Industria Marmi Carlo Comana srl [numero REA: 62583 Bg] ( 1919 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Sede: Seriate

Codici identificativi

  • MIDB001B07 (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Industria Marmi Carlo Comana srl [numero REA: 62583 Bg]; condizione giuridica: società a responsabilità limitata

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività iniziali:
Carlo Comana – - – ; 23.7

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività finali:
Industria Marmi Carlo Comana Srl – 46.800,00 euro – ; 23.7

Nel 1919, dopo pochi mesi dal suo ritorno dai campi di guerra, Carlo Comana avviava la sua attività di marmista nel laboratorio di via Angelo May a Bergamo (Registro Ditte CCIAA Bergamo n. 4.784). A quell’epoca, aveva già accumulato un’esperienza ventennale nel settore, essendo entrato nel 1898 come apprendista nella ditta Barbieri, sempre nel capoluogo orobico. Nel 1928, Carlo Comana acquistava in via Foro Boario una superficie di circa mq. 1.000 che avrebbe ospitato non solo la nuova sede della ditta (che sarebbe arrivata ad avere una trentina di dipendenti), ma anche un’abitazione in grado di ospitare i 14 figli avuti dalla moglie Beatrice Sangalli. Accanto alla sua attività lavorativa, l’imprenditore – nato a Seriate da una famiglia contadina – avrebbe ricoperto ruoli di responsabilità all’interno del mondo cattolico bergamasco. Dirigente dell’Azione Cattolica, Comana si sarebbe anche distinto come insegnante di disegno negli oratori di Borgo Palazzo e poi all’Immacolata, avendo tra i suoi allievi anche il celebre artista Giacomo Manzù. Tra i primi anni Trenta e lo scoppio del secondo conflitto mondiale, grazie alle commesse ricevute da diverse parrocchie della provincia per la realizzazione di altari e rivestimenti, la ditta Comana otteneva buoni risultati. Carlo Comana moriva improvvisamente nel luglio del 1947. Gli subentravano i figli Pietro, Luigi detto Gino e Giovanni Maria Liberato, che nell’estate del 1950 davano vita alla società in nome collettivo Industria Marmi Carlo Comana di Comana Piero, Gino e Giovanni Liberato Snc con un capitale sociale di 600 mila lire diviso in parti uguali.
L’aprirsi di una stagione di forte crescita economica e quindi l’apparire di nuove opportunità di mercato, consigliavano ben presto alla società di diversificare maggiormente la propria attività. All’arte sacra e funeriaria, infatti, si andavano aggiungendo la scultura e soprattutto un discreto impegno nel settore edilizio. La crescita dell’attività, inoltre, avrebbe posto il problema di trovare un sede più adeguata. Così, già nel 1954, l’impresa
acquistava un terreno in via Cerioli 56 a Seriate dove, due anni più tardi, vi impiantava la prima
segheria. Tra il 1958 e il ‘61, tutte le lavorazioni e gli uffici amministrativi lasciavano Bergamo per trasferirsi nella nuova sede sociale. Nel capoluogo, dopo la chiusura della vecchia unità operativa di via Foro Boario, ne veniva aperta una nuova in viale Pirovano 5, vicino al cimitero. Nel 1973, Luigi Comana recedeva dalla società, che di conseguenza modificava la propria denominazione in Industria Marmi Carlo Comana di Comana Pietro e Giovani Liberato Snc con un capitale sociale elevato a 12 milioni di lire.
Negli anni seguenti, l’attività sarebbe proseguita lungo i consueti binari. L’architettura sacra avrebbe coinvolto non solo numerose chiese della provincia orobica, ma anche realizzazioni di particolare prestigio come ad esempio l’altare della basilica dell’Annunciazione a Nazareth, alcuni elementi del Seminario Vescovile di Bergamo e la cappella dell’ospedale San Raffaele di Milano. Nel settore dell’edilizia, accanto ai tanti lavori per la committenza privata, di particolare spessore le opere realizzate all’interno del centro servizi della Banca Popolare di Bergamo. Sul versante
societario, nel 1984 l’impresa veniva trasformata nella società a responsabilità limitata Industria Marmi
Carlo Comana Srl, mentre il capitale sociale passava dai 12 ai 90 milioni di lire. Nel 1999, in seguito alla scomparsa di Pietro Comana, l’attività proseguiva grazie al fratello Giovanni Liberato, coadiuvato dalle tre figlie Luisa, Laura e Raffaella che dal 2006 sono entrate ufficialmente nell’impresa di famiglia (e con loro anche due nipoti, entrambi architetti). Attualmente, la società opera all’80% nel mercato privato e per il restante 20% grazie alla committenza religiosa.

Complessi archivistici

Compilatori

  • Geoffrey Pizzorni (Archivista)