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Archivio Storico del Comune di Bergamo - Sezione Antico Regime

Archivio Storico del Comune di Bergamo - Sezione Antico Regime (1041 - 1839)

13.039 unità archivistiche di primo livello collegate

Archivio

Consistenza archivistica: 13.111 unità

I documenti che costituiscono l'archivio del comune di Bergamo sono stati prodotti da un complesso di uffici di nomina sia locale che veneziana e non solamente dall'ufficio di cancelleria costituitosi a partire dal XV secolo (1). Ai due cancellieri, eletti dal consiglio maggiore, spettava da una parte la redazione delle scritture “politiche“ (atti del consiglio, avvisi, “gride“ e proclami) e la tenuta della corrispondenza, dall'altra la conservazione degli atti prodotti da altri funzionari del comune (sindaci di palazzo, deputati, tesorieri, massari, ecc.) o da altri “uffici comunali“, intendendo per questi ultimi sia quelli che facevano capo a collegi o magistrature eletti dal consiglio maggiore, sia quelli che facevano capo alle magistrature di nomina veneziana, ad iniziare dal podestà. L'obbligo per tutti i notai degli uffici comunali di consegnare “ad armaria communis“ ogni scrittura, privilegio, libro o statuto riguardante il comune, è sancito già dallo statuto del 1331 (2). Tuttavia, eccettuati pochi frammenti ora conservati nella biblioteca (3), nulla ci è pervenuto dei documenti comunali prodotti fino al 1428 (anno della sottomissione di Bergamo a Venezia); questo probabilmente sia per le lotte tra guelfi e ghibellini, che durarono fino al XV secolo inoltrato, sia a causa degli incendi che danneggiarono l'archivio, una prima volta nel 1453, devastando la cancelleria che aveva sede nella loggia adiacente alla chiesa di S. Michele dell'Arco, e altre due volte negli anni 1512 e 1513 durante la guerra tra Francesi e Spagnoli. Nel 1616 l'archivio fu trasportato nel “Palazzo Nuovo“ del comune, costruito nello stesso luogo in cui sorgeva la loggia, per decisione presa nel 1592 dal consiglio maggiore, anche al fine di fornire una migliore sistemazione alla cresciuta mole dei documenti dell'archivio. La storia seguente dell'ubicazione dell'archivio vede, negli ultimi cento anni, un succedersi di trasferimenti al termine dei quali l'archivio storico tornò al suo luogo d'origine, il Palazzo Nuovo, oggi sede della biblioteca civica “A. Mai“. Nel luglio del 1873, infatti, a seguito della decisione di trasportare la sede del municipio nella città bassa, nel palazzo di via Tasso, si cominciò a trasferirvi anche l'archivio corrente dell'ottocento, insieme a parte dell'archivio dei secoli precedenti: i registri delle azioni del consiglio, i libri d'estimo, i registri delle ducali, i testamenti, le relazioni di cittadinanza e le carte della repubblica Bergamasca. La parte rimasta, invece, nel Palazzo Nuovo, nel 1880, rischiò addirittura un clamoroso scarto quando la giunta comunale di allora propose di venderla all'asta. Fortunatamente l'opposizione di alcuni consiglieri fece sì che venisse nominata una commissione, di cui fece parte anche lo storico Angelo Mazzi, che difese strenuamente il valore di tutto il materiale documentario di questa parte dell'archivio, denominata allora “archivio pretorio“. La commissione evidenziò, nella propria relazione, l'importanza di serie come quelle del giudice al maleficio, dei consoli dei mercanti, del vicario pretorio, dei giudici delle strade e incanti, dei consoli di giustizia, degli inventari cure e tutele, dei calmieri, dei mandati dotali, delle lettere del nunzio di Bergamo in Venezia; tutte serie che, fatta eccezione per quella del giudice al maleficio, di cui non restano che poche unità, sono ancora oggi esistenti grazie all'intervento di questa commissione che fece recedere la giunta comunale dai propri propositi. Nel 1881, quindi, anche questa parte dell'archivio storico comunale, fu trasferita nella sede municipale di via Tasso, in un'ala diversa da quella che ospitava già la parte trasferita nel 1873. Nel 1908, la responsabilità dell'archivio storico fu assegnata dal commissario prefettizio alla biblioteca civica “A. Mai“, nel cui edificio fu subito trasportata la parte di archivio contenente le azioni consiliari e i registri delle ducali, che oggi trova posto nel mezzanino della biblioteca. L'altra parte, impropriamente denominata “archivio pretorio“ dalla commissione del 1881, aveva nel frattempo già subìto un trasferimento nell'ex chiesa del Galgario; di qui fu portata, in un primo momento, al pianterreno del palazzo di Cittadella, poi nell'ex chiesa di S. Francesco e solo recentemente, nel 1981, nel seminterrato dell'attuale sede. A parte uno scarto operato nel 1873, di cui si possiede la documentazione, tutti gli altri scarti che sicuramente sono avvenuti, non sono per nulla documentati; così come mai ci si è preoccupati di documentare gli spostamenti e i traslochi a causa dei quali il materiale documentario ha subìto danni e perdite. Al momento del riordino di Archidata (proseguito e completato da Archimedia), nella parte di archivio storico sistemata nel seminterrato, consistente di circa 9000 unità, vigeva una suddivisione in serie che si è man mano rivelata imprecisa. Alle origini di tale ordinamento sta, probabilmente, l'inesatto intervento della commissione del 1881. Nella relazione di questa commissione si afferma, infatti, che l'operazione di collocazione dell'““archivio pretorio“ nella sede municipale di via Tasso, sarebbe stata agevolata dal fatto che “ (…) tutte le filze degli atti portano l'indicazione della materia e dell'anno, onde con facilità potranno essere distribuite per materia e per ordine cronologico (…)“(4). In realtà, dalla puntuale ricognizione operata nell'ambito del Progetto Archidata, è emerso con chiarezza che “l'indicazione della materia“, ovvero il titolo che compare sui piatti delle filze o sulle copertine dei registri, non identificava, in taluni casi, il contenuto delle serie, o, variando nel tempo, aveva determinato errati accorpamenti e divisioni. Il risultato più importante è stata l'individuazione, e la sua separazione dall'archivio comunale, dell'““Archivio dei Rettori“(5). All'interno dell'archivio comunale si sono riunificate serie in precedenza distinte, come quella del giudice alla ragione e del giudice alla ragione e dazi, quelle della camera dei pegni e dei giudici delle strade e incanti e quelle dell'ufficio delle vettovaglie e dei giudici delle vettovaglie; per contro la serie delle lettere è stata divisa fra l'archivio comunale e quello dei rettori. La riunificazione di quattro serie (5) in quella degli atti della “Cancelleria Pretoria“ ha condotto alla loro distinzione da quelli dell'““Ufficio Pretorio“, operazione alla base della separazione dei due archivi. Oltre ad una suddivisione più logica delle serie, si sono verificati ritrovamenti importanti come quello dei “registri delle consegne degli atti civili alla cancelleria comunale“, serie del tutto nuova e di grande utilità per la ricostruzione storica delle altre serie e dell'archivio in generale; e, da ultimo, si è configurato il nuovo ordinamento dell'archivio. Il riordino proseguito da Archimedia ha permesso di individuare una sezione nuova, definibile “pre veneta“, formata da documentazione prodotta prima della dedizione alla Repubblica di Venezia, documentazione che si è deciso di distinguere dalla successiva per evidenziarne l'importanza. Il lavoro degli ultimi anni ha toccato anche documentazione collocata in Biblioteca con segnature librarie o riconducibili ai fondi manoscritti (primi fra tutti i processi a stampa che ora fanno parte della serie omonima delle “Collezioni“, materiale comunque riconducibile al comune e/o alla cancelleria.

Storia archivistica:

Aggiornamenti e correzioni apportate a questo inventario revisionato da Flora Santorelli e Ermes Gamba sono sempre stati segnalati nel campo note dell’archivista delle schede unità (es. consistenza, unità mancante ecc.)

Nota dell'archivista:

(1) Cfr. Bravi 1982 , pp. 63 – 89.
(2) Cfr. Storti Storchi 1986.
(3) Cfr. Bravi 1982 , pp. 70 – 71.
(4) Cfr. Bravi 1982 , p. 85.
(5) Cfr. introduzione all’Archivio dei Rettori.
(5) Cfr. introduzione alla serie 2.3 dell’Archivio dei Rettori.

Progetti

Fonti

  • Archidata 1989 = Archidata, Progetto Archidata Archivi storici dei comuni di Ardesio, Bergamo, Castione della Presolana, Clusone, Gorno, Gromo, Leffe, Oneta, Parre, Romano di Lombardia, Serina e Treviglio. Sezioni di Antico Regime, 1989
  • Berengo 1956 = Marino Berengo, La società veneta alla fine del Settecento, G. C. Sansoni, 1956
  • Berengo 1974 = Marino Berengo, La città d'antico regime, in "Quaderni storici", n. 9, 1974
  • Bidasio Imberti 1740 = Giovanni Antonio Bidasio Imberti, Distanza di cadaun respettivo commune del territorio bergamasco dalla città di Bergamo. È per commando dell'illustrissimo et eccellentissimo signor Lionardo Dolfino capitanio, è resa certa et verificata da me Gian Antonio Bidasio Imberti cancelliere et diffensore del spettabile territorio unitamente con Giovanni Battista Crotta agente dell'impresario novo del sal col fondamento del dissegno geografico a stampa di tutta la Provincia Bergamasca et con la scorta della scala a piedi del dissegno medesimo stampata., Fratelli Rossi Stampatori Camerali, 1740
  • Boerio 1983 = Giuseppe Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, Giunti, 1983 (rist. anast. 1856)
  • Bravi 1982 = Giulio Orazio Bravi, Guida all'Archivio Storico del comune di Bergamo, in "Archivio Storico Bergamasco", n. 2, pp. 63-89, 1982
  • Capra 1984 = Il Settecento, in C. Capra, D. Sella (a cura di), "Il ducato di Milano dal 1535 al 1796", UTET, 1984
  • Cattini, Romani 1998 = Marco Cattini, Marzio A. Romani, Bergamo e la sua economia fra Quattrocento e Seicento, in M. Cattini, M. A. Romani (a cura di), "Storia economica e sociale di Bergamo, III, Il tempo della Serenissima, II, Il lungo Cinquecento", 1998
  • Chiodi 1964 = Luigi Chiodi, L'archivio del comune di Bergamo durante il periodo del dominio della Repubblica Veneta, in "Bergomum", LVIII, n. 2, 1964
  • Da Mosto 1937 = Andrea Da Mosto, L'Archivio di Stato di Venezia. Indice generale, storico, descrittivo e analitico, 1937
  • Capitolare Officiorum 1657 = Capitolare Officiorum, 1657
  • Caproni 1983 = Riccardo Caproni, Calcinate. Origine e sviluppo di un centro abitativo nel Medioevo, 1983
  • Caproni, Pagani 1990 = Riccardo Caproni, Riccardo Pagani, Calcio e la signoria della Calciana (sec. XIV-XVIII). Con notizie sull'origine del borgo e sul suo sviluppo nel corso del XIX secolo, Amministrazione Comunale di Calcio, 1990
  • Da Lezze 1596 = Giovanni Da Lezze, Descrizione di Bergamo e suo territorio, Provincia di Bergamo, Bergamo 1988
  • Descrizione dei comuni del territorio bergamasco 1755 = Descrizione e distanze dalla città di tutti li comuni del territorio bergamasco. Per ordine alfabetico formate in obedienza al comando dell'illustrissimo et eccellentissimo signor Pietro Priuli per la Serenissima Republica di Venezia Proveditor di Bergamo e sua giurisdizione, Fratelli Rossi Stampatori Camerali, 1755
  • Ferrari 1918 = La legislazione veneziana sui beni comunali, in "Nuovo Archivio Veneto", n.19, Regia Deputazione Veneta di storia patria, 1918
  • Ferro 1847 = Marco Ferro, Dizionario del diritto comune e veneto, che contiene le leggi civili, canoniche, e criminali. I principi del gius naturale, di politica, di commmercio, con saggi di storia civile, romana, e veneta. Tratto dai veri fonti legali, dai migliori interpreti, giureconsulti, politici, filosofi, storici &c. Disposto per l'utile, e comodo della gioventù indirizzata per la veneta avvocatura. Opera di Marco Ferro avvocato veneto ... Tomo primo [- decimo], Santini, 1847
  • Formaleoni 1777 = Vincenzo Formaleoni, Descrizione topografica e storica del bergamasco, 1777
  • Maironi da Ponte 1803 = Giovanni Maironi da Ponte, Osservazioni sul dipartimento del Serio, Da Alessandro Natali, 1803
  • Maironi da Ponte 1820 = Giovanni Maironi da Ponte, Dizionario odeporico o sia storico-politico-naturale della provincia bergamasca, Dalla stamperia Mazzoleni, 1820
  • Mazzi 1880 = Angelo Mazzi, Corografia Bergomense nei secoli VIII, IV e X, Tip. Pagnoncelli, 1880
  • Mazzi 1922 = Angelo Mazzi, I confini dei Comuni del contado. Materiale per un atlante storico del Bergamasco, in Bergomum, XVI, n. 2, 1922
  • Morari 1708 = Gaspare Morari, Pratica de' Reggimenti di Terraferma, 1708
  • Moroni 1970 = Mariella Moroni, Inventario dell'archivio del Dipartimento del Serio. Tesi di laurea, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, anno accademico 1969-70, 1969-1970
  • Olivieri 1961 = Dante Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, 1961
  • Ordo officiorum communis Bergomi = Ordo Officiorum communis Bergomi saeculo XVI desinente vel XVII ineunte, secc. XVI - XVII
  • Pagani 1982 = Lelio Pagani, Le condizioni demografiche ed economiche di Bergamo e del suo territorio secondo l'anagrafe veneta del 1776, in "Atti dell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo", vol. XVII, 1980-1982
  • Pagani 1982 = Documenti della prima fase di realizzazione del catasto teresiano (1718-1733). Le comunità bergamasche dello Stato di Milano, in "Fonti per lo studio del territorio bergamasco", vol. 1, 1982
  • Pagani 1982 = Lelio Pagani, I confini del territorio bergamasco nel secolo XVIII, in "Documenti della prima fase di realizzazione del catasto teresiano (1718-1733). Le comunità bergamasche dello Stato di Milano", Provincia di Bergamo, 1982
  • Pagani 1987 = Lelio Pagani, Acque e canali nel volto storico di Bergamo, in "Atti dell'Ateneo di scienze, lettere ed arti di Bergamo", vol. XLIV, a.a. 1985-1986, 1987
  • Pagani 1996 = Lelio Pagani, Bergamo "Terra di San Marco". Processi territoriali nei secoli XV-XVIII, in Aldo De Maddalena, Marco Cattini, Marzio Achille Romani (a cura di), "Storia economica e sociale di Bergamo, III. Il tempo della Serenissima, 1. L'immagine della Bergamasca", 1996
  • Raccolta di terminazioni e ordini inquisitoriali = Raccolta di terminazioni et ordini inquisitoriali e decreti diversi stabiliti per la città e territorio di Bergamo, Per Francesco Locatelli, 1784

Compilatori

  • Aggiornamento scheda: Fabio Luini (Archivista) - Data intervento: 24 dicembre 2012
  • Revisione: Antonino Piscitello (Archivista) - Data intervento: 24 dicembre 2012
  • Rielaborazione: Flora Santorelli (Archivista) - Data intervento: 15 aprile 2017