Odescalchi, famiglia ( sec. XIV - sec. XIX )

Tipologia: Famiglia

Codici identificativi

  • MIDD0002C4 (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Il 15 giugno 1882 moriva nella sua villa di Birago il marchese Giorgio Raimondi, illustre esponente dell’omonima casata comasca, nella cui persona si era riunito anche il patrimonio di Innocenzo Odescalchi (1754 – 1824), rappresentante di una delle più prestigiose e antiche famiglie della città.

Con testamento olografo del 20 aprile 1817 (1), quest’ultimo aveva infatti nominato suo erede universale il pronipote Giorgio, nato l’8 marzo 1801 da Raffaele (1745 – 1804) e Giuseppa Porro Carcano, figlia della sorella di Innocenzo, Maria (n. 1752), e di Giorgio Porro Carcano (2).

Il ramo degli Odescalchi estintosi con Innocenzo, discendeva da quello primogenito di Guidolo, attestato nella seconda metà del XIV secolo (3). Primogenito di Guidolo era Gioannolo detto “il Barba”, da cui discese Tommaso che sposò in prime nozze Maddalena Castelli di Argegno e poi Caterina de Capelli. Dal secondo matrimonio ebbe Bartolomeo, dalle cui nozze con Lucrezia Rusca nacquero Guido Costantino e Tommaso.

Da Guido Costantino discese Livio che dal matrimonio con la bergamasca Paola Castelli, ebbe Costantino (+ 1919), Lucrezia (n. 1605), andata in sposa al patrizio milanese Alessandro Erba (1599 – 1670) (4); Carlo (1607 – 1673) (5), Benedetto (1611 – 1689), che fu vescovo di Novara e papa, col nome di Innocenzo XI, dal 1676 alla morte (6); e Giulio Maria (1612 – 1666) (7), Nicolo, Bartolomeo.

A quell’epoca la famiglia aveva ormai consolidato la propria posizione economica attraverso l’esercizio di una fiorente attività bancaria e mercantile, che coinvolgeva esponenti dei diversi rami della casa, attivi sulle piazze di Genova e Venezia, oltre che in alcune delle maggiori città del nord Europa, come Parigi, Amsterdam e Norimberga.

La discendenza che ebbe in Innocenzo (1754 – 1824) l’ultimo esponente fu quella di Tommaso Odescalchi (+ 1583), che nel 1539 si unì in matrimonio a Marta Benzi, la quale gli diede Giovanni Bartolomeo (1540 – 1580), Quintilio (n. 1546), Marc’Aurelio (1541 – 1596), Plinio (1542 – 1591) e Marc’Antonio (n. 1544) (8).

Da Plinio, decurione nel 1590, e da Angela Odescalchi, nacque, tra gli altri, Pietro Francesco, decurione nel 1621. Pietro Francesco sposò Angela Marliani, e da lei ebbe Giovanni Plinio (1621 – 1675) e Tommaso (1627 – 1692), che fu canonico di S. Pietro ed Elemosiniere di Innocenzo XI (9).

Suo fratello Giovanni Plinio fu invece giureconsulto e decurione nel 1649 (10). Unitosi a Lucrezia Rusca, figlia del decurione Clemente Francesco, da lei ebbe: Clemenza (n. 1675), andata in moglie a Marc’Aurelio Odescalchi; Costanza, sposata al conte Flaminio Rezzonico; Pietro Giorgio (1667 – 1697), Giovanni Paolo (n. 1670), Tommaso Giovanni Plinio (1676 – 1719) e Pietro Francesco (11). Quest’ultimo, decurione nel 1696, si sposò con Ippolita Porro, dalla quale ebbe il marchese Galeazzo (1701 – 1766). Dal matrimonio di Galeazzo Odescalchi con Caterina Besozzi (12) nacquero i predetti Maria e Innocenzo (13).

Marc’Antonio (1544 – 1606), dei citati Tommaso e Marta Benzi, si sposò con Cecilia Volpi (+ 1592), da cui ebbe Plinio (1589 – 1626), che si unì a Vittoria Turconi, del senatore Lodovico, nel 1622. Dal loro matrimonio nacque Marco Plinio (1626 – 1682), che nel 1647 si sposò con Laura Cernezzi, morta di parto nel 1657, e poi nel 1661 con Maria Odescalchi (+ 1690), figlia del dottore collegiato Raimondo. Da questa unione nacquero Marc’Aurelio (1664 – 1729) e Marc’Antonio (1667 – 1728). I due fratelli con diploma 8 ottobre 1721 dell’imperatore Carlo VI furono investiti del feudo di Fino (14) e con successivo diploma 4 agosto 1723 ottennero il titolo di marchesi, trasmissibile ai discendenti in linea maschile (15).

Poiché i due fratelli morirono entrambi senza prole, il feudo con il relativo titolo e tutti gli altri loro beni, tra i quali quelli detti “all’Olmo”, che erano stati acquistati da Marco Plinio nel 1664, passarono così per via ereditaria a Galeazzo di Pietro Francesco e, alla sua morte, al figlio Innocenzo (16).

Anche Innocenzo (1824) morì senza lasciare eredi diretti e il suo patrimonio passò al pronipote Giorgio Raimondi.

Note

1. Cfr. Istanza di Giorgio Raimondi all’I.R. Tribunale di Como, per l’aggiudicazione dell’eredità di Innocenzo Odescalchi (11 ottobre 1824), in BCCo, ARMO, b. 283, fasc. 10.

2. Cfr. Alberi genealogici della Famiglia Odescalchi, in BCCo, ARMO, b. 361, fasc. 1, Patti nuziali per il matrimonio di Maria Odescalchi con Giorgio Porro Carcano (26 dicembre 1767), in BCCo, ARMO, b. 239, fasc. 13; Patti nuziali per il matrimonio di Raffaele Raimondi con Giuseppa Porro Carcano (17 aprile 1787), in BCCo, ARMO, b. 311, fasc. 12.

3. Cfr. Alberi genealogici della Famiglia Odescalchi e Genealogia della Casa Odescalca per la linea di Marco Plinio Odescalco (sec. XVIII), in BCCo, ARMO, b. 361, fasc. 1; cfr. inoltre G. Mira, Vicende economiche di una famiglia italiana dal XIV al XVII secolo, Milano 1940.

4. Dal loro matrimonio nacque Antonio Maria Erba Odescalchi (1624 – 1694), marchese di Mondonico, che divenne senatore, grancancelliere e presidente del Senato di Milano ad interim e poi reggente. Unitosi in matrimonio con Teresa Turconi nel 1673, Antonio Maria generò quattro figli: Alessandro (1677 – 1757), Benedetto (1679 – 1740), Claudia (1681 – 1747) e Baldassarre (1683 – 1746). Alessandro Erba Odescalchi diviene, come il padre, marchese di Mondonico, mentre Benedetto, nominato nunzio apostolico in Polonia, viene elevato prima al rango di cardinale da papa Clemente XI e poi di arcivescovo di Milano dal 1712 al 1737. Con Baldassarre I venne rinnovata la linea degli Odescalchi, per l’adozione che ne fece il principe Livio Odescalchi, che lo nominò anche suo erede universale (13 maggio 1709). Cfr. V. Spreti, Enciclopedia storica nobiliare, Bologna, 1969.

5. Carlo sposò la milanese Beatrice Cusani dalla quale ebbe Livio (I o seniore) (1658? – 1713), fatto duca di Ceri dallo zio Benedetto ed eletto nel 1689 principe dell’Impero da Leopoldo I, che lo investì anche dei ducati del Sirmio (Srem) e della Sava, per i meriti acquisiti nella difesa di Vienna dall’assedio dei Turchi (1683). Creato Grande di Spagna da Carlo II, ottenne il titolo di duca di Bracciano per acquisto del feudo dagli Orsini. Con lui si estinse il ramo primigenio degli Odescalchi. Cfr. V. Spreti, Enciclopedia storica nobiliare, Bologna, 1969.

6. Benedetto intraprese la carriera ecclesiastica, dopo aver ricoperto cariche civili e militari. Nominato cardinale il 6 marzo 1645 da Innocenzo X, fu Prefetto della segnatura dei brevi nel 1647, legato di Ferrara dal 1648, vescovo di Novara dal 1650 al 1656, quando rinunciò a quella sede a favore del fratello Giulio Maria. Camerario del sacro collegio nel 1660, venne eletto pontefice con il nome di Innocenzo XI il 21 settembre 1676. Morì il 12 agosto 1689. Cfr. M.G. Lippi, Vita di papa Innocenzo XI edita con aggiunte, a cura di J. Berthier, Roma 1889; L. von Pastor, Storia dei papi, vol. XIV p. 2, Roma 1932, pp. 1 – 384; A.A.Menniti Ippolito, Innocenzo XI papa in Dizionario Biografico degli Italiani vol. 62, Roma 1964, pp. 478 – 495; V. Spreti, Enciclopedia storica nobiliare, Bologna, 1969.

7. Monaco benedettino della congregazione Cassinese, successe al fratello Benedetto nella cattedra vescovile di Novara, che mantenne dal 1656 al 28 agosto 1666, data della morte. Cfr. V. Spreti, Enciclopedia storica nobiliare, Bologna, 1969.

8. Cfr. Testamento di Tommaso Odescalchi (29 dicembre 1581, notaio Giovanni Andrea della Chiesa), in BCCo, ARMO, b. 282, fasc. 4. Il testamento istituisce eredi universali i tre fratelli, Marc’Aurelio, Plinio e Marc’Antonio, mentre a Quintilio è destinata la sola quota legittima.

9. Chiamato “l’apostolo della carità romana”, a Tommaso si deve, tra l’altro, la costituzione, nel 1686, del primo nucleo dell’Ospizio di S. Michele al porto di Ripa Grande. Cfr. V. Spreti, Enciclopedia storica nobiliare, Bologna, 1969.

10. Affidamento della tutela di Giovanni Plinio e Tommaso Odescalchi alla madre Angela Marliani (12 gennaio 1628), in BCCo, ARMO, b. 141, fasc. 3.

11. Cfr. Affidamento della tutela dei minori Pietro Giorgio, Giovanni Paolo, Tommaso Giovanni Plinio e Pietro Francesco alla madre Lucrezia Rusca (21 febbraio 1678, notaio Francesco Maria Lucini), b. 141, fasc. 6 e Albero genealogico della Famiglia Odescalchi, in BCCo, ARMO, b. 361, fasc. 1; cfr. inoltre N. Podenzani, Gironico al Monte, Milano 1963, p. 83.

12. Cfr. Registro e note delle spese per le nozze di Galeazzo Odescalchi con Caterina Besozzi (1750 – 1752), in BCCo, ARMO, b. 311, fasc. 11.

13. Cfr. Albero genealogico della Famiglia Odescalchi e Note storico – genealogiche sulla famiglia (sec. XVIII in.), in BCCo, ARMO, b. 361, fasc. 1; Fede di battesimo di Innocenzo Odescalchi, nato il 12 aprile 1754 e battezzato il 14 aprile, b. 306, fasc. 1.

14. Le comunità di Fino e Fiorenzuola nel 1696 dichiararono la propria disponibilità ad essere nuovamente infeudate, seguite nel 1719 dalle comunità di Briccoletta e Molino Rionca a condizione che l’infeudamento avvenisse nelle persone di Marc’Aurelio e Marc’Antonio Odescalchi. Cfr. BCCo, ARMO, b. 366, fasc. 4, b. 367, fasc. 1. Si veda inoltre Le istituzioni storiche del territorio lombardo XIVXIX secolo. Como, Milano 2000.

15. Cfr. inoltre Enrico Casanova, Dizionario feudale delle provincie componenti l’antico Stato di Milano all’epoca della cessazione del sistema feudale, Firenze 1904, p. 44.

16. Cfr. Nicoletta Ossanna Cavadini, Villa Olmo, Milano 2002, p. 10.

N.B.
Dopo la conclusione del lavoro di inventariazione, e dopo la redazione della scheda del soggetto produttore famiglia Odescalchi, è stato pubblicato a fine 2012 da NodoLibri un nuovo studio, che ha attinto anche all’Archivio della famiglia: di tale lavoro non si è potuto però tenere conto per queste note storiche.

Complessi archivistici

Soggetti produttori

Fonti

  • Canetta 1880 = P. Canetta, Cenni sull'Ospedale Maggiore di Milano e sulla sua beneficenza, Milano, Tipografia Sociale, 1880
  • Cremonini 2008 = Cinzia Cremonini (a cura di), Carriere magistrature e stato: le ricerche di Francesco Arese Lucini per l'"Archivio Storico Lombardo" (1950-1981), Milano, 2008
  • Casanova, Dizionario feudale = Enrico Casanova, Dizionario feudale delle province componenti l'antico Stato di Milano all'epoca della cessazione del sistema feudale, Firenze, 1904
  • Chenna 1785-1792 = Giuseppe Antonio Chenna, Del vescovato, de' vescovi e delle chiese della città e diocesi d'Alessandria, Alessandria, 1785-1792
  • Dell'Oro 2007 = Giorgio Dell'Oro, Il regio economato. Il controllo statale sul clero nella Lombardia asburgica e nei domini sabaudi, Milano, 2007
  • Crollalanza (di), Dizionario storico - blasonico = CROLLALANZA (di), G.B., Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, (rist. anast. Bologna, Forni, 1965), 3 voll.
  • Dizionario donne lombarde = Dizionario biografico delle donne lombarde, Milano, 1995
  • Libro della nobiltà italiana, 1972 = Libro d'Oro della nobiltà italiana, 1969-1972
  • Lippi 1889 = M.G. Lippi, Vita di papa Innocenzo XI edita con aggiunte, a cura di J. Berthier, Roma, 1889
  • Menniti Ippolito 1964 = A. A. Menniti Ippolito, Innocenzo XI papa, in "Dizionario Biografico degli Italiani", vol. 62, Roma, 1964
  • Mira 1940 = Giuseppe Mira, Vicende economiche di una famiglia italiana dal XIV al XVII secolo, Milano, 1940
  • Ossanna Cavadini 2003 = Nicoletta Ossanna Cavadini, Simone Cantoni architetto, Milano, 2003
  • Ossanna Cavadini 2002 = Nicoletta Ossanna Cavadini, Villa Olmo, Milano, 2002
  • Pastor 1932 = Ludwig von Pastor, Storia dei papi, Roma, 1932
  • Podenzani 1963 = Nino Podenzani, Gironico al Monte, Milano, 1963
  • Porcacchi 1569 = Tommaso Porcacchi, La nobiltà della città di Como, Venezia, 1569
  • Ranke 1968 = Leopold von Ranke, Storia dei papi, Firenze, 1968
  • Enciclopedia nobiliare italiana = Vittorio Spreti, Enciclopedia storica nobiliare italiana, Bologna, 1969

Compilatori

  • Cristina Maria Brunati (Archivista)
  • Giorgio Sassi (Archivista)
  • Marco Bascapè (Archivista)