Congregazione di carità / Ente comunale di assistenza di Concesio ( s.d. )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente di assistenza e beneficenza

Profilo storico / Biografia

Note di storia istituzionale

L’istituto delle Congregazioni di Carità affonda le proprie radici ancora nei secoli XV e XVI, quando, per la diffusa povertà e per la necessità dei piccoli artigiani di avere una certa liquidità, vengono a costituirsi opere pie o consorzi che, potendo contare sulle rendite derivanti da capitali investiti o immobili, concedono prestiti ad interessi modesti, assistono i poveri e gli emarginati, praticano la dispensa di sale, farina e altri generi di prima necessità; tali enti nascevano o presso le parrocchie, per mezzo di confraternite, o presso i comuni, attraverso, per esempio, i Monti del miglio, del grano o del sale (1).
Tali istituti si diffondono capillarmente, giungendo pressoché inalterati fino agli inizi del secolo XIX, quando, con le soppressioni napoleoniche, vengono resi pubblici e si trasformano così in Congregazioni di Carità (nel 1803 con la Repubblica Cisalpina e nel 1807 con il Regno Italico) (2); dalle “Istruzioni generali per l’organizzazione delle Congregazioni della Carità” del 1807 si nota come ciascuna congregazione era divisa in tre commissioni e cioè, degli Ospedali, degli Ospizi ed Orfanotrofi e infine delle Elemosine e dei Monti di pietà, ove quest’ultima era chiaramente la più diffusa, trovandosi quasi in tutti i comuni (3).
Dopo aver subito una successiva trasformazione durante il periodo lombardo-veneto, passando nella denominazione da Congregazioni di carità a Pii istituti elemosinieri, si giunse solo nel 1859 ad una più completa riorganizzazione delle Opere pie in cui ciascuna Opera era posta sotto la tutela della deputazione provinciale da cui doveva ricevere l’approvazione di bilanci e conti, contratti d’acquisto o alienazione e infine deliberazioni riguardanti il patrimonio (4).
Lo Stato unitario si occupò anch’esso di mettere ordine con la legge Rattazzi del 1862 e istituì in ogni comune la Congregazione di carità (5); il successivo intervento normativo, teso a disciplinare in maniera più organica l’intero settore si avrà nel 1890 all’interno dell’articolato quadro di riforme amministrative varate da Francesco Crispi (6).
Un ulteriore cambiamento fu sancito infine nel 1937 con la trasformazione delle Congregazioni di carità in Enti comunali di assistenza (ECA) (7) che rimasero attivi fino al 1978 quando vennero soppressi definitivamente e le funzioni e le attribuzioni passarono ai comuni (8).

La Congregazione di carità di Concesio risulta costituita in seguito alla legge del 3 agosto 1862; secondo lo Statuto, approvato nel 1883 e riconfermato nel 1905, si componeva di un Presidente e quattro membri la cui nomina spettava al Consiglio comunale; suo scopo precipuo era l’amministrazione di beni destinati “genericamente a favore dei poveri” (9) (art. 2); uno dei legati era quello della dispensa del pane da distribuire a coloro che intervenivano alla processione religiosa nel terzo giorno delle Rogazioni che si effettuavano ogni due anni (art. 3). I mezzi con cui si sosteneva la Congregazione erano gli interessi dei capitali e delle rendite di debito pubblico, i proventi del legato Penna, il sussidio del Comune, i depositi fatti dai cittadini per ricorsi contro le liste elettorali amministrative e ogni altro genere di offerta o legato o bene patrimoniale.
Da una comunicazione della Prefettura dell’11 marzo 1881 risulta che a quel tempo la Congregazione non amministrava “speciali Opere pie”, cioè legati specifici (10); se si scorre invece la documentazione novecentesca si rinvengono numerosi legati, tutti ascrivibili ai primi decenni del secolo: il legato di Giuseppe Vivenzi (11) costituito dalla donazione del fondo Costorio; il legato della contessa Emilia Martinengo Cesaresco a favore dei poveri della frazioni di S. Andrea e Artignago (12); il legato di Teresa Antonelli per i locali dell’Asilo gestito dalla Congregazione e per la refezione degli anziani (13); il legato di Luigi Fiorini (14).
Nel 1937, come tutte le Congregazione di carità, anche quella di Concesio verrà trasformata dal regime fascista in Ente comunale di assistenza; la soppressione definitiva avverrà nel 1978.

Note:
(1) Tra storia dell’assistenza e storia sociale. Brescia e il caso italiano, a cura di Edoardo Bressan, Daniele Montanari, Sergio Onger, Fondazione Civiltà Bresciana, 1996, pp. 16-17, 22.
(2) Storia di Brescia, a cura di Giovanni Treccani Degli Alfieri, Morcelliana, Brescia 1963, p. 640.
(3) Istruzioni generali per l’organizzazione delle Congregazioni della Carità, istituite dal R. Decreto 23 dicembre 1807
(4) Decreto regio n. 3779 del 20 novembre 1859.
(5) Legge Rattazzi del 3 agosto 1862.
(6) Legge n. 6972 del 17 luglio 1890. Si veda Le istituzioni storiche del territorio lombardo 1859-1971. Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano 2001, tomo II, p. 21.
(7) Legge n. 847 del 3 giugno 1937.
(8) Legge regionale n. 23 del 9 marzo 1978.
(9) ACC, fondo Congregazione, carteggio, busta 7, fasc. 9

Bibliografia

- Istruzioni generali per l’organizzazione delle Congregazioni della Carità, istituite dal R. Decreto 23 dicembre 1807.
- Decreto regio n. 3779 del 20 novembre 1859.
- Legge Rattazzi del 3 agosto 1862.
- Legge n. 6972 del 17 luglio 1890.
- Legge n. 847 del 3 giugno 1937.
- Storia di Brescia, a cura di Giovanni Treccani Degli Alfieri, Morcelliana, Brescia 1963, vol. IV.
- Legge regionale n. 23 del 9 marzo 1978.
- Tra storia dell’assistenza e storia sociale. Brescia e il caso italiano, a cura di Edoardo Bressan, Daniele Montanari, Sergio Onger, Fondazione Civiltà Bresciana, 1996.
- Le istituzioni storiche del territorio lombardo 1859-1971. Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano 2001, tomo II.

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