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Comune di Castello dell'Acqua

Comune di Castello dell'Acqua (1857 - 1960)

4.006 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Consistenza archivistica: 6 bb.

Storia archivistica:

- II riordino dell’archivio e la compilazione dei conti consuntivi sono affidati al ragionier Virgilio Bonomi già segretario interino fino al 1927;

- nel 1949 la Soprintendenza archivistica di Milano richiede la trasmissione dell’inventario dell’archivio comunale;

- il 18 gennaio 1950 il comune trasmette una nota con l’elenco di consistenza del materiale conservato in archivio, ritenuto insufficente dalla Soprintendenza archivistica che sollecita di riordinare l’archivio e di trasmettere l’inventario;

- negli anni 1950 – 1952 la corrispondenza con la Soprintendenza archivistica di Milano verte sul riordino dell’archivio comunale e sulla redazione e trasmissione dell’inventario, che viene continuamente rimandata;

- in una deliberazione consigliare del 21 marzo 1953 viene dato incarico al signor Alessandro Foppoli di Ponte in Valtellina di riordinare l’archivio del comune secondo le modalità prescritte dalla Soprintendenza archivistica di Milano;

- nel 1954 il consiglio comunale delibera in merito alla liquidazione delle spese per il riordino dell’archivio comunale. Dal verbale risulta che al signor Foppoli vengono pagate oltre settanta ore di lavoro eseguito che riprenderà non appena le strade e il clima lo permetteranno. Il lavoro, non portato a termine, deve essersi limitato ad uno smistamento sommario dei fascicoli per anno di produzione (post 1950) e talvolta per categorie ma non per classi e per fascicoli pertinenti ad uno stesso oggetto e non è stata rinvenuta nessuna numerazione delle buste e dei fascicoli. Inoltre non è stato prodotto nessuno strumento di corredo.

Notizie di intervento

La documentazione relativa all’attività del comune di Castello dell’Acqua è stata trovata conservata in un locale adibito ad archivio al piano terreno dello stabile comunale sito in piazza Roma.

Gli incartamenti sono stati trovati depositati parte racchiusi in cartelle lacere e polverose, parte alla rinfusa sugli scaffali e parte entro scatoloni di cartone.

La documentazione appariva depositata in modo caotico, probabilmente in seguito al trasloco degli incartamenti dal locale caldaia al piano seminterrato nel quale erano stipati in disordine.

A complicare la situazione il fatto che sulle buste non fosse presente nessuna numerazione e che le scritte esistenti sui dorsi fossero illeggibili. In assenza di strumenti di corredo che orientassero il lavoro di riordino, è occorso un accurato lavoro di schedatura preliminare delle singole carte e dei rari fascicoli conservati (sempre segnalati in nota).

Attraverso l’identificazione formale, contenutistica e la contestualizzazione delle carte è stato svolto un intervento finalizzato a dare un ordinamento ex novo al materiale archivistico, andando a costituire prima i fondi, successivamente le sezioni archivistiche e le serie, quindi le categorie e le classi di competenza, ordinando le unità archivistiche per estremi cronologici.

E’ stato realizzato un intervento globale di riordino, archiviazione e inventariazione informatizzata in seguito al quale la documentazione conservata presso l’archivio storico del comune di Castello dell’Acqua risulta suddivisa in differenti serie e fondi.

Atti prodotti nell’attività dell’ente Comune:

· Sezione archivistica I per gli atti compresi tra il 1857 e il 1897;

· Sezione archivistica II per gli atti con estremi cronologici 1898 – 1949;

· Sezione archivistica III per la documentazione pertinente al periodo 1950 – 1960;

· Atti contabili del comune (bilanci preventivi e conti consuntivi) 1880 – 1960;

· Registri comunali;

· Ufficio razionamento consumi;

· Fogli d famiglia;

· Contratti.

Fondi depositati presso l’archivio comunale prodotti da enti diversi dal comune (archivi aggregati):

· Congregazione di carità 1881 – 1937;

· Ente comunale di assistenza 1937 – 1977;

· Cooperativa edilizia di Castello dell’Acqua 1948 – 1952.

Le cartelle lacere, polverose e non più idonee a contenere il materiale documentario sono state sostituite con buste nuove.

Ogni nuova busta è contrassegnata da un etichetta che riporta la sezione archivistica di appartenenza, l’anno o gli anni degli incartamenti contenuti e il titolo o categoria.

Le rare camicie originali dei fascicoli sono state conservate ma incamiciate in nuove che riportano l’anno o gli anni, la categoria, la classe il numero della busta di appartenenza e il numero d’ordine all’interno della busta.

Ogni sezione archivistica, serie o fondo aggregato ha una numerazione propria delle buste e dei fascicoli rendendo chiara la collocazione di ogni atto o fascicolo all’interno dell’archivio.

Il presente inventario è stato realizzato nell’ambito del progetto ‘Le Carte del Terziere di Mezzo’, promosso dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio e destinato al recupero, al riordino, all’inventariazione informatizzata e alla valorizzazione dei fondi archivistici di rilevanza storica di pertinenza dei comuni appartenenti al territorio della comunità.

Il fine del progetto è la costituzione di una base dati inventariale di tutti gli archivi sottoposti a riordino e inventariazione. Per ogni archivio analizzato è stato redatto il relativo inventario cartaceo e informatico, corredato da note introduttive e metodologiche e da indici alfabetici per la ricerca di persone, istituzioni e toponimi.

Il progetto, finanziato dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio, ha visto la partecipazione economica dei singoli comuni e di Regione Lombardia.

Codici identificativi:

  • MIBA017456 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Raffaella Pedroni (Archivista)