Comune di Usmate Velate (1821 - 1988)
5.543 unità archivistiche di primo livello collegateArchivio
Altre denominazioni:
- Comune di Velate Milanese (O) | Annotazioni: dalle origini al 1927-1928
- Comune di Velate con Usmate (O) | Annotazioni: [1930 - 1931]
Metri lineari: 90.0
Consistenza archivistica: bb. 659, 254 registri.
Abstract:
L’archivio storico di Usmate Velate è articolato in sezioni cronologiche (1821-1988), registri deliberativi e di stato civile, includendo gli atti dell’ex Comune di Velate Milanese e dell’ex Comune di Velate con Usmate (di cui si ha traccia esclusivamente tra il 1930 e il 1931).
L’intervento del 2025 ha mantenuto l’assetto strutturale esistente, potenziando la descrizione analitica del periodo 1821-1949 e integrando, in calce al titolario, la sezione “Sussidi di guerra” (14 buste in ordine alfabetico). La sezione ottocentesca (1821-1894) conserva l’ordinamento originario basato sulla circolare Astengo, senza suddivisione in titoli.
A parte la documentazione afferente al Comune sono stati individuati diversi aggregati.
L’archivio storico del Comune di Usmate Velate comprende le sezioni: “Atti dal 1821 al 1949”, comprensivi degli atti dell’ex Comune di Velate Milanese (dalle origini al 1927−1928), e dell'ex Comune di Velate con Usmate (anni 1930−1931), “Atti dal 1950 al 1988”, “Sussidi di guerra”, e i registri “Protocolli della corrispondenza”, “Registri delle deliberazioni degli organi”, suddivisi nelle classi Registri delle deliberazioni del Consiglio, Registri delle deliberazioni della Giunta e Registri delle deliberazioni del Podestà, "Registri degli atti di stato civile", suddivisi Registri degli atti di nascita, Registri degli atti di matrimonio, Registri degli atti di morte, Registri degli atti di cittadinanza.
In linea con quanto previsto dal progetto, si è scelto di non alterare la struttura dell'inventario, fatta eccezione per la sezione relativa al periodo tra le origini e il 1949 in cui sono stati inseriti e descritti i sottofascicoli. In quest'ambito non sono stati effettuati spostamenti fisici, ma si è proceduto a una descrizione più analitica e approfondita dei contenuti. Gli atti compresi tra il 1821 e il 1894 non risultano articolati in Titoli, poiché sono stati rinvenuti già riorganizzati secondo i criteri della circolare Astengo.
Come esplicitato anche nel contenuto della sezione “Atti dal 1821 al 1949” si specifica che gli atti dalle origini al 1927−1928 afferiscono all'ex Comune di Velate Milanese, parte degli atti degli anni 1930−1931 a Velate con Usmate e il resto del corpus documentale al Comune di Usmate−Velate.
La Sezione dei sussidi di guerra è stata aggiunta perchè le buste non erano inserite nell'inventario, motivo per cui, al fine di non alterarlo sono state schedate in fondo al Titolario e numerati, in ordine alfabetico, da n. 1 a n. 14, nonostante le evidenti lacune.
A parte la documentazione afferente al Comune sono stati individuati i seguenti aggregati:
Aggregati Usmate Velate − Asilo infantile "S. Anna"
Aggregati Usmate Velate − Asilo infantile Federico e Giuditta Fracaro
Aggregati Usmate Velate − Conto consuntivo Ente comunale di Assistenza (già Congregazione di carità)
Aggregati Usmate Velate − Opera nazionale maternità infanzia ONMI
Aggregati Usmate Velate − Patronato scolastico
Aggregati Usmate Velate − Ufficio di Conciliazione
Storia archivistica:
In base a quanto evidenziato nel fascicolo dedicato al comune di Usmate Velate presso la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, il comune attuale nasce dall’unione di Usmate e Velate (che assunse l’aggiunta “Milanese” nel 1862). Usmate fu aggregato a Velate nel 1869 e la denominazione finale “Usmate Velate” fu adottata nel 1930.
Le funzioni di vigilanza e tutela della Soprintendenza Archivistica per la Lombardia sull’archivio del Comune di Usmate Velate tracciano un’evoluzione tecnica che spazia dalla gestione materiale dei depositi nel dopoguerra fino all’informatizzazione del XXI secolo. Nelle prime fasi, risalenti al 1951, l’attività si concentra sulla razionalizzazione dei flussi documentali mediante delicate operazioni di selezione e scarto archivistico, necessarie per liberare spazi logistici in uffici sovraccarichi e distinguere la documentazione di valore storico da quella transitoria. La situazione di emergenza conservativa emerge con chiarezza nelle ispezioni del 1958 condotte dal Soprintendente Alfio Rosario Natale, il quale rileva gravi criticità strutturali, come l’uso di scaffalature lignee e locali umidi di soli 90 metri quadrati, imponendo il passaggio a scaffalature metalliche a norma per mitigare il carico d’incendio e garantire una corretta conservazione preventiva. In ogni caso al momento dell’ispezione del 1958, la documentazione era conservata in una sala al piano terra della sede comunale che, sebbene giudicata idonea per caratteristiche tecniche, risultava ormai insufficiente a contenere il crescente accumulo del carteggio recente. L’organizzazione degli atti seguiva il sistema delle quindici categorie e si era scelto di mantenere un fondo unitario dalle origini fino al 1949 per evitare i rischi di una separazione condotta da personale non esperto, documentando circa 120 cartelle descritte in un inventario analitico. Tra le serie principali figuravano i lavori pubblici dal 1821, le opere pie dal 1859, le delibere dal 1876 e i conti consuntivi, che da soli contavano 130 cartelle a partire dal 1821. L’ispettore, nel segnalare l’urgenza di reperire nuovi locali per scongiurare l’accatastamento disordinato delle carte, dispose infine l’obbligo di procedere all’inventariazione sistematica di tutto il materiale prodotto dal 1950 in avanti.
Negli anni ‘60 e ’70, la vigilanza si sposta progressivamente verso la definizione di standard tecnici più rigorosi, focalizzandosi sull’adeguamento degli impianti elettrici, sulla separazione dei fondi aggregati come quelli dell’E.C.A. e dell’Asilo Infantile, e sul monitoraggio dei parametri microclimatici, fissando standard di temperatura a 15°C e prescrivendo schermature per i raggi UV al fine di prevenire il deterioramento chimico-fisico dei supporti cartacei. Le indicazioni istituzionali si arricchiscono alla fine degli anni ‘80 con indicazioni logistiche per migliorare l’accessibilità dei depositi, ribadendo la funzione dell’archivio come fonte essenziale per la ricostruzione del diritto e della memoria storica. Il percorso di tutela ha una svolta nel 2013 proseguendo con l’approvazione di progetti di inventariazione, in cui la Soprintendenza vincola il riordino al rispetto degli standard internazionali di descrizione archivistica, sollecitando l’inserimento dei dati verso sistemi informatici aperti.
L’intervento del 2025 – come da progetto – fotografa l’archivio storico in una stanza al piano – 1 sotto la sede comunale, conservato in due stanze attigue su scaffalature metalliche. L’intervento ha previsto l’analisi del precedente inventario, la verifica per ogni faldone e registro dell’effettiva corrispondenza tra inventario e contenuto, l’informatizzazione con il software Archimista e l’integrazione del contenuto nella sezione Ottocentesca fino al 1949; l’inserimento di nuove copertine protettive per i fascicoli, la sostituzione dei faldoni ammalorati e l’etichettatura delle unità di conservazione. Il riscontro è stato fondamentale anche per l’individuazione di fascicoli non più conservati all’interno dei faldoni e invece la presenza di altre unità presenti ma non descritte in inventario. La sostituzione e/o l’integrazione delle cartelline ha reso necessario utilizzare un maggior numero di unità di confezione, indicate con il bis.
Nota dell'archivista:
Al fine di preservare la continuità con il precedente inventario e agevolare il riscontro delle ricerche storiche già effettuate, si è scelto di mantenere l’originaria numerazione dei faldoni. Unica eccezione è rappresentata dall’istituzione dell’unità 147 bis, creata appositamente per ricompattare una serie di schede di ricovero rinvenute sciolte e prive di collocazione.
Condizione di accesso:
accessibile previa autorizzazione
Compilatori
- Rielaborazione: Alessia Guarniero (Archivista)
- Rielaborazione: Giorgia Livraga (Archivista)
- Rielaborazione: Lavinia Parziale (Responsabile operativo)
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/Braidense/fonds/249946