Ballarini Paolo e figli spa [numero REA: 13266 Mn] ( 1919 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Sede: Rivarolo Mantovano

Codici identificativi

  • MIDB0019E5 (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Numero REA: 13266 Mn

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività iniziali:
Ballarini Paolo e figli – Ditta individuale – L. 60.000.000 (trasformazione in snc, 1972) – v. Note

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività finali:
Ballarini Paolo e figli spa – Società per azioni – € 5.000.000,00 – v. Note

Profilo storico
Stando ad una tradizione ormai consolidata, per quanto non avvalorata da documenti ufficiali, le origini dell’attuale Ballarini Paolo e figli risalirebbero al 1889, anno in cui Paolo Ballarini avrebbe aperto a Rivarolo Mantovano una bottega artigiana di utensili in metallo. Qui, in base alle poche testimonianze rimaste, sarebbero stati lavorati oggetti diversi, quali gabbie per uccelli e articoli in lamierino verniciato o stagnato di uso casalingo.Nel primo decennio del secolo, grazie ad una donazione di piccole macchinette manuali per la lavorazione della latta da parte di una famiglia di Bozzolo che cessava la propria attività, il lavoro accrebbe, come pure la gamma degli articoli prodotti: caffettiere napoletane, tegami, grattugie, scaldapiedi, scaldaletti, vasche da bagno.Nel corso degli anni successivi, Angelo, figlio di Paolo, diede ulteriore impulso all’impresa, tanto da esserne considerato il vero fondatore. Lui stesso, infatti, al momento dell’iscrizione nel Registro ditte presso la Camera di commercio di Mantova (1925) dichiarava di aver iniziato la propria attività solo il 16 settembre 1919, trent’anni dopo cioè quella che sembra essere stata la data di apertura del laboratorio paterno.In quello stesso periodo, intuendo che i prodotti per la casa avrebbero avuto un notevole sviluppo, egli riuscì ad utilizzare alcune competenze e tecnologie sperimentate durante il periodo bellico, sfruttando tra l’altro l’esperienza acquisita presso l’industria aeronautica Caproni.Nel 1924 iniziò la costruzione di una più moderna sede, nella quale vennero impiegati un centinaio di operai, e furono inseriti nella produzione nuovi ed innovativi oggetti in metallo smaltato (nel 1931 il catalogo offriva 2.000 referenze tra stoviglie, utensili e pentolame). Lo spirito di innovazione e la voglia di investire sulla propria azienda portò i Ballarini a superare i momenti di crisi che il mercato presentava: un nuovo stimolo alla sviluppo fu dato dall’introduzione della lavorazione del rame per la produzione delle pentole, sfruttando la tecnologia già esistente utilizzata per gli altri metalli.Al termine del secondo conflitto mondiale, nel corso del quale la produzione subì un significativo rallentamento, si tornò ad investire sulla produzione di utensili ottenuti attraverso la lavorazione dell’alluminio e del lamierino lucido verniciato. Il rilancio dell’attività coincise con il secondo cambio generazionale, seguito alla morte di Angelo nel 1953 e il subentro dei figli Sandro, Emilio e Carlo, che già da alcuni anni avevano affiancato il padre nel progetto di espansione dell’azienda.L’anno successivo cessava, per ragioni economiche, la vendita al dettaglio degli articoli prodotti nella fabbrica; mentre a partire dagli anni Sessanta il mercato delle pentole in alluminio mostrava i primi segnali di stanchezza, contemporaneamente all’introduzione del Teflon. Nel 1967, dopo un periodo di studio, la Ballarini produceva il primo esemplare di pentola `teflonata’, che seppe riscuotere una positiva reazione del mercato, al punto che nel 1973, fatta ormai la scelta strategica di far convergere l’azienda alla produzione delle sole pentole antiaderenti, si decise di investire in un impianto di applicazione del rivestimento antiaderente interamente progettato all’interno dello stabilimento.Nel frattempo, nel 1972, la società di fatto veniva regolarizzata in snc, con capitale sociale pari a L. 60.000.000, aumentato due anni dopo a L. 180.000.000. L’altissima potenzialità dei macchinari e i costi di gestione molto competitivi fecero ben presto decollare i nuovi prodotti Ballarini in molti mercati esteri: sono gli anni della quarta generazione familiare – quella di Giuseppe, Angelo, Guido e Roberto – tuttora al governo dell’azienda, nonché della trasformazione della forma giuridica in spa (1979), con aumento del capitale sociale a L. 1.000.000.000.Dalla specifica richiesta dei mercati esteri nacque e si consolidò la decisione di un nuovo ed ulteriore investimento tecnologico, a completamento del ciclo produttivo: nel 1980, siglato l’accordo di licenza con la Du Pont per la fornitura del Teflon, fu finanziato l’acquisto di un modernissimo impianto di verniciatura, per la superficie esterna delle pentole, con la possibilità di realizzare nuovi colori e sfumature. Così pure, nel 1996, considerate le richieste dei vari mercati, si affiancò al già completo ciclo produttivo un modernissimo impianto per la produzione di smalti vetrosi, rivestimenti per esterni delle pentole, molto duri e resistenti nel tempo.Attualmente, la Ballarini, che impiega nel proprio stabilimento di Rivarolo Mantovano più di 250 dipendenti, esporta i due terzi della propria produzione verso mercati europei ed extraeuropei, confermandosi leader negli strumenti di cottura antiaderente di fascia alta.

Bibliografia: Un profilo storico relativamente particolareggiato è pubblicato sul sito dell’azienda, all’indirizzo www.ballarini.it/storia.php .

Data aggiornamento: 15/04/2008
Autore della scheda: Matteo Morandi

Complessi archivistici