Comune di Abbiategrasso ( 1859 - 1971 )
Tipologia: Ente
Tipologia ente: Ente pubblico territoriale
Condizione: pubblico
Sede: Piazza Guglielmo Marconi, 1
Collegamenti
Codici identificativi
- 015002 (http://www.comuni-italiani.it) [codice istat]
- A010 (http://www.comuni-italiani.it) [codice catastale]
Profilo storico / Biografia
“Abbiategrasso è il più grosso centro agricolo-industriale della parte suoccidentale della Provincia di Milano, da cui dista 23 chilometri lungo la strada statale che collega il capoluogo lombardo con Alesssandria ed il Piemonte sudorientale.
La città, il cui territorio giunge fino al Ticino, sorge al centro del comprensorio detto della “Valle Grassa”, ricco di acque e pertanto dedito da sempre all’agricoltura. Oltre al Ticino, nei suoi confini scorrono anche numerosi canali artificiali fra cui il Canale Scolmatore ed il Naviglio Grande, la cui costruzione fu iniziata nel 1177 per collegare Milano con il Ticino, la via d’acqua lungo la quale due secoli dopo dovevano incominciare a passare i barconi provenienti da Candoglia con i marmi necessari alla costruzione del Duomo.
Le origini di Abbiategrasso si collocano in epoca romana, quando la pianura padana era abitata dai Galli ed ancora prima dai Celti; una volta conquistata dai Romani, tutta un’ampia zona sulla riva sinistra del Ticino divenne possedimento di un ricco patrizio appartenente alla gens Abia, da cui mutuò il nome Abiatum che doveva trasformarsi nei secoli in Abiate prima e poi in Abbiate ed in Abbiategrasso per significare che il
paese era nel territorio della “Valle Grassa”, come spiegava Ariberto da Intimiano, l’arcivescovo di Milano cui venne attribuita l’istituzione del Carroccio, quando in un documento riferiva di trovarsi ad Abiate “qui dicitur Grassus”, cioè “che è detto Grasso”.
Con la caduta dell’Impero d’Occidente, Abbiategrasso passò dapprima nelle mani dei Longobardi ed in seguito dei Franchi. Successivamente la città entrò a fare parte della “mensa” dell’arcivescovo di Milano, cioè del complesso di beni da cui egli doveva derivare il sostentamento per sé e per la sua famiglia.
Del castello di Abbiategrasso si comincia ad avere notizia intorno all’anno Mille, quando il territorio faceva parte della Pieve di Corbetta. In esso, che in origine doveva essere poco più di una casa fortificata, sembra si siano fermati gli imperatori Lotario II e Federico Barbarossa all’epoca della sua prima discesa in Italia (1154 -1155).
Nel 1354 il castello e la cittadina passarono in proprietà di Galeazzo II Visconti, signore di Milano fino al 1378, che ne fece omaggio alla moglie Bianca di Savoia. Fu il loro figlio Gian Galeazzo (1347-1402) a trasformare la Signoria in Principato ed a fare toccare alla famiglia Visconti il periodo di massima fortuna. Egli regalò Abbiategrasso alla moglie Caterina, che proprio qui diede alla luce il figlio Gian Maria, in onore del quale fu fatta costruire la chiesa di Santa Maria.
Ai Visconti succedettero gli Sforza fino al 1515 quando, in seguito alla sconfitta subita a Marignano dalle truppe di Massimiliano Sforza, fu ceduta con tutto il ducato di Milano al re di Francia, Francesco I di Valois. Milano poi passò definitivamente alla Spagna di Carlo V, che dopo la battaglia di Pavia aveva ottenuto da Francesco I
anche Napoli e la Borgogna.
Abbiategrasso, quindi, seguì le vicende di Milano durante le dominazioni spagnola, francese ed austriaca, fino all’unione con il Piemonte e successivamente alla formazione dell’Unità di Italia.
La trasformazione economica di Abbiategrasso da centro prevalentemente agricolo a centro agricolo-industriale può essere datata nella seconda metà del l’Ottocento, più esattamente a partire dal 1868, allorchè venne collegata dalla ferrovia con capoluogo lombardo, e successivamente dal 1890, quando, con l’apertura della Banca Popolare di Abbiategrasso, potè essere agevolmente aumentata la struttura creditizia delle imprese locali.
Abbiategrasso, che ha ottenuto la qualifica di città il 20 marzo 1932" [M. Clara Veronese].
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Abbiategrasso con 8.263 abitanti, retto da un consiglio di venti membri e da una giunta di quattro membri, fu incluso nel mandamento I di Abbiategrasso, circondario V di Abbiategrasso, provincia di Milano.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 9.445 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
Nel 1869 al comune di Abbiategrasso venne aggregato il soppresso comune di Castelletto Mendosio (R.D. 21 marzo 1869, n. 4980).
Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Abbiategrasso della provincia di Milano. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.
In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Abbiategrasso veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. [Caterina Antonioni http://www.lombardiabeniculturali.it]
Attualmente la Città di Abbiategrasso ha una popolazione di 32.610 abitanti (aggiornamento al 31/12/2018).
Complessi archivistici
- Archivio storico del comune di Abbiategrasso - sezione 1483-1870 (1483 - 1870)
- Archivio storico del comune di Abbiategrasso - sezione 1871-1949 (1834 - 1949)
- Archivio storico del comune di Abbiategrasso - sezione 1950-1970 (1950 - 1970)
Compilatori
- Prima redazione: M. Clara Veronese (Archivista)
- Aggiornamento scheda: Caterina Antonioni (Archivista) - Data intervento: 05 giugno 2020
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/UniPV_CentroMano-/creators/9339