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Capitolo della cattedrale di Brescia - Fondo pergamenaceo

Capitolo della cattedrale di Brescia - Fondo pergamenaceo (sec. XII - sec. XX)

398 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Consistenza archivistica: pergg. 398

L'Archivio del Duomo è composto da sei sezioni:
1. Archivio Capitolare propriamente detto, la sezione più importante con le pergamene dal sec. XII, codici membranacei, mazzi di carte varie, volumi di atti capitolari dal sec. XIV, registri di sacrestia e di amministrazione, etc.
2. Archivio della Confraternita delle Sante Croci.
3. Archivio della Fabbriceria del Duomo, ex Archivio della Fabbrica del Duomo.
4. Archivio Musicale del Duomo.
5. Archivio Parrocchia Duomo.
6. Archivio Parrocchia di S. Clemente.
7. Archivio Parrocchia di S. Zeno.
8. Archivio della Scuola del Santissimo.
Il fondo pergamenaceo dell'Archivio Capitolare del Duomo di Brescia consta complessivamente di n. 361 pergamene. Il periodo di storia coperto è di circa novecento anni. La pergamena più antica del fondo è datata 1148 settembre 9, Leno, la più recente 1933 dicembre 21, Roma. I documenti hanno carattere principalmente economico e riguardano l'amministrazione dei copiosi fondi che il capitolo possedeva, ab initio, provenienti dalla divisione fatta fra il vescovo e i suoi canonici e in seguito dalle concessioni pontificie di molti benefici, con cura d'anime, come, ad esempio, per le pievi di Seniga e Ovanengo. Dunque, oltre alle bolle pontificie, si possono esaminare soprattutto documenti relativi a negozi giuridici di vario tipo, quali investiture livellarie, testamenti, donazioni, atti di compravendita, convenzioni, permute etc., rogati da notai attenti alla conservazione di privilegi e interessi del capitolo.
La maggior parte delle pergamene risulta essere in più che discreto stato di conservazione; solamente alcune giacciono invece in cattivo stato di conservazione. Di queste ultime, per le quali non è stata possibile una corretta lettura, ne parla Francesco Gadaldo de' Signori nei suoi "Annali": "[…] Vi sono diverse scritture per niune confacenti agli interesi presenti, ne meno anno alcuna corellazione alle soprascritte materie. Vedi Mazzo 11o, n. 16 − A, e Mazzo C, n. 6 pergamene antiche e logore che non si possono leggere. Questi soprascritti livelli sono la maggior parte mancanti delli suoi fondamenti (A. Cap., b. 378, c. 415v)".

Storia archivistica:

L’Archivio Capitolare, custode di queste millenarie memorie, venne conservato nei secoli passati presso il capitolo in Duomo vecchio dove, tuttavia, subì diversi trasferimenti da una sala all’altra: molta attenzione era posta, non solamente dai canonici, ma anche dal comune di Brescia, a un’idonea conservazione e, dunque, alla bonifica dei locali nei quali era conservato. Il primo riordinamento generale dell’archivio venne eseguito da Francesco Gadaldo de’ Signori che, nel 1762, concluse il suo lavoro corredandolo di un repertorio in 4 volumi e di una ‘istruzione generale’, una sorta di guida alla consultazione. L’Archivio Capitolare e la sua ricchissima biblioteca, vera officina libraria da cui uscirono codici di inestimabile valore (fra cui il codice dei primi decenni del VII sec. Commento ad Isaia di san Girolamo oppure i codici del X secolo Epistulae ad Lucilium di Seneca e il De civitate Dei di s. Agostino), subirono numerose dispersioni. I preziosi i codici della Summa di s. Tomaso, redatti tra il 1331 e il 1335, sono attualmente in deposito e consultabili presso il Museo Diocesano di Arte Sacra, mentre i 18 Corali (Antifonari e Graduali, scritti in parte nel 1463 e decorati tra il 1471 e il 1474), unica testimonianza sicura dell’attività giovanile del miniatore lombardo Giovan Pietro da Birago, rimangono custoditi presso la Pinacoteca Tosio Martinengo dei Civici Musei di Brescia.
Solamente, nella seconda metà degli anni Settanta del XX secolo si pensò di erigere un unico grande Archivio Diocesano nei chiostri del monastero di S. Giuseppe, progetto accolto con entusiasmo dal mondo cattolico e culturale bresciano. Ottenuto il parere favorevole della Commissione per i beni culturali ecclesiastici ed in seguito al decreto vescovile del 7 giugno 1981 (monsignor Luigi Morstabilini, vescovo di Brescia), l’Archivio Capitolare, compresa la sezione musicale, nonché l’Archivio Deputazione Fabbrica del Duomo, furono trasferiti, così com’erano, presso l’Archivio Diocesano, in una sala del primo chiostro del monastero di S. Giuseppe, concesso in uso gratuito sino al 31 dicembre 1994 dalla parrocchia di S. Faustino di Brescia, proprietaria del chiostro suddetto. Non si trattava di una cessione di proprietà, come era chiaramente indicato nel decreto: “[…] L’Archivio Capitolare nel suo insieme mantiene la propria identità, viene custodito in appositi locali destinati allo scopo, rimane di esclusiva proprietà del Venerando Capitolo che avrà sempre la facoltà di ritirarlo qualora venissero meno i motivi che hanno reso opportuno il deposito […]”.
Come dato di fatto, il trasloco contribuì ad aggravare lo stato di disordine e di dispersione nel quale il fondo intero giaceva, privo di una nuova moderna catalogazione. Si rese, quindi, necessario un lavoro di riordino. Al dottor professor Leonardo Mazzoldi venne affidata la sistemazione di tutta la sezione cartacea dell’Archivio Capitolare, il cui “Inventario” venne pubblicato nel 1985. Nello stesso periodo, alla dottoressa Mariella Sala venne assegnato il riordino del fondo musicale, il cui “Catalogo” fu pubblicato nel 1984.
Tuttavia, il grande progetto di un unico archivio diocesano faceva fatica a decollare. Inoltre, la scadenza della concessione in uso gratuito della sala del chiostro era ormai alle porte. Tre canonici, nelle persone di monsignor Gianni Capra, monsignor Giuseppe Cavalleri e monsignor Antonio Masetti Zannini, vennero incaricati dal capitolo di individuare una nuova, definitiva soluzione, confacente a tutte le necessità. Prevalsero desiderio e volontà di far tornare tutto l’archivio in Duomo, sentimenti condivisi ed approvati dall’allora vescovo di Brescia, monsignor Bruno Foresti. Nella valutazione generale degli spazi a disposizione in cattedrale e benché il salone posto sopra la sacrestia fosse stato giudicato inizialmente il più accessibile, alla fine si optò per la vasta sala posta sopra la sala capitolare, già adibita ad archivio, prima del trasferimento a S. Giuseppe. Il locale, della dimensione di m 11,87 x m 7,20, venne restaurato su progetto dell’architetto Mario Dioni e rifornito delle necessarie scaffalature dalla ditta Lips-vago. Il 26 settembre 1996, alle ore 17, venne ufficialmente inaugurata la nuova sede dell’Archivio del Duomo (Prevosto della Cattedrale: monsignor Gianni Capra. Presidente del Capitolo: monsignor Giuseppe Cavalleri).
Con l’installazione di un moderno impianto di riscaldamento avvenuta nel 1999 e con il miglioramento dell’arredamento, grazie alla generosità di numerosi benefattori, l’Archivio del Duomo è ora una struttura efficiente, che ospita con regolarità studenti e ricercatori storici. Il canonico Antonio Masetti Zannini, già direttore dell’Archivio Vescovile di Brescia, ne è attualmente il responsabile.

Criteri di ordinamento
Le pergamene erano, nel loro insieme, originariamente conservate all’interno di filze o mazzi cui facevano riferimento; nel 1995, sono state raccolte in un unico corpo e inventariate dal dottor Santo Tagliani, poco prima del trasloco dell’intero Archivio Capitolare dalla chiesa di S. Giuseppe presso l’Archivio del Duomo. Purtroppo, in quell’occasione, non venne indicata sempre e con precisione la vecchia segnatura (filza o mazzo che fosse), cosicché alcune di esse risultano ora prive di importanti riferimenti utili alla piena comprensione del contesto storico ad esse relativo. Gli “Annali” si sono ulteriormente rivelati una preziosa guida per la ricostruzione della collocazione originaria di molte di esse, anche se purtroppo non di tutte. Ora, accanto alla nuova segnatura (es: A. Dm. Bs., A. Cap., Perg. 003), è indicata, subito sotto, quella vecchia (es: v. s.: A. Dm. Bs., A. Cap., Filza Croce, n. 3), ove sia stata rinvenuta, nonché il riferimento all’argomento in questione nelle buste dell’"Inventario" Mazzoldi (es: r. s.: A. Dm. Bs., A. Cap., b. 38 “Registro N”, cc. 19r-22r).

Codici identificativi:

  • MIBA004F5B (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Note alla condizione di accesso:

Il recapito telefonico corrisponde alla sacrestia della cattedrale di Brescia. Le visite sono solo su appuntamento. Responsabile archivista: canonico Antonio Masetti Zannini [aggiornamento dei dati: aprile 2006].

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • Franchi 2001 = Franchi M. (a cura di), Le pergamene dell'Archivio Capitolare. Catalogazione e regesti, Brescia, Edizioni del Capitolo, 2001

Compilatori

  • Monica Franchi (Archivista)