Ente Comunale di Assistenza di Usmate Velate già Congregazione di Carità ( 1877 - 1977 )
Tipologia: Ente
Tipologia ente: Ente di assistenza e beneficenza
Altre denominazioni:
- Congregazione di Carità di Velate [dalle origini al 1927]
- Congregazione di Carità di Usmate Velate [dal 1927 al 1937]
Condizione: pubblico [Ente morale]
Abstract
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la Congregazione di Carità di Velate (poi Usmate Velate) ha rappresentato il fulcro dell’assistenza locale, fondando nel 1890 un asilo per i fanciulli meno abbienti. La documentazione d’archivio ricostruisce l’evoluzione dell’ente sotto la Legge Crispi e la successiva transizione istituzionale del 1937, anno in cui la soppressione delle Congregazioni portò alla nascita degli Enti Comunali di Assistenza (E.C.A.). Il carteggio dell’epoca, regolato dai protocolli della Regia Prefettura di Milano, delinea un modello di beneficenza basato su soccorsi diretti in denaro e natura, confermando l’assenza di infrastrutture assistenziali complesse nel territorio. la successiva riorganizzazione della pubblica amministrazione e del decentramento regionale definita dal D.P.R. n. 616 del 24 luglio 1977 e, infine, la definitiva soppressione degli stessi ECA sancita a livello territoriale dalla Legge regionale n. 23 del 9 marzo 1978.
Profilo storico / Biografia
La Congregazione di Carità di Velate Milanese (dal 1928 del comune di Usmate Velate), ente pubblico di assistenza e beneficenza operante tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo nel territorio oggi afferente al comune di Usmate Velate, rappresentò una fondamentale istituzione di supporto per le fasce più deboli della popolazione locale, concretizzando il proprio operato nel 1890 con l’istituzione di un Asilo infantile destinato ai fanciulli meno abbienti del comune. Tale struttura assistenziale, che vedeva impegnata nell’insegnamento la signora Achini, era ubicata presso via Carini 27 in locali condotti in locazione all’interno dello stabile di proprietà del signor Gianbattista Peri. L’attività della Congregazione si inseriva nel più ampio quadro delle istituzioni lombarde nate e riorganizzate sotto il vigore della normativa nazionale, in particolare della legge Crispi del 1890 che trasformò le opere pie in enti pubblici di beneficenza, fino alla definitiva transizione istituzionale avvenuta nel 1937, quando le congregazioni vennero formalmente soppresse e sostituite dai nuovi Enti Comunali di Assistenza 1.
All’interno del corpus documentale dell’archivio della Congregazione di Carità attesta la complessa fase di transizione istituzionale determinata dalla Legge 3 giugno 1937, n. 847, la quale impose la soppressione delle Congregazioni di Carità e la contestuale istituzione degli Enti Comunali di Assistenza, denominati E.C.A., su tutto il territorio nazionale. Tale processo è chiaramente tracciato a partire dalle comunicazioni d’urgenza trasmesse dal Podestà in data 30 giugno 1937, in cui si recepisce il Telegramma Prefettizio n. 41551 e si dispone il subentro immediato, con decorrenza dal 1° luglio dello stesso anno, di una Commissione amministratrice straordinaria. La composizione di tale organo riflette l’assetto politico-istituzionale dell’epoca, prevedendo la presidenza in capo al Podestà e l’integrazione di delegati del Partito Nazionale Fascista e della Segreteria del Fascio Femminile, garantendo così la continuità amministrativa sotto il diretto controllo delle autorità locali e centrali 2.
Successivamente, la documentazione archivistica si focalizza sugli aspetti tecnico-contabili della riforma, come evidenziato dalla circolare della Divisione Ragioneria della Regia Prefettura di Milano datata 13 ottobre 1937. Il Prefetto, al fine di uniformare la rendicontazione finanziaria, impartisce istruzioni tassative circa la redazione dei bilanci e dei conti consuntivi per l’esercizio 1937, stabilendo che la contabilità debba configurarsi come un corpus unitario ma distinto in due semestri, attribuendo la prima metà dell’anno alla gestione della cessata Congregazione e la seconda al neonato Ente Comunale di Assistenza. Viene inoltre prescritta l’adozione di una specifica modulistica standardizzata per le variazioni di bilancio, necessaria per adeguare le voci di spesa ai fini istituzionali dell’E.C.A., limitatamente all’esercizio in corso e sotto la stretta vigilanza prefettizia 3. Il carteggio inoltre presenta una nota ufficiale del 16 novembre 1937 in cui il Podestà, rispondendo a una specifica circolare prefettizia, delinea il quadro dei servizi assistenziali effettivamente operativi nel territorio di Usmate-Velate. In tale atto viene formalmente certificata l’insussistenza di infrastrutture pubbliche di beneficenza deputate a servizi di prima necessità, quali ricoveri notturni, alloggi per indigenti o cucine economiche. Ne consegue che l’attività assistenziale dell’E.C.A. locale viene circoscritta all’erogazione di soccorsi diretti in denaro o in natura, confermando una realtà territoriale priva di complessi apparati di accoglienza e focalizzata su una gestione semplificata della pubblica beneficenza 4.
L’attività dell’Ente Comunale di Assistenza di Usmate Velate era sostenuta – come gli altri enti comunali – da un sistema di finanziamento basato sulle proprie rendite patrimoniali, sui contributi annuali del Ministero dell’Interno e sulle elargizioni provenienti dalla Provincia, dal Comune e da privati.
A quarant’anni dalla nascita, l’assetto degli Enti Comunali di Assistenza – come per Usmate Velate – giunge a una svolta decisiva con il DPR n. 616 del 24 luglio 1977. Questo provvedimento ne dispose lo scioglimento, prevedendo il passaggio delle funzioni amministrative legate alla beneficenza pubblica direttamente ai Comuni. A dare attuazione pratica a questa transizione sul territorio fu poi la Regione Lombardia che, con la legge n. 23 del 9 marzo 1978, disciplinò il trasferimento definitivo dei beni, del personale e di tutti i rapporti giuridici dagli ECA ai rispettivi enti comunali 5.
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2 Lettere del Podestà, 30 giugno 1937, alla segretaria del fascio femminile e al Presidente della Congregazione in cui viene si annuncia la soppressione con decorrenza primo luglio. L’amministrazione del nuovo ente è affidata ad una Commissione amministrativa straordinaria, presieduta dallo stesso Podestà, Fondo Aggregati Usmate Velate – Conto Consuntivo Congregazione di Carità ed E.C.A., b. 05, 1937.
3 Circolare prefettizia, 13 ottobre 1937, idem.
4 Comunicazione enti locali di Assistenza – fusione delle Istituzioni affini del 16 novembre 1937, idem.
5 L’evoluzione normativa dell’assistenza locale si snoda attraverso tre passaggi chiave: l’istituzione in ogni comune del Regno dell’Ente comunale di assistenza (ECA) tramite la Legge n. 847 del 3 giugno 1937, la successiva riorganizzazione della pubblica amministrazione e del decentramento regionale definita dal D.P.R. n. 616 del 24 luglio 1977 e, infine, la definitiva soppressione degli stessi ECA sancita a livello territoriale dalla Legge regionale n. 23 del 9 marzo 1978.
Complessi archivistici
- Aggregati Usmate Velate - Conto consuntivo Ente comunale di Assistenza (già Congregazione di carità) (1877 - 1978)
Compilatori
- Prima redazione: Lavinia Parziale
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/creators/9187