Lodrino - Comune - Vicinia sec.XV-1800 ( sec. XV - 1800 )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente pubblico territoriale

Profilo storico / Biografia

Lodrino, adagiato in una convalle che collega la Valle Trompia alla Valle Sabbia ad un’altitudine di 716 metri s/m, è posto alle pendici dei dolomitici monte Inferni, monte Corna di Caspai e monte Palo ed è formato dalle originarie frazioni di Dosso, Villa e Invico.
Nell’estimo del 1385, in occasione della riorganizzazione amministrativa operata dai Visconti, Lodrino fu inserito tra i comuni della quadra della Valle Trompia; poiché nel 1389 viene citato come “comune de castelanza de Lodrino”, è stata ipotizzata l’esistenza, in località Cocca, di una fortificazione a difesa dalle incursioni dalla Valle Sabbia e dal Trentino.
La vicinia di Lodrino ha lasciato nell’archivio comunale cospicua traccia della propria attività nei secoli; in particolare è possibile seguire il corso delle discussioni e delle decisioni attraverso la serie dei registri delle delibere che coprono un ingente lasso di tempo, dal 1518 al 1763.
Se si scorre la documentazione di questi tre secoli si individuano le cariche e gli uffici attraverso i quali era organizzato l’ente: un sindaco, che spesso ricopriva anche la carica di nunzio e procuratore nelle cause (cfr. busta 1, fasc. 13), due consoli, spesso procuratori e contraenti ufficiali dei contratti stipulati dal Comune (compravendite, locazioni, censi etc.), un cancelliere incaricato della gestione amministrativa (dalle cause al campatico, dall’estimo, agli incanti), un massaro, responsabile unico della contabilità del comune, un camparo con compiti di vigilanza e custodia sui boschi e sulle colture prative, un estimatore e dei procuratori. Notizie di una certa rilevanza per la storia dell’ente riguardano una causa per definizione dei confini comunali con il comune di Comero (1608-1721; busta 2, fasc. 8), un’altra causa, tipica e ricorrente nelle vicinie, tra originari e forestieri (1764-1786; registro 33) e la notizia di proteste e disordini fra gli abitanti in seguito all’elezione delle nuove cariche comunali (1707; busta 2, fasc. 34).
Una fonte di sicura utilità per comprendere il funzionamento dell’ente può essere inoltre il regolamento della vicinia risalente al 1628 (busta 1, fasc. 4).
L’archivio di Lodrino conserva infine una copia degli Statuti di Valle (1764) e, ad essi allegata, copia della terminazione di Vittore Pisani, dello stesso anno, riguardante la questione degli originari e dei forestieri (registro 37).
Dal catastico del Da Lezze (1609-1610) risulta che all’inizio del secolo XVII la popolazione era di 900 abitanti di cui 200 dediti ad attività lavorative fra cui la produzione di “panni bassi”, una fucina grande e altre minori che realizzavano verrelle e chiodi; attività non marginale era la caccia con gli archetti.
Nei secoli XVII e XVIII si verificano pesanti carestie e calamità naturali, fra cui la peste del 1630, un’alluvione del 1738, eventi che costringono ad attivare varie forme di assistenza sociale: si colloca infatti tra l’inizio e la metà del secolo la fondazione del Monte di pietà (1641). Significativo che nel 1764, anno della Descrizione generale della popolazione, gli abitanti di Lodrino siano scesi a 353, verosimilmente in seguito a questi gravi accadimenti.
L’organizzazione istituzionale rimase pressoché inalterata fino alla caduta della Repubblica di Venezia, quando, con l’avvento del regime franco-napoleonico, i comuni, come organi di autogoverno locali furono aboliti e prevalse una politica amministrativa accentratrice; nel giro di pochi anni il Comune passò dal cantone del Mella (1797) al distretto delle Armi (1798), al distretto I di Brescia (1801) al cantone VI di Bovegno (1805); secondo la legge del 1802 i comuni vennero distinti in tre classi a seconda della consistenza numerica e nel 1805 Lodrino fu classificato comune di terza classe con 462 abitanti. Fra la documentazione di questo periodo si rileva un registro contabile che segnala tutte le requisizioni effettuate dalle truppe francesi e successivamente da quelle austriache ai danni della popolazione (1813-1814, busta 3/a fasc. 3).
Dal 1810 venne concentrato, assieme al comune di Cesovo con Brozzo, nel comune di Brozzo e inserito nel cantone VIII di Bovegno per poi ridiventare autonomo nel 1816; dal 1816 fu incluso nel distretto VII di Bovegno fino al 1853 quando il distretto di Bovegno fu soppresso ed il comune venne unito al distretto di Gardone; nel 1859 fu incluso nel mandamento VIII di Bovegno.
Con il 1865, anno di promulgazione della legge sull’ordinamento comunale, cambia la struttura organizzativa del comune, per cui esiste un sindaco, una giunta e consiglio comunale in cui il sindaco è nel contempo rappresentante del governo locale e ufficiale del Governo in quanto nominato dai prefetti.
Nel primo decennio del secolo XIX la strada che da Lodrino portava in Valle Sabbia era ancora poco praticabile con conseguenti difficoltà, per esempio, nel trasporto del ferro che subiva la seconda fusione nella valle limitrofa; il tratto Brozzo-Lodrino è completato nel 1826, mentre verrà interamente concluso nel 1830.
A differenza che in altre località dell’alta Valtrompia dove si verifica dalla seconda metà del secolo XIX un incremento demografico consistente, a Lodrino è rilevata una sostanziale stabilità dovuta in parte all’acuirsi di difficoltà economiche e in parte al principiarsi del fenomeno dell’emigrazione che proseguirà massicciamente anche nel secolo successivo; è da registrare nel 1888 la costituzione della Latteria Sociale Valtrompia.
Con l’inizio del Novecento si riscontra invece un incremento demografico attribuibile al pendolarismo lavorativo verso Gardone, incremento pressoché costante fino quasi agli anni ‘60.
Nel 1924 il comune risulta incluso nel circondario di Brescia della provincia di Brescia. La legge fascista del 1926 introduce una magistratura unica, il podestà, di nomina regia, che sostituisce gli organi elettivi (sindaco, giunta e consiglio).
In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Lumezzane veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
Con la Costituzione repubblicana approvata nel 1947 si fissano i principi inerenti al nuovo ordinamento di Comuni e Province, attribuendo un valore determinante al principio dell’autonomia locale.
Dal dopoguerra fino agli anni ‘90 Lodrino conosce un grande impulso economico, anche grazie alla realizzazione di una zona artigianale in località Mandro; l’economia, da agro-silvo-pastorale si è trasformata in artigianale-industriale senza trascurare le potenzialità dell’attività turistica: da segnalare, in questo senso, la fondazione nei primi anni ’80 del Museo etnografico, teso al recupero e alla valorizzazione della cultura contadina e artigianale del passato.

Bibliografia
- Statuto di Val Trompia, in Brescia per Giacomo Britannico 1576, ristampa anastatica a cura della Comunità Montana di Valle Trompia, Brescia, 1976.
- Giovanni Da Lezze, Il catastico bresciano (1609-1610), a cura di Carlo Pasero, Brescia, 1969 -1973.
- Ordinationi et regole dell’illustrissimo et eccellentissimo sig. Geronimo Venier Capitano di Brescia […], In Brescia, Per gli Sabbi, Stampatori Camerali, 1645, riproduzione anastatica in Vincenzo Rizzinelli, Carlo Sabatti, Francesco Trovati, Brescia e la Valtrompia nella prima metà del sec. XVII, Comunità Montana della Valle Trompia, 1979.
- Descrizione generale della popolazione della città e provincia di Brescia comprese le valli e salmodiano nella quale […] si desume il numero delle famiglie, ed anime, il sesso, qualità, ordini, classi ed occupazioni loro […] per ordine di sua eccellenza Francesco Grimani capitanio e vicepodestà MDCCLXIV, Dalle stampe di Giuseppe Pasini impressor camerale, Brescia, 1764.
- Carlo Sabatti, Brescia e la Valtrompia nella prima metà del sec.XVII, con riproduzione anastatica delle Ordinazioni di Girolamo Venier, Comunità montana della Valle Trompia, Gardone Val Trompia, 1979.
- Atlante valtrumplino. Uomini, vicende e paesi delle valli del Mella e del Gobbia, Grafo, Brescia, 1982.
- Livio Antonelli, I prefetti dell’Italia napoleonica, Mulino, Bologna, 1983.
- Lodrino in Valtrompia. Memorie storiche e patrimonio artistico, a cura di Carlo Sabatti, Comune di Lodrino, Brescia, 1987.
- Viaggio in Valtrompia, a cura di Livio Bettari, Ernesto Pintossi, Carlo Sabatti, Edizioni Brixia, Brescia, 1994.
- Guido Melis, Storia dell’amministrazione italiana 1861-1993, Mulino, Bologna, 1999.
- Le istituzioni storiche del territorio lombardo: XIV-XIX secolo. Brescia. Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano, 1999.
- Le istituzioni storiche del territorio lombardo: 1859-1971. Progetto Civita, tomo II, Regione Lombardia, Milano, 2001.
- Carte in tavola. Servizi culturali nella comunità locale, Atti del convegno “Carte in tavola. Servizi culturali nella comunità locale”, a cura della Cooperativa Arca di Gardone Valtrompia, Comunità montana di Valle Sabbia, Comunità montana di Valle Trompia, Grafo, Brescia, 2005.

Complessi archivistici