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Fondo Liana Bortolon

Fondo Liana Bortolon (1884 - 2015)

830 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: 17 scatt. e 3 raccoglitori

Liana Bortolon ha diviso la propria eredità in termini di materiali di studio, articoli, carteggi e documenti privati in tre sedi diverse: a Feltre, la sua città natale, presso la Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda, e a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove si laureò, e presso la Fondazione Boschi Di Stefano.
L’archivio conservato presso l’Università Cattolica deriva dalla donazione del fondo librario di Liana Bortolon presso la biblioteca universitaria, avvenuta in tre momenti diversi. Nel 2004 sono stati donati cataloghi d’arte, libri di narrativa e di poesia. Nel 2009 è avvenuta la seconda donazione costituita da volumi d’arte, piccoli cataloghi, e libri con dedica a Liana Bortolon stessa, creando una raccolta che conta oltre 3000 volumi destinati a diventare strumenti di studio di giovani studenti441. Infine, nel 2012, per volontà esplicita della stessa giornalista, è stato donato l’archivio vero e proprio costituito da documenti privati, come testimonianza del suo operato. Nel 2019 è stato eseguito un inventario che ha classificato i materiali in 6 serie, suddivise in 8 faldoni: Carteggio privato; Carteggio; Carte personali; Carte professionali; Comunicati stampa; Materiali diversi. Complessivamente sono 176 unità archivistiche che contengono carteggi, dal 1947 al 2000, fotografie, documenti personali, appunti, materiali di lavoro e ritagli di giornale.
Il fondo feltrino nasce in concomitanza con la decisione di donare la propria collezione di opere d’arte alla Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda da parte di Liana Bortolon, avvenuta nel 2006. Oltre a una piccola selezione di libri e cataloghi, correlati agli artisti presenti nella sua raccolta di opere, il fondo comprende ritagli di articoli, appunti di studio, fotografie e lettere, conservati secondo il criterio organizzativo deciso dalla stessa Bortolon.
Il fondo archivistico della Fondazione Boschi Di Stefano, pervenuto nel 2009, è costituito da alcuni libri e da materiali di vario genere come articoli e ritagli di giornale, lettere, appunti di studio, comunicati stampa e fotografie.

Storia archivistica:

La documentazione si presenta in buono stato di conservazione, è pervenuta alla Fondazione Boschi di Stefano suddivisa in 290 buste di carta, conservate all’interno di 16 scatole da trasloco. Il materiale segue un ordine tematico e non tipologico quindi si trovano nella stessa busta documenti diversi con stesso soggetto.
L’archivio è stato oggetto di un intervento di riordino e inventariazione analitica nel corso del 2025. La documentazione è stata analizzata criticamente, si sono individuate le serie archivistiche (Articoli, “Campigli e il suo segreto”, Artisti, Lettere, Auguri, Fotografie, Varie) e si è provveduto al riordino, riconducendo ad esse la documentazione afferente, e all’inventariazione analitica attraverso la piattaforma ArchimistaWeb.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Compilatori

  • Memoria&Progetto Srl
  • Elena Puccinelli
  • Cecilia Gilardoni
  • Aurora Masci
  • Gabriella Passerini