Cooperativa Cavatori del Botticino scrl[numero REA: 48979 Bs] ( 1932 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Sede: Botticino

Codici identificativi

  • MIDB00197B (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Numero REA: 48979 Bs

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività iniziali:

Cooperativa Cavatori del “Botticino” – Società a responsabilità limitata – L. 900 – Vendita sia in greggio che in quadrati dei blocchi estratti. Acquisto e vendita di marmi e pietre

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività finali:

Cooperativa Cavatori del “Botticino” Scarl – Società a responsabilità limitata – - Commercio di marmi e pietre nonché lavorazione del marmo – 26.70.1; 51.53.2.1

Profilo storico

Quando la Cooperativa Operai Cavatori del “Botticino” si costituì ufficialmente, nel 1932, aveva alle spalle già quasi trent’anni di attività professionale e solidaristica. La denominazione e la formalizzazione scaturivano, infatti, da una decisione imposta dal Consiglio Comunale di Botticino (Bs) che limitava l’utilizzo della cava ad operai cavatori di Botticino, che si fossero costituiti in cooperativa. Questo orientamento dell’Amministrazione Comunale interrompeva di fatto un’esperienza sempre di carattere cooperativo, che riuniva in un unico istituto, fin dal 1907, gli operai di Rezzato e di Botticino.Al momento della costituzione la “Cooperativa Operai Cavatori del Botticino” disponeva di un capitale di L. 900, formato da nove azioni a L.100 ciascuna. I soci si impegnavano a «svolgere l’esercizio di una o più cave di marmo e pietre di Botticino, ad effettuare la vendita, sia in greggio che in quadrati, dei blocchi estratti, come pure l’acquisto da terzi per la rivendita, a perseuire il proposito di giovare all’economia dei soci» promuovendo anche lo sviluppo dell’istruzione professionale e la previdenza.Le difficoltà furono però da subito evidenti, soprattutto per il clima di discriminazione che, durante i tempi del fascismo, portava ad osteggiare le forme di autogestione. L’insediamento dell’attività produttiva fu quindi possibile solo nel 1933 dopo una serie di trattative estenuanti con il podestà e la ditta Lombardi, che portarono finalmente all’assegnazione alla Cooperativa della zona Menga Alta, e al successivo all’allargamento dell’area assegnata l’anno successivo. Nonostante notevoli problemi attraversati agli inizi degli anni ‘50, la Cooperativa era ormai un valido interlocutore delle principali aziende marmifere della zona. Nel ’49 il valore nominale delle azioni fu elevato da L. 100 a L. 500. Tredici anni dopo la cooperativa era in grado di estendere la propria attività alla lavorazione del marmo.L’amministrazione comunale, però, nel 1958 assegnò nuovamente alla ditta Lombardi tutte le cave del Comune, limitando nuovamente la cooperativa. Di fatto solo nel 1982 si verificherà un’equilibrata ripartizione dell’area estrattiva: alla ditta Lombardi e alla Cooperativa venivano affidate due unità ciascuna, con la possibilità di ottenerne una terza.L’adesione al Consorzio Cavatori del Botticini Classico, ha inoltre assicurato alla Cooperativa la penetrazione nel mercato estero, specialmente nell’estremo oriente ed in America. Dal 1980 la Cooperativa ha stabilito la sede sociale in via Molini, n. 41, a Botticino. Dal 1998 inoltre è stata aperta una nuova unità operativa che si occupa della trasformazione dei blocchi in lastre, in via Artigianale, poco distante dalla sede. Attualmente i soci sono 50.

Data aggiornamento: 18/06/2003

Autore della scheda: Lavinia Parziale

Complessi archivistici