Congregazione di Carità - Ente Comunale di Assistenza di Lodrino ( 1601 - 1942 )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente di assistenza e beneficenza

Sede: Lodrino

Profilo storico / Biografia

1. Profilo della Congregazione di carità
L’istituto delle Congregazioni di Carità affonda le proprie radici ancora nei secoli XV e XVI, quando, per la diffusa povertà e per la necessità dei piccoli artigiani di avere una certa liquidità, vengono a costituirsi opere pie o consorzi che, potendo contare sulle rendite derivanti da capitali investiti o immobili, concedono prestiti ad interessi modesti, assistono i poveri e gli emarginati, praticano la dispensa di sale, farina e altri generi di prima necessità; tali enti nascevano o presso le parrocchie, per mezzo di confraternite, o presso i comuni, attraverso, per esempio, i Monti del miglio, del grano o del sale (1) .
Tali istituti si diffondono capillarmente, giungendo pressoché inalterati fino agli inizi del secolo XIX, quando, con le soppressioni napoleoniche, vengono resi pubblici e si trasformano così in Congregazioni di Carità (nel 1803 con la Repubblica Cisalpina e nel 1807 con il Regno Italico) (2); dalle “Istruzioni generali per l’organizzazione delle Congregazioni della Carità” del 1807 si nota come ciascuna congregazione era divisa in tre commissioni e cioè, degli Ospedali, degli Ospizi ed Orfanotrofi e infine delle Elemosine e dei Monti di Pietà, ove quest’ultima era chiaramente la più diffusa, trovandosi quasi in tutti i Comuni (3).
Dopo aver subito una successiva trasformazione durante il periodo lombardo-veneto, passando nella denominazione da Congregazioni di Carità a Pii Istituti Elemosinieri, si giunse solo nel 1859 ad una più completa riorganizzazione delle Opere Pie in cui ciascuna Opera era posta sotto la tutela della deputazione provinciale da cui doveva ricevere l’approvazione di bilanci e conti, contratti d’acquisto o alienazione e infine deliberazioni riguardanti il patrimonio (4).
Lo Stato unitario si occupò anch’esso di mettere ordine con la legge Rattazzi del 1862 e istituì in ogni comune la Congregazione di Carità (5); il successivo intervento normativo, teso a disciplinare in maniera più organica l’intero settore si avrà nel 1890 all’interno dell’articolato quadro di riforme amministrative varate da Francesco Crispi (6).
Un ulteriore cambiamento fu sancito infine nel 1937 con la trasformazione delle Congregazioni di Carità in Enti comunali di assistenza (ECA) (7) che rimasero attivi fino al 1978 quando vennero soppressi definitivamente e le funzioni e le attribuzioni passarono ai Comuni (8).

2. Profilo della Congregazione di carità
I primi riscontri documentari relativi alla Congregazione di carità di Lodrino riguardano la dispensa del sale (1674) e la registrazione di capitali (1690); tuttavia l’attestazione ufficiale riportata nella Statistica delle opere pie rimanda al 1794 l’anno di fondazione della Congregazione; fra le finalità sono contemplate la dispensa del sale, il soccorso in denaro agli infermi poveri e vi è traccia anche della dispensa del miglio sebbene esistesse il Monte di pietà che si occupava della distribuzione di questo cereale.
Un’importante lascito per la Congregazione è il legato di Bartolomeo Petri, rettore della parrocchia di S.Vigilio di Lodrino: nel testamento aperto dopo la sua morte, avvenuta nel 1630, dispone che con il reddito derivante da terreni in località Padergnone di Rodengo il Comune istituisca una scuola per i ragazzi “oriundi o abitanti” a Lodrino istruiti da un sacerdote scelto dalla vicinia e approvato dal rettore della parrocchia.
L’attività della Congregazione prosegue ininterrotta fino al 1937 con la trasformazione delle Congregazioni in ECA.

Note
(1) Tra storia dell’assistenza e storia sociale. Brescia e il caso italiano, a cura di Edorado Bressan, Daniele Montanari, Sergio Onger, Fondazione Civiltà Bresciana, 1996, pp. 16-17, 22.
(2) Storia di Brescia, Istituto Treccani, Milano 19.., vol. IV, p. 640.
(3) Istruzioni generali per l’organizzazione delle Congregazioni della Carità, istituite dal R. Decreto 23 dicembre 1807 in Archivio storico del Comune di Gottolengo (Bs).
(4) Decreto regio n. 3779 del 20 novembre 1859.
(5) Legge Rattazzi del 3 agosto 1862.
(6) Legge n. 6972 del 17 luglio 1890. Si veda Le istituzioni storiche del territorio lombardo 1859-1971. Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano 2001, tomo II, p. 21.
(7) Legge n. 847 del 3 giugno 1937.
(8) Legge regionale n. 23 del 9 marzo 1978.

Bibliografia
Statistica delle opere pie al 31 dicembre 1880 e dei lasciti di beneficenza fatti nel quinquennio 1881-85. Spese di beneficenza sostenute dai comuni e dalle provincie. Lombardia, a cura della Direzione generale della statistica, Roma, 1887.
Lodrino in Valtrompia. Memorie storiche e patrimonio artistico, a cura di Carlo Sabatti, Comune di Lodrino, Brescia, 1987.

Complessi archivistici

Compilatori

  • Prima redazione: Lucia Signori (Archivista) - Data intervento: 01 gennaio 2010