Mappe (sec. XVII - primo quarto sec. XX)
463 unità archivistiche di primo livello collegateFondo
Consistenza archivistica: 463 unità
La raccolta riunisce la cartografia storica e fu costituita raggruppando materiali di differenti formati, che non potevano essere conservati nelle normali buste, perdendo però i legami con le pratiche amministrative da cui derivavano o alle quali facevano riferimento.
Un inventario manoscritto fu realizzato dall’archivista Pio Pecchiai nel 1914; su di esso l’archivista Angelo Piazza tra 1967 e 2000 apportò alcune integrazioni. In atti 1155/1914 (Uffici e officine, Archivio 6) l’archivista Pecchiai informava della stesura di un “nuovo e preciso inventario delle mappe, mappe topografico−geografiche ecc. che formano in questo Archivio una delle raccolte più ricche e utili per la storia patrimoniale del L.P., non solo, ma anche per la storia catastale e topografica di gran parte della Lombardia” constatando “la mancanza di un rilevante numero di mappe e carte del vecchio e nuovo censo” richieste in consultazione dagli ingegneri e mai rese all’archivio. Pecchiai faceva dunque riferimento ad un precedente inventario, o ad almeno un elenco di consistenza, in cui era applicata la distinzione tra il Censo vecchio e il Censo nuovo. Tale inventario non è stato ritrovato.
Prima dell'attuale riordino il fondo assommava a circa 471 unità ed era diviso in:
− “Censo vecchio” (1718−1886): consistente in circa 358 unità effettive, delle quali una ventina erano cartografia a stampa, mentre furono numerate 418 mappe con 60 lacune (senza descrizione e indicate come: “mancante” “alienate coi beni cui si riferivano”, “consegnata al Pio Istituto di Santa Corona” etc.).
− “Censo nuovo” (1832−1900): consistente in circa 113 unità, mentre furono numerate e descritte sommariamente 176 mappe, delle quali 63 riportavano l’indicazione “sono risultati mancanti nel lavoro di ordinamento 31.01.1968”.
La cartografia era numerata senza un criterio e talvolta lo stesso numero riuniva rilievi di epoche diverse; le mappe riguardavano sia il patrimonio da reddito (in campagna e in città), sia gli stabili ospedalieri.
L'inventario attuale ha mantenuto la partizione originale in Censo vecchio e Censo nuovo, aggiungendo una piccola serie di cartografia a stampa che non ha legami con i beni dell'Ospedale.
Al Censo vecchio è stata ricondotta tutta la cartografia anteriore al 1864, in analogia con gli altri fondi dell'archivio. Dopo un preliminare lavoro di spolveratura, i disegni e le mappe sono stati ordinati per località e descritti, per quanto possibile, con titolo, data, dimensioni, scala, eventuale autore del disegno. Mappe della stessa località o zona e dello stesso periodo (o copie coeve), sono state raggruppate e descritte nella stessa scheda. Se consentito dalle dimensioni, sono state inserite nello stesso contenitore e quindi distinte dal medesimo numero di fascicolo; in caso contrario riportano medesimo numero e una lettera che le distingue.
Tutta la cartografia posteriore al 1864 è ora compresa nel Censo Nuovo, schedata con uguali criteri dell'altra partizione. Per caratteristiche peculiari della gestione del patrimonio ospedaliero tra la fine dell'Ottocento e gli anni '30 del Novecento, si è deciso di raggruppare le planimetrie dei beni stabili in città e campagna secondo i Lotti amministrativi d'appartenenza. La decisione è confortata dal ritrovamento di una cartelletta d'archivio residua, riciclata per disegni dell’Ufficio Tecnico, che ha dimensioni compatibili con quelle delle planimetrie e riporta l’indicazione “Tipi fabbricati / Lotto VI”. Nel 1896 risultavano i seguenti Lotti: lotto I Edifici ospedalieri; lotto II di Milano; lotto III di Linate; lotto IV di Mirasole; lotto V di Vernate; lotto VII di Fallavecchia; lotto VIII di Zelo Buon Persico; lotto IX di Bertonico; lotto X di Brianza; lotto XI di Vanzaghello; lotto XII di Sesto Calende; lotto XV di Linarolo. Acquisti e vendite di epoche successive hanno modificato il numero e la composizione dei Lotti, tanto che allo stato attuale la partizione non corrisponde esattamente alla situazione del 1896 e risulta comunque lacunosa.
Nota dell'archivista:
Le mappe assommano complessivamente a n. 528 pezzi (C.V. 392, C.N. 116, a stampa 20), in vari casi in più fogli.
Soggetti conservatori
Soggetti produttori
- Ospedale Maggiore di Milano 1456 -
Compilatori
- Prima redazione: Daniela Bellettati (archivista) - Data intervento: 23 dicembre 2024
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/fonds/214034