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Comune di Leno

Comune di Leno (sec. XI - 1819)

1.672 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Storia archivistica:

Gran parte dell’archivio di antico regime del comune di Leno è attualmente costituito da 7 filze di atti pubblici e privati e da 41 mazzi comprendenti fascicoli. Questo ordinamento che risale al 1754, fu messo a punto dal notaio Angelo Maria Franchi, espressamente incaricato dal comune di riordinare il fondo comunale e di redigerne l’inventario. Il risultato del lavoro del Franchi è, infatti, rappresentato dall’"Indice delle scritture", in quattro tomi che correda l’intero archivio(1).
Il carteggio di antico regime posteriore al 1754, non inventariato dal Franchi e datato fino al 1815, comprende circa 15 buste di atti riguardanti la gestione dei livelli e delle acque comunali, nonchè carteggi amministrativi(2).
L’archivio di Leno non conserva gli atti deliberativi degli organi di governo comunale e neppure i registri contabili, come le massarie, i libri dei livelli delle proprietà e di altro materiale documentario caratterizzante i fondi comunali di antico regime della provincia di Brescia.
Esaminando i carteggi contenuti nei mazzi, si sono notati frequentemente i rimandi di tali libri sulla cui scomparsa o distruzione non vi sono notizie. Lo stesso Franchi, nelle note introduttive all’indice, non menziona affatto questo materiale documentario e questo ci autorizza a pensare che a quell’epoca fosse già scomparso o per lo meno non custodito nella casa del comune.
Il capitolo 25 delle “Provisioni” del 1588 è tutto dedicato al modo di proteggere e conservare le scritture.
In esso vengono denunciate sottrazioni di atti da parte di più persone dalla cancelleria comunale. Pare utile richiamare qui, in parte per esteso, questa notizia a sottolineare una forse rinnovata attenzione da parte degli amministratori per i documenti testimonianti i beni e i diritti comunali, sollecitata anche dal governo di Brescia: "… è venuto alle orecchie di molti desiderosi del ben pubblico che la cancelleria di questo comune si trova spoliata (…) delle sue solite scritture, libri et privilegi, essendo per il tempo passato per la poca vigilanza di Consoli, che trasportate hor qui hor là, così per privati come per pubblici interessi e massime dalli andatori (…) si scordano poi reportarle… ". La norma chiarisce che tutte le scritture debbano tornare al loro posto nella cancelleria comunale, che debba essere stilato un “novo registro”, che debbano essere perseguiti coloro che “tenessero, occultassero” le scritture. Infine che “…il governo delle scritture debba perpetuamente stare nelle mani dei tre sindici, serrarle con tre chiavi…” di cui una deve essere custodita dai sindici, una dai ragionati e una dal cancelliere. E’ pure compito del cancelliere predisporre un libro “à posta a questo officio” per quanti avessero necessità di consultare e prelevare dall’archivio le scritture, le quali debbono essere restituite nel termine di 8 giorni, pena il pagamento di 50 ducati e altre gravi multe.
La documentazione da noi presa in esame è soltanto quella riordinata dal Franchi.
Gli atti contenuti nelle filze e ordinati cronologicamente, sono stati regestati singolarmente e di essi si sono annotati e descritti gli eventuali allegati.
Il carteggio contenuto nei mazzi si presenta, invece, con le seguenti caratteristiche:
1. fascicoli contenenti una sola carta e alcune camicie vuote;
2. fascicoli contenenti anche centinaia di carte inserite in più camicie non ordinate cronologicamente e recanti una numerazione a matita apposta posteriormente al riordino settecentesco che non considera le carte bianche e attribuisce un solo numero anche ad unità complesse. Talora la numerazione è discontinua e si nota disordine dovuto forse, ad interventi successivi.
Lo stato di conservazione delle carte presenta gravi danni per numerosi fascicoli di alcuni mazzi tra cui il VII, X, XVIII, XXVII, XXXVII, XL.
Il metodo di lavoro adottato durante il nostro intervento è stato il seguente:
si è considerata unità di base il fascicolo individuato dal Franchi, anche quando, come vedremo, questo conteneva unità complesse; è stato registrato per ciascun fascicolo il titolo esteso assegnato dal Franchi e si è mantenuta, nella maggioranza dei casi, la numerazione posteriore delle carte; negli altri casi è stata apposta una numerazione ex novo; quindi, per i fascicoli contenenti atti di causa e allegati, è stato formulato un regesto-contenuto che considerasse la vertenza nel suo insieme, indicando le parti in causa e il motivo della contesa e, di seguito, un elenco ragionato degli atti compresi nel fascicolo.
Per i fascicoli contenenti una sola carta ovvero più carte ma non riconducibili a cause, come annunciato anche dal titolo in coperta, è stato formulato un regesto analitico nel primo caso e sommario, che tenesse tuttavia conto di tutte le tipologie documentarie presenti, nel secondo.
Di seguito al regesto, a facilitarne la lettura finale e per evidenziare la composizione fisica del fascicolo, è stata adottata una formula esplicativa indicante tutte le unità presenti come registri, volumi con e senza titolo originale, opuscoli, atti a stampa e membrane; sono state infine segnalate tutte camicie vuote inserite nei fascicoli e frammiste alle carte stesse.
Per il mazzo XXVIII si sono costituite 11 sottounità contenenti gli estimi comunali dei secc. XV – XVI e per il mazzo XXXIII, 23 sottounità contenenti atti membranacei regestati singolarmente.
Per l’intero archivio così descritto sono state ipotizzate tre serie: la prima definita “Filze” contenente gli atti in filza e alcuni atti singoli trovati sparsi, senza segnatura; la seconda definita “Mazzi” che contiene il carteggio inventariato dal Franchi. Una terza serie chiamata “Repertori” è rappresentanta invece dai quattro volumi dell’indice settecentesco.

Note
1. Cfr. unità 1635, 1636, 1637, 1638; d’ora in poi indicati con “Indice…” cit., seguito dal n. di tomo. Per la biografia di A. M. Franchi, cfr “Enciclopedia bresciana”, a cura di A. Fappani, 8 voll. Brescia, 1973 – 1987, vol IV.
2. Questa parte del fondo non è stata presa in considerazione durante il nostro intervento in quanto si presenta in precario stato di conservazione, essa è ordinata attualmente in “mazzi” che ad una prima analisi appaiono come accorpamenti di documentazione diversa do uno stesso intervallo di anni, piuttosto che di contenuto. Questa documentazione non è corredata da alcun inventario.

Codici identificativi:

  • MIBA002E7B (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Licia Anelli
  • Renato Donati