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Psiup di Milano Federazione

Psiup di Milano Federazione (1964 - 1972)

82 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: 78 unità archivistiche in 10 buste

Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta dalla Federazione milanese del Psiup nel corso della sua storia.

Storia archivistica:

I documenti, versati alla Fondazione Isec nel 1985 insieme alle carte della Federazione milanese del Pci, non avevano un ordinamento originario; i fascicoli sono stati ordinati tenendo presente la struttura organizzativa dello Psiup.

Nota dell'archivista:

Uscirono dal Psi per dar vita allo Psiup “7 membri della Direzione della sinistra e trentacinque membri del Cc (su quaranta della sinistra); venticinque deputati (su ottantasette di cui trentatre della sinistra) e dodici senatori (su trentasei di cui tredici della sinistra) […] un terzo dei sindaci, e poco meno della metà dei consiglieri comunali appartenenti alla sinistra; […] la grandissima maggioranza dei membri di Cd di federazione e dei quadri sindacali della corrente. Più difficile valutare la situazione a livello di base, anche per le diversissime stime fornite dal Psiup e dal Psi” .
I più attivi nell’opera di costruzione del partito furono sicuramente i sindacalisti e i giovani; la Federazione giovanile socialista aveva aderito in stragrande maggioranza al Psiup.
Segretario dello Psiup fu nominato Tullio Vecchietti che fu affiancato da due vice segretari, Dario Valori e Vincenzo Gatto; «Mondo nuovo» divenne l’organo ufficiale del nuovo partito.
La scissione che interessò tutte le strutture del Partito facilitò la costruzione di una struttura organizzativa che ricalcava l’organizzazione verticale del Psi che aveva alla base il nucleo aziendale e/o territoriale, la sezione, il comitato di zona o il comitato comunale, la federazione provinciale, il comitato regionale e a livello nazionale, il comitato centrale, la direzione e la segreteria. Vi erano inoltre le commissioni di lavoro e la Federazione giovanile.
Le sedi provinciali erano 101, comprese quelle di Parigi e del Belgio, dove si organizzavano gli emigrati. I nuclei e le sezioni erano, dopo il primo anno di vita del Partito, circa 2.900.
Gli iscritti al partito su tutto il territorio nazionale al termine della campagna per il tesseramento del 1964 furono 164.520.
Al 2° Consiglio nazionale, svoltosi a Roma dal 25 al 28 aprile 1964 furono votati all’unanimità un documento programmatico e uno statuto provvisorio, validi fino al 1° Congresso.
Dal 16 al 19 dicembre 1965 si svolse a Roma il 1° Congresso nazionale dello Psiup. Al congresso il Partito arrivò sull’onda di una serie di risultati positivi, e della continua e costante espansione degli iscritti e dei consensi.
Il vero problema che doveva essere affrontato nel dibattito congressuale riguardava la collocazione del Partito nella sinistra italiana, poiché se da un lato si erano inaspriti i rapporti con il Partito socialista, dall’altro si rendeva necessario prendere una decisione per quanto riguardava i rapporti con il Pci.
Marcato era il dissenso per quanto riguardava il mondo cattolico e il ruolo della Dc.
Particolari tensioni politiche si erano create con il Pci sia in politica estera che in politica interna: nell’aprile 1964, con la lettera aperta ai comunisti cinesi, il Psiup aveva preso le distanze dall’atteggiamento del Pci, affermando la necessità di bandire dal movimento operaio internazionale il metodo della scomunica, ammettendo esplicitamente l’esigenza del pluralismo nel dibattito politico e nelle esperienze, criticando la teoria dello Stato-guida e la tendenza a far prevalere la logica degli Stati sugli interessi dei movimenti di massa.
Il Psiup fin dalla sua nascita dovette affrontare il problema della sopravvivenza economica.
Le risorse economiche provenienti dall’autofinanziamento erano infatti largamente insufficienti alla gestione ordinaria del Partito.
La frattura e i contrasti creatisi nel corso del 1968 dopo i fatti cecoslovacchi, segnarono profondamente il Partito che negli anni successivi affrontò un lento, ma inesorabile, declino contraddistinto dall’incapacità complessiva di ripensare le proprie scelte politiche in un’ottica di maggiore autonomia rispetto al Pci.
Il risultato disastroso delle elezioni del maggio 1972 portò al mancato raggiungimento del quorum impedendo così la presenza di deputati psiuppini in Parlamento.
Il Congresso straordinario che si concluse il 16 luglio 1972 portò all’approvazione formale dello scioglimento e delle confluenze già ipotizzate nel Pci e, in minore misura, nel Psi.

Soggetti conservatori

Compilatori

  • Schedatura: Primo Ferrari (archivista) - Data intervento: 01 giugno 2021