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Vaso Lavaculo - Instrumentum venditionis

Vaso Lavaculo - Instrumentum venditionis (1470 aprile 28)

Unità

Tipologia: unità documentaria

Segnatura definitiva: busta 4/1

Brescia, contrada S. Matteo.
I sindici e procuratori del Comune di Ghedi vendono a Giovannino de Scalvinis e Antonio de Scovolo, suo genero, cittadini di Brescia, il diritto in perpetuo dell’acqua del Lavaculo, Riolo e Bonaga, scorrenti in territorio di Leno, Porzano e Bagnolo, con tutte le sorgenti e sgolatizie fissando confini e condizioni, al prezzo di lire planette 416.
Notaio rogatario Maffeo de Crescinis figlio di Giovanni de Ripa.
Notaio Pecino de Cavallis fu Baldassarre, di Brescia.
Registrazione al Comune di Brescia, 1470 aprile 30, notaio e registratore d’istrumenti Filippo de Lucinis fu Venturino, di Cigole.
Copia semplice.

Danni:

  • danni da umidità

Altre segnature:

  • Vaso Lavaculo n. 7 e Mazzo ottavo n. 35 (Provenienza) | Annotazioni: /