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Comune di Calolziocorte

Comune di Calolziocorte (1926 - 1964)

2.115 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

L'archivio storico di Calolziocorte conserva le carte del Comune di Calolziocorte dal 1927, anno della sua istituzione dalla fusione dei preesistenti Comuni di Calolzio e Corte (regio decreto 27 febbraio 1927, n. 305), al 1962.

Con regio decreto 18 ottobre 1928, n. 2527, vennero aggregati a Calolziocorte i soppressi Comuni di Lorentino e Rossino.

Storia archivistica:

Notizie di intervento

Prima dei lavori di riordino e inventariazione iniziati nel 2003, l’archivio storico del Comune di Calolziocorte e i fondi ad esso aggregati si trovavano in uno stato di estremo disordine fisico e di pessima conservazione.

Tale condizione si era venuta a creare a seguito di evidenti infiltrazioni di umidità, avvenute in locali di conservazione precedenti, e a causa di numerosi traslochi, compreso l’ultimo nel deposito del Palazzo comunale, effettuati senza logica e in modo del tutto irrazionale per collocazione ed ordine delle unità archivistiche.

I risultati di tale incuria sono purtroppo evidenti ancor oggi nelle consistenti lacune di documenti e nello stato di cattiva conservazione di molte carte a causa di muffe che ne impediscono ormai la lettura e la conservazione futura .

Il lavoro di inventariazione realizzato ha invece felicemente risolto il problema del disordine estrinseco ed intrinseco dell’archivio, prima causa della perdita di documentazione, attraverso la ricognizione dei fondi, il riordino delle carte e la completa ricondizionatura di tutti i fondi archivistici.

I fondi documentari erano, in parte, inventariati e dotati di vecchi strumenti di ricerca.

Inventario Origini-1949

Un primo intervento di inventariazione realizzato tra il 1950 e il 1952, ad opera dell’archivista Franco Buogo, aveva dotato gli archivi di un inventario sommario privo di introduzioni storico-archivistiche e di chiare indicazioni circa le relazioni intercorrenti tra i diversi fondi documentari; si tratta di uno strumento di corredo realizzato secondo vecchi e superati metodi di descrizione dei documenti, decisamente superficiale anche per i criteri utilizzati nel riordino delle carte e nella scelta di collocazione delle unità documentarie e archivistiche.

Di tale inventario si è conservata la fondamentale struttura interna ai fondi, ovvero i Titoli e l’organizzazione in Serie, in mancanza di un quadro di classificazione originario. Tale struttura è stata da noi razionalizzata, ma non modificata profondamente.

Elenchiamo i fondi compresi nell’inventario di Buogo:

I volume

- Calolzio, Prima serie

- Calolzio, Seconda serie

- Calolziocorte, Terza serie

- Calolzio, Conti consuntivi

- Calolziocorte, Conti consuntivi

- Registri (Comuni soppressi, Sala e Calolziocorte)

- Registri diversi e mappe

- Vicinia e chiesa del Lavello

II volume

- Lorentino, Prima serie

- Lorentino, Seconda serie

- Rossino, Prima serie

- Rossino, Seconda serie

- Corte, Prima serie

- Corte, Seconda serie

- Lorentino, Conti consuntivi

- Lorentino, Registri

- Rossino, Conti consuntivi

- Rossino, Registri

- Corte, Conti consuntivi

- Corte, Registri

- Consorzio stradale

III volume

- Calolziocorte, ECA – Carteggio

- Calolzio, Conti consuntivi ECA

- Calolziocorte, Conti consuntivi ECA

- Calolziocorte, Registri ECA

- Corte, Congregazione di Carità – Carteggio (non reperito)

- Corte, Conti consuntivi CdC

- Corte, Registri CdC

- Rossino, Congregazione di Carità – Carteggio (non reperito)

- Rossino, Registri CdC

- Lorentino, Congregazione di Carità – Carteggio (non reperito)

- Lorentino, Registri CdC

- Asilo infantile Corte Carteggio

- Asilo infantile CorteConti consuntivi

- Asilo Principe di Piemonte, Carteggio

- Asilo Principe di Piemonte, Conti consuntivi

- Asilo di Pascolo, Carteggio (non reperito)

- Posto di pronto soccorso, Carteggio

- Posto di pronto soccorso, Conti consuntivi

Inventario 1992

Nel 1992 si è concluso un nuovo intervento di riorganizzazione dell’archivio che ha coinvolto la documentazione conservata nel deposito dal 1950 al 1985. Il risultato di tale lavoro è un elenco di consistenza piuttosto sommario e impreciso, mai approvato dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia.

Tale elenco di consistenza non è stato di alcun aiuto nel lavoro di riordino e inventariazione dell’Archivio storico, sotto tutti i diversi aspetti archivistici e metodologici da noi analizzati:

- la struttura attribuita ai diversi fondi è risultata sommaria e non utilizzata correttamente dal riordinatore;

- il lavoro di riordino della documentazione non è stato mai effettuato correttamente;

- la descrizione dei fascicoli è sommaria e spesso non corrispondente al contenuto.

Si è ritenuto pertanto che il recupero delle informazioni presenti nell’inventario 1992 (titoli originali, vecchie segnature, classificazioni, ecc.) fosse impraticabile e addirittura fuorviante per il lavoro di riordino e inventariazione da noi intrapreso.

Elenchiamo i fondi compresi nell’inventario del 1992:

I volume

- Corrispondenza 1950-1985

II volume

- Bilancio e conti consuntivi

- Finanze

- Personale

- Registri

Archivi aggregati

- Ente comunale assistenza

- Ente sociale anziani

- Asilo di Corte

- Archivio Ruegg

- Pronto soccorso Alta valle San Martino

- Patronato scolastico

- Giudice conciliatore

- Cooperativa Quadrifoglio (non reperito)

- Consiglio Valle San Martino (non reperito)

- Else Spiegel (non reperito)

Criteri di ordinamento

Il progetto di riordino e inventariazione dei fondi documentari compresi nella Sezione Archivio storico è consistito in un intervento complesso e articolato in più fasi di lavoro:

- analisi degli strumenti di corredo esistenti;

- ricognizione della documentazione su cui effettuare il lavoro di riordino e inventariazione;

- definizione dei fondi e delle relazioni tra essi intercorrenti, attraverso l’analisi delle carte e delle notizie storico-istituzionali relative;

- definizione delle strutture e dei titolari di ciascun fondo;

- riordino e schedatura dei fondi;

- inventariazione informatizzata degli archivi nel programma Sesamo – versione 3.2 distribuito dalla Regione Lombardia.

Se inizialmente si è pensato di dover operare un lavoro di revisione di vecchi inventari, semplice e guidato, molto presto ci si è accorti che il lavoro necessitava invece di un intervento di ricognizione della documentazione e di riordino dei fondi ben più analitico e complesso.

L’analisi dei vecchi inventari e la ricognizione delle carte in essi descritte sono state complicate dalla condizione di estremo disordine dei fondi, mischiati tra loro, erroneamente collocati e mal condizionati a causa dei numerosi traslochi già citati e di un metodo di consultazione poco rigoroso. A complicare ulteriormente la situazione è intervenuto, nel caso del Carteggio – Sezione I del Comune di Calolzio, un riordino di cui non si hanno notizie , che ha riclassificato i fascicoli in serie aperte sulla base del titolario Astengo, di fatto stravolgendo l’ordine delle carte dato nell’inventario 1952.

In questa fase di lavoro si è infine cercata in archivio tutta la documentazione appartenente ai fondi storici non elencata nei vecchi inventari .

Solo alla fine del lavoro di reperimento delle carte si è avviata la fase di riordino e inventariazione dei fondi vera e propria.

Definizione dei fondi e strutture archivistiche

L’organizzazione delle carte nei diversi fondi attribuita da Buogo nell’Inventario del 1952 è stata di massima conservata, come anche l’articolazione interna in Titoli e Serie.

L’Inventario del 1952 era infatti sotto questo aspetto coerente e funzionale, e risultava vincolante anche per mancanza di quadri di classificazione originali e di originali copertine di fascicoli . Per tale motivo si è usata l’accortezza di recuperare integralmente i titoli attribuiti ai fascicoli , nella convinzione che l’archivista Buogo, specie per la parte più antica, abbia trascritto i titoli originali dei fascicoli prima di gettarli. Le indicazioni di classificazione riportate sul retro di alcuni documenti, accanto al numero di protocollo, hanno oltremodo confermato che la struttura data da Buogo nel 1952 aveva tenuto conto di quella originaria .

Negli archivi delle Amministrazioni comunali (di Calolzio, di Lorentino, di Rossino, di Corte e di Calolziocorte), sono conservate le carte prodotte nell’esercizio della propria attività sul territorio e la corrispondenza prodotta attraverso le relazioni del Comune con i privati, le autorità tutorie e altri enti attivi sul territorio; ad esempio nella cat. II troveremo fascicoli relativi all’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, ma non si tratta dell’archivio proprio dell’ONMI bensì della corrispondenza con l’ONMI prodotta dall’Amministrazione comunale; lo stesso discorso vale per i fascicoli relativi ai consorzi sanitari (cat. IV), al Partito Nazionale Fascista (cat. VI), eccetera.

Per quanto riguarda il Giudice conciliatore, all’interno dell’archivio comunale troveremo le carte prodotte dal Comune ad esempio le nomine dello stesso o le sostituzioni; è stato operato invece un serio riordino delle carte prodotte dal Giudice stesso, ad esempio cause e sentenze, in archivio aggregato.

Unica deroga a questa condivisa norma archivistica che prevede la riconduzione delle carte al soggetto produttore, è stata da noi effettuata talvolta per gli archivi di enti di emanazione comunale . Essi conservano infatti come antecedenti amministrativi documentazione prodotta dalle diverse Amministrazioni municipali nell’esercizio comune dell’attività sul territorio, riguardante le fasi precedenti la nascita dell’istituzione o il momento del passaggio di consegne. Tale struttura è stata impostata da Buogo e da noi conservata nell’impossibilità di distinguere correttamente la provenienza delle carte e l’appartenenza del fascicolo, e nella convinzione che le carte rappresentassero dei veri e propri antecedenti amministrativi, utilizzati nello svolgimento degli affari dalle Amministrazioni nate successivamente.

Vale in questo senso l’esempio l’archivio del Posto di pronto soccorso e Ospedale civile Alta Valle San Martino, istituito già dal 1911 per iniziativa del Comune di Calolzio in concorso con altri Comuni e privati, ma eretto in ente morale solo nel 1930; la documentazione conservata in archivio precedente il 1930 è ovviamente antecedente amministrativo relativo alla gestione del primo “locale di isolamento”, da cui nacque successivamente il Posto di pronto soccorso, ed è stata organizzata in una pratica prodotta da diversi soggetti.

Per quanto riguarda l’archivio dell’Ente Comunale di Assistenza di Calolziocorte, in esso è confluita parte della documentazione prodotta dall’Amministrazione comunale di Calolzio relativamente all’esercizio comune dell’assistenza con la Deputazione dei Luoghi pii uniti e la Congregazione di carità, almeno fino al 1897 (ovvero per quella sezione di archivio comunale di cui non si è reperito il titolo II, Beneficenza). In sede di riordino non si è ricondotta tale documentazione all’archivio comunale poiché si trattava perlopiù di fascicoli di produzione mista, ovvero di pratiche uniche gestite in comune dall’Amministrazione comunale, insieme alla Deputazione dei Luoghi pii uniti e, successivamente alla Congregazione di carità .

Si è invece operato un riordino trasversale ai fondi, quando le carte risultavano chiaramente erroneamente classificate e non rappresentavano affatto antecedenti amministrativi.

Scelte differenti di organizzazione delle carte sono state spiegate nelle Introduzioni storico-archivistiche ai singoli fondi.

Riordino della documentazione

Anche se in presenza di una struttura archivistica esistente, le carte appartenenti ai diversi fondi risultavano disordinate all’interno dei fascicoli e spesso erroneamente collocate; si è operato pertanto un profondo lavoro di riordino che ha riguardato:

- riattribuzione al soggetto produttore di fascicoli o carte erroneamente collocati;

- accorpamento di fascicoli riguardanti le stesse pratiche amministrative;

- ricollocazione di documentazione erroneamente datata, classificata o archiviata nel fascicolo di riferimento;

- divisione di fascicoli generici pluriennali, dando articolazioni alle serie archivistiche.

Inventariazione informatizzata delle carte

I fascicoli sono stati schedati e l’inventario è stato realizzato mediante strumento informatico, utilizzando i seguenti descrittori:

- Numero di unità archivistica (numerazione interna a ciascun fondo, compresi gli eventuali fascicoli non reperiti ).

Si tratta del numero progressivo interno a ciascun fondo, ovvero unico per le diverse sezioni e gli eventuali archivi aggregati. L’Archivio del Comune di Calolziocorte, essendo fondo “aperto” e suscettibile di futuri accrescimenti, ha una numerazione differente segnalata nell’introduzione al fondo.

- Titolo originale o redazionale.Per titolo originale si intende il titolo dato al fascicolo nell’inventario di Buogo del 1952, e non i titoli originali dati al fascicolo dal soggetto produttore, non essendo state conservate le camicie originarie dei fascicoli. Il titolo originale è sempre indicato tra virgolette.

- Estremi cronologici di produzione.

- Contenuto. Nel campo è riportata anche la classificazione originale quando diversa dalla collocazione definitiva; sono inoltre segnalati eventuali rimandi esterni e interni, la presenza di allegati, di antecedenti e susseguenti amministrativi.

- Segnatura antica. Nel campo sono riportate le segnature dell’inventario di Buogo.

- Note. Nel campo sono segnalati i titoli originali dei fascicoli quando sostituiti da un titolo redazionale, o da un altro titolo originale (ad esempio quello riportato sulle coperte dei registri).

- Classificazione.

- Segnatura definitiva. Nel campo è riportato il numero definitivo di collocazione dell’unità archivistica, progressivo per fondo, compresi sezioni e archivi aggregati (comprensivo anche delle camicie vuote, ma non dei fascicoli non reperiti che essendo unità virtuali, non esistono e non hanno collocazione).

I fascicoli o le carte non compresi nell’inventario del 1952 non hanno titolo originale e segnatura antica.

Ciascun fondo è dotato di una premessa storico-archivistica in cui sono indicate eventuali scelte particolari di strutturazione e di riordino.

Infine ricordiamo che le scelte metodologiche e i criteri di riordino e inventariazione utilizzati sono quelli proposti dalla Guida operativa per l’ordinamento e l’inventariazione di archivi storici, a cura della Regione Lombardia e concordati con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia, di cui sono stati seguiti suggerimenti e indicazioni di metodo.

Lacune

Grazie al confronto tra le carte e il vecchio repertorio del 1952 è stato possibile verificare la mancanza di documentazione inventariata precedentemente.

Tale verifica è stata effettuata puntualmente solo per il carteggio, le cui segnature antiche permettono un riscontro puntuale. Si tratta sostanzialmente di diverse tipologie di lacune:

- Fascicoli non reperiti. I fascicoli presenti nel vecchio repertorio, ma non reperiti, sono stati compresi in inventario riportando i titoli originali e le date estreme con l’indicazione in ‘Contenuto’ “Fascicolo non reperito”. Si tratta ovviamente di unità virtuali e non di unità archivistiche, pertanto prive di segnatura. La scelta di inserirli in inventario è dettata dalla considerazione che dai titoli originali di fascicoli mancanti si possano dedurre importanti notizie storico-archivistiche..

- Camicie vuote. Le camice vuote sono state ovviamente comprese in inventario come unità archivistiche e dotate di segnatura, riportando i titoli originali e le date estreme con l’indicazione in ‘Contenuto’ “Camicia vuota”.

- Serie archivistiche (Titoli o Categorie) non reperite interamente all’interno di archivi esistenti. I fascicoli sono stati inseriti in inventario come “non reperiti”, segnalandone il mancato reperimento anche nell’introduzione alla serie.

- Fondi archivistici (o Sezioni) non reperiti interamente. Per i fondi archivistici non reperiti interamente alleghiamo in fotocopia le pagine relative del vecchio repertorio, utili per offrire al ricercatore importanti notizie storico-archivistiche. Segnaliamo il caso particolare dei fondi relativi alle Congregazioni di carità dei Comuni soppressi di cui sono stati reperiti solo alcuni registri e frammenti di carteggio, che abbiamo inventariato in una sezione particolare dell’Archivio del cessato Ente comunale di assistenza di Calolziocorte, che ne ha ereditato le funzioni.

Codici identificativi:

  • MIBA00AF63 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • MICA000A79 = Inventario degli atti del Comune di Calolziocorte