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Dicasteri

Dicasteri (1330 - 1802)

419 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Nel 1860 il consiglio comunale rivendica gli atti e i documenti dell'antico archivio civico, in quel periodo depositati presso la soppressa chiesa di S. Carpoforo e fusi con la documentazione governativa. Il lavoro di stralcio e di ricostruzione delle serie comunali incomincia nel 1870 e si protrae per tre anni; vi presero parte, fra gli altri, Luigi Crescentini, Luigi Carcano, Paolo Casanova, Giuseppe Ganz e Gentile Pagani. A lavoro ultimato l'archivio comunale di antico regime risulta diviso in sette sezioni, la prima delle quali ha nome Dicasteri o Amministrazioni(1).
Questa comprende più di mille cartelle (o buste) ed è strutturata nel modo sottoindicato.
GOVERNO POLITICO (sottosezione A) comprende le categorie: 1) sovrani e governi supremi(2); 2) governatori; 3) leggi e superiori autorità di governo; 4) ambasciatori milanesi.
MUNICIPIO (sottosezione B) comprende le categorie:1) archivio civico; 2) consiglio generale; 3) tribunale di provvisione; 4) congregazione dei conservatori del patrimonio; 5) congregazione municipale; 6) municipalità; 7) personale e occorrenze per gli uffici.
AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI SEPARATE (sottosezione C) comprende le categorie: 1) congregazione del ducato;2) amministrazione dipartimentale d'Olona; 3) congregazione dello stato.
UFFICI VARI (sottosezione D) comprende le categorie: acque, annona, censo, commercio, culto, finanze(3), giustizia, militare, polizia, sanità, strade, vettovaglie.
Negli anni venti del nostro secolo assumerà poi la direzione della Trivulziana Caterina Santoro, che redige un inventario del fondo Dicasteri, registrandone fedelmente la situazione, così come si era venuta mutando (vedi sotto). Una copia dello stesso inventario, trascritto nel dopoguerra, è tuttora a disposizione del pubblico per la consultazione del materiale archivistico. Questo fondo non ha subito cambiamenti nel suo ordinamento, ossia è giunto fino ai nostri giorni nelle stesse condizioni in cui lo ha trovato Caterina Santoro e presenta le seguenti sottoserie: 1) Funzionari; 2) Senato; 3) Consiglio generale; 4) Ambasciatori, agenti, oratori(4); 5) Delegazioni; 6) Deputati a Vienna; 7) Tribunale di provvisione: provvidenze generali e appuntamenti; 8) Tribunale di provvisione: registri; 9) Tribunale di provvisione: membri; 10) Municipalità; 11) Amministrazione provvisoria; 12) Congregazione delegata; 13) Amministrazione dipartimentale d'Olona; 14) Congregazione dello Stato; 15) Congregazione del Ducato; 16) Sanità; 17) Strade; 18) Vettovaglie.
Dal confronto con le categorie descritte da Gentile Pagani(5) osserviamo la mancanza delle sottoserie relative alla congregazione dei conservatori del patrimonio, a quella del banco di S. Ambrogio, di cui diverse carte sono presenti comunque nella sottoserie del consiglio generale, e alla congregazione municipale. Non è noto a cosa sia imputabile la mancanza di questo come di altro materiale dell'archivio. Forse qualche dispersione documentaria è avvenuta nel 1902 durante il trasferimento dei documenti dai depositi di S. Carpoforo a quelli del castello Sforzesco, loro sede attuale.
Durante la seconda guerra mondiale sono andati dispersi dieci registri di ordinazioni del tribunale di provvisione(6); il resto del materiale ci è pervenuto intatto.
La schedatura Archidata comprende tutte le sottoserie di cui è composto il fondo Dicasteri tranne: municipalità, amministrazione provvisoria, congregazione delegata e amministrazione dipartimentale, perché si tratta di documentazione posteriore al 1796.
Per un approfondimento sui criteri di schedatura, sulla storia dell'archivio e per le note storico − giuridiche riguardanti le istituzioni comunali e provinciali si vedano le rispettive schede.
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Note
1. Le altre sezioni sono: località, persone, materie, cronologia, libreria e cimelioteca.
2. La categoria "sovrani e governi supremi" comprendeva tra l'altro i registri delle lettere ducali.
3. La categoria "finanze" comprendeva le carte della congregazione del banco di S. Ambrogio.
4. Si noti che nella vecchia ripartizione le sottoserie "Delegazioni" e "Deputati a Vienna" erano considerate unica categoria.
5. Vedi G. Pagani, "L'archivio civico…", cit.
6. Vedi scheda della sottoserie 2.8 del "Tribunale di provvisione: registri".

Storia archivistica:

Il fondo “Dicasteri”, conservato presso l’Archivio storico civico di Milano, è incluso nella parte antica dell’archivio comunale, che comprende anche i fondi “Famiglie”, “Località milanesi”, “Località foresi” e “Materie”.
La più antica serie dell’archivio civico a noi pervenuta risale alla fine del sec. XIV, mentre la prima testimonianza di una registrazione di atti del comune di Milano è del 1024: da quel momento l’uso di registrare si estende a tutti gli uffici del comune.
Con l’avvento della signoria, Milano è altresì la sede del governo regionale, ma per la costituzione di una specifica amministrazione comunale milanese, distinta in maniera definitiva dall’amministrazione governativa ducale, bisogna attendere l’anno 1396. Pochi anni prima, del resto, le magistrature civiche e con esser i lori archivi ottengono una propria sede nell’ala verso piazza Duomo, ora distrutta, del broletto nuovo di piazza dei Mercanti.
Fino ad allora la documentazione del comune veniva collocata nel broletto vecchio Arengo, cioè la curia del principe sull’area dell’attuale Palazzo Reale. Nel 1774 viene poi trasferito nel broletto delle farine di porta Comasina, nell’attuale via Rovello, detto anche nuovo o nuovissimo (mentre alla sede di piazza dei Mercanti a sua volta viene dato l’appellativo di broletto vecchio).
Nei secc. XV-XVI la gestione degli archivi civici è in pratica competenza delle famiglie patrizie milanesi, che hanno quasi l’esclusiva della maggior parte delle cariche civiche: Panigarola, Longoni, Spanzotta, Omati, Brasca, etc.
Un primo tentativo di concentrare i diversi archivi civichi antichi si ha con l’incarico assegnato nel 1554 al ragionato del comune di consegnare i suoi libri “all’archivio della medesima comunità”. Verso la fine del Cinquecento l’archivio viene distinto in due sezioni: “superiore o delle scritture vecchie”, nel quale vengono riuniti gli atti e i registri non più in uso deo diversi archivi; “attuale o recente”, suddiviso in vari depositi di documenti e libri correnti, per ciascun ufficio.
Un ulteriore sforzo di concentrare i diversi archivi si ha nel 1653, quanto il consiglio generale è costituito da otto capitoli tra i quali spicca il settimo, che assegna la soprintendenza a tre patrizi milanesi delegati rispettivamente dai suddetti tribunali. Tale disposizione rimane in vigore fino al 1796.
Il primo orientamento archivistico completo viene attuato nel periodo 1770-1780 sotto la direzione del conte Giorgio Giulini, storiografo civico e nuovo soprintendente, con la collaborazione dell’abate piacentino Ignazio Lualdi, archivista. Come per il riordinamento del 1653, anche in questa occasione viene curata la stampa del “piano di esecuzione” o regolamento d’archivio, costituito questa volta da 56 paragrafi (1). Tutto l’archivio viene ripartito secondo venti categorie, avendo presenti soprattutto le esigenze amministrative dell’epoca e inoltre vengono curati in modo particolare il recupero di documenti mancanti e la compilazione di regesti e transeunti delle lettere ducali, delle ordinazioni consiliari e provvisionali e la stesura dei decurioni milanesi.
Nel 1802 l’archivio viene gestito dal dipartimento civico, di conseguenza confluisce negli archivi governative e diviene pertanto oggetto della sistemazione generale e del nuovo ordinamento per materie, realizzati dall’archivista nazionale Luca Peroni.
Nel 1860 il municipio chiede al governo la restituzione del proprio archivio che viene accordata nel 1870. Per tre anni numerosi archivisti lavorano alla ricostruzione delle serie originarie dei documenti. L’archivio è collocato nella chiesa di S. Carpoforo (archivio storico e di deposito), mentre la sezione corrente viene posta nella chiesa di S. Giovanni alle case rotte.
Nel 1902 la sezione antica viene trasferita al Castello Sforzesco, costituendo l’archivio storico: l’archivio di deposito rimane invece presso S. Carpoforo dove viene distrutto durante l’ultima guerra (2). I fondi conservati presso l’archivio storico civico sono:
- Parte antica: Dicasteri (1385-1802) cartelle 346; Registri di lettere ducali (1395-1570) registri 24; Famiglie (sec. XVI-XIX) cartelli 1630; Località Milanesi (1386-1860) cartelle 461; Località Foresi (1540-1801) cartelle 54; Materie (1396-1881) cartelle 946;
- Parte moderna.
L’inventario del progetto Archidata ha riguardato la sola parte antica. Nessun fondo è stato riordinato durante l’intervento, sia per il dovuto rispetto ad ordinamenti, seppure discutibili, e strumenti di corredo ormai consolidati, sia per il divieto, perfino di numerare le carte, formulato dalla Direzione dell’archivio storico civico.
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Note
1. Vedi serie “Consiglio generale”, b. 5, fasc. 6, “Piano che si propone per la sistemazione del civico archivio”.
2. Per ulteriori notizie sulla storica dell’archivio civico si veda G. Pagani, “L’Archivio Civico di Milano”, Milano 1880, pp. 13-28.

Codici identificativi:

  • MIBA003597 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • ANNONI, Stato di Milano = Annoni A., "Stato di Milano e Lombardia Austriaca", Milano, 1966.
  • ARESE, Elenchi = Arese F., "Elenco dei Magistrati patrizi di Milano", in "Archivio storico Lombardo", X, CIII, vo. 3, 1977pp. 149-199.
  • BENDISCIOLI, Storia di Milano = Bendiscioli M., "Storia di Milano 1559-1630", in "Storia di Milano", Milano, 1957
  • CHABOD, Stato di Milano = Chabod F., "Lo stato e la vita religiosa di Milano nell'epoca di Carlo V", Torino, 1971
  • PAGANI, L'archivio = Pagani C., "L'archivio civico di Milano", Milano, 1880.
  • VERGA, La congregazione = Verga E., "La congregazione del ducato di Milano o l'amministrazione dell'antica provincia di Milano (1561-1796)", in "Archivio storico lombardo", III, XXII, fasc. 6, 1895, pp. 383-407.
  • MICA00061C = Archivio dell'Ospedale Maggiore di Milano, Archivio Litta, "Gride"

Compilatori

  • Lucilla De Faveri
  • Rosa Gessa
  • Cristina Lanterna
  • Maria Piatto
  • Fiorella Raimondi
  • Luigi Spinelli
  • Domenico Quartieri (Archivista)