Chiari”, in ASSN, minuta in unità n. 1.
4. I rapporti con la Seriola vecchia erano regolati da convenzioni e transazioni contenute nella serie dei “Fondamenti” della Seriola vecchia.
5. “Statuto del Consorzio della Seriola nuova di Chiari per l’incremento dell’irrigazione”, Chiari, Tipografia editrice G. Rivetti, 1926, in ASSN, unità 1.

Complessi archivistici

Fonti

  • Barcella, Barcella 1930 = C. Barcella, S. Barcella, Memorie per le Roggie Vecchia e Nuova di Chiari, Brescia, La Poligrafica, 1930. pp. 1-36
  • Gritti 1984 = G. Gritti, Sviluppo agricolo e uso delle acque. Fontanili, rogge, consorzi di irrigazione per nuove tecniche di produzione, in Atlante della bassa 1. Uomini, vicende, paesi dall'Oglio al Mella, Grafo Edizioni, Brescia, 1984, pp. 207- 225
  • Moletta 1976 = L. Moletta, Il fiume Oglio nella storia, Bornato, Fausto Sardini Editore e stampatore, 1976
  • Rivetti 1995 = L. Rivetti, Briciole di storia patria, 2 voll., Chiari, L'Angelo, 1995
  • Rota 1893 = G.B. Rota, Storia di Chiari, Bornato, Sardini Editrice, 1893 (1° edizione 1872)

Compilatori

  • Sara Cazzoli (Archivista)
  • Roberta Gallotti (Archivista)
  • Debora Piroli (Archivista)