Foto Negri di Squassoni Mauro e C. snc [numero REA: 289890 Bs] ( 1985 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Sede: Brescia

Codici identificativi

  • MIDB00198D (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Numero REA: 289890 Bs

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività iniziali:
Foto Negri di Squassoni Mauro e C. snc – società in nome collettivo – - Laboratorio fotografico

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività finali:
Foto Negri di Squassoni Mauro e C. snc – Società in Nome Collettivo -€30.987,41 – v. Note

Profilo storico
Le origini dello Studio Fotografico Negri ’ che può vantare ormai una tradizione ultracentenaria ’ risalgono al 1 gennaio 1890 quando Giovanni – primo della famiglia a cimentarsi nell’attività fotografica ’ aprì in via Cappuccine 2366 (che dal 1887 divenne l’attuale via Battaglie 40), il suo studio. Il giovane fotografo si distinse fin da subito non solo per essere uno fra i più quotati della città, ma anche perché scelse di specializzarsi ’ in controtendenza con quanto avveniva comunemente nel periodo ’ non tanto nella ritrattistica, quanto nelle pose commerciali e panoramiche, che trovavano nel centro storico di Brescia il soggetto preferito dei suoi scatti. All’originaria attività propriamente artistica (che nel tempo riguardò anche i laghi lombardi, oltre a vedute turistiche di città italiane ed estere), Negri affiancò anche quella commerciale, aprendo nei primi anni del XX secolo un negozio di articoli di fotografia in corso Mercanzia (ora via Mameli). In quelli stessi anni (1909), Negri trasferì la sua intera attività nella villetta in stile liberty fatta costruire su progetto di Egidio Dabbeni sulla sponda sinistra del Garza, nell’allora via Gioco del Pallone (adesso via Catalafimi), che oggi come allora resta la sede storica della società. Nell’attività ben presto Giovanni venne affiancato dal figlio Umberto (avuto da Maria Braga), che fin da giovanissimo dimostrò un talento pari a quello del padre, tanto da meritarsi, sedicenne, una medaglia d’argento ad un concorso fotografico. Il laboratorio di fotografia venne quindi gestito da entrambi fino al 1913 quando Umberto subentrò a tutti gli effetti nell’attività paterna, iscrivendo alla Camera di Commercio locale lo studio con la nuova denominazione ‘Negri Umberto’ (numero Rea 19009). Dai documenti camerali risulta che il laboratorio dichiarò la propria cessazione nel 1915 in seguito alla chiamata alle armi dello stesso Umberto, riprendendo poi l’attività nel febbraio del 1920 e specializzandosi proprio in questi anni nella fotografia industriale. Tuttavia, dall’archivio dell’impresa si evince che l’attività in questi anni non cessò nei fatti (si conservano lstre fotografiche). Nel settembre 1954, in seguito alla scomparsa di Umberto, l’esercizio avrebbe trovato la sua naturale continuazione nella figlia Anna a cui successivamente si sarebbe affiancato suo marito Costantino Squassoni, che con grande entusiasmo, avrebbe intrapreso la tradizionale attività della famiglia Negri e a cui si deve l’inizio della poderosa opera di catalogazione di scatti che ha permesso la costruzione dell’attuale archivio (a questa data corrisponde anche la nuova iscrizione alla CCIAA con il numero Rea 104255). Il laboratorio continuò così attivamente l’esercizio fino al 31 dicembre 1967 quando la titolare ne dichiarò la cessazione. L’attività proseguì dal gennaio del 1968 successivamente alla nuova iscrizione camerale con il numero Rea 168567 e con la denominazione di ‘G. Negri di Levi Jone’: a quel tempo proprietaria della società, infatti, risultava essere la sola Jone, madre di Anna e moglie di Umberto. Con questa denominazione sociale, la ditta proseguì continuativamente fino al settembre 1985, quando la proprietaria decise di estinguerla per conferire l’attività alla neo costituita ‘Foto Negri di Squassoni Mauro e C. snc’ del nipote (iscritta col numero Rea 289890 e con la forma giuridica di società in nome collettivo). Nella neo-istituita società la signora Levi deteneva ancora il 40% del capitale (pari a poco più di 28 milioni di lire), mentre la figlia Anna ed il nipote Mauro Squassoni si spartivano rispettivamente il restante 60%. Tre anni dopo, l’ultraottantenne Jone cedette alla figlia e al nipote parte della sua quota, mentre nel 1991, a seguito della scomparsa della nonna, Mauro Squassoni divenne il socio di maggioranza (con oltre 32 milioni di quota). Le vicende societarie non si risolvono però solamente in questioni di proprietà: nel corso degli anni Novanta, infatti, Mauro Squassoni diede vita all’omonima Fondazione, costituita con l’espressa finalità di «salvaguardare, ordinare e divulgare con iniziative culturali il materiale fotografico di interesse storico dalle origini della fotografia ai giorni nostri, con particolare riguardo a quello conservato nell’archivio fotografico della famiglia Negri»: alla fondazione è stato affidato il compito di conservare e catalogare le oltre 100 mila lastre e negativi di cui si compone l’archivio. Attualmente Mauro e Costantino Squassoni continuano l’attività nello stesso laboratorio del bisnonno Giovanni, offrendo però servizi all’avanguardia come quelli nel campo della multimedialità e di internet.

Data aggiornamento: 05/04/2004
Autore della scheda: Emanuela Fraccaroli

Complessi archivistici