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Donatella Fagioli

Donatella Fagioli (1971 - 2010)

95 unità archivistiche di primo livello collegate

Archivio

Altre denominazioni:

  • Donatella Carandini (O) | Annotazioni:

Metri lineari: 5.0

Consistenza archivistica: 126 unità archivistiche: 26 faldoni, 6 tubi (rilievi grafici), 5 elementi fuori formato (stampe e grafici), 1 pen drive.

L’archivio Donatella Fagioli (Carandini) è costituito in massima parte da materiale fotografico − stampe, diapositive e negativi − prodotto prima, durante e dopo le operazioni di restauro delle opere, mentre il materiale cartaceo presente risulta essere in quantità minore e si limita a relazioni di restauro e rilievi grafici su carta da lucido.
La documentazione copre un arco cronologico che va dall'inizio degli anni Settanta del '900 al 2010, testimoniando in maniera completa e puntuale l'intera attività professionale di Donatella Fagioli nel Lazio, in Umbria, Campania e Veneto.

Storia archivistica:

Storia archivistica
L’archivio Donatella Fagioli (Carandini) è stato versato all’Associazione Giovanni Secco Suardo dalla restauratrice stessa nel 2019, con integrazioni successive avvenute in data 16 marzo 2021 e 7 marzo 2023, a titolo di deposito gratuito permanente. Il fondo fa parte del patrimonio archivistico del progetto ASRI Archivio Storico dei Restauratori Italiani.
All’atto del versamento la documentazione era condizionata in buste, cartellette, piccole scatole e tubi e sommariamente organizzata con criteri di carattere topografico sulla base dei siti in cui sono stati effettuati gli interventi di restauro. A corredo del fondo la restauratrice ha redatto un elenco descrittivo di tutto il materiale versato.

Criteri di ordinamento
Secondo quanto previsto nel progetto di schedatura, riordino e inventariazione sono state eseguite le attività seguenti:
1. censimento generale della documentazione;
2. individuazione di eventuali altri soggetti produttori;
3. rilevazione di originarie separazioni e aggregazioni delle carte;
4. individuazione di eventuali classificazioni originarie adottate;
5. individuazione e ricostituzione di sezioni e collezioni documentarie originarie;
6. schedatura delle unità archivistiche con il programma Archimista 3.2.0 web server;
7. riordino logico virtuale e riordino fisico del fondo;
8. condizionatura del materiale cartaceo e fotografico in contenitori idonei acid free, riportando fedelmente titoli o annotazioni originali;
9. etichettatura delle unità archivistiche;
10. compilazione delle schede fondo, serie archivistiche, soggetto produttore, soggetto conservatore, progetto.

La schedatura delle unità e delle schede archivistiche è stata effettuata seguendo gli standard descrittivi previsti dalle norme ISAD, ISAAR e NIERA all’interno del software Archimista e la base dati prodotta è stata caricata nel gruppo del progetto ASRI sul sito web regionale del progetto Lombardiarchivi
Le schede unità sono state compilate seguendo le norme redazionali del progetto ASRI che prevede la compilazione dei seguenti per le unità relative a interventi:

Titolo
In questo campo è stata riportata l’ubicazione geografica e topografica (comune, città, frazione) e l’edificio in cui si trova l’opera (con l’opzione “non identificato”).

Estremi cronologici
Qui sono state indicate le date di apertura e chiusura desunte o presunte, attribuite e/o, incerte.

Contenuto
Qui sono caricati i seguenti dati:
• ubicazione dell’opera (comune, edificio, sede specifica);
• autore dell’opera (indicato nella fonte o identificato oppure con la sigla “s.a.” se non è riportato);
• denominazione dell’opera (indicata, desunta, descritta sommariamente e/o non identificata); questa informazione è replicata per le altre eventuali opere nella stessa sede oggetto del medesimo intervento;
• data dell’opera (con la sigla “s.d.” se non è riportata e non è stata individuata con una ricerca);
• tipologia e supporto (affresco, lapideo, olio su tela, ecc.);
• ubicazione dettagliata (volta, controfacciata, portale, ecc.);
• fotografie e allegati.

Descrizione estrinseca
Riporta la consistenza numerica e indicazioni sul materiale fotografico (misure, b/n o a colori). Nel caso di fascicoli composti unicamente da carte è stata utilizzata la sigla “cc.”.

Segnatura definitiva
Indica il numero di corda che consente di identificare inequivocabilmente l’unità archivistica, riportata nella forma “fald. n., fasc. n.”. Si è inoltre dato conto in questo campo dei pezzi “fuori formato” e dei supporti diversi dai faldoni quali tubi e pen drive.

Note
Questo campo è stato utilizzato per annotazioni a integrazione e completamento della descrizione dell’unità.

Nel caso di interventi di restauro compiuti su più opere all’interno del medesimo luogo, si è scelto di creare sottounità/sottofascicoli per descrivere singolarmente ciascuna delle opere.
I lavori di restauro, che costituiscono la totalità dell’archivio, sono stati organizzati e ordinati su base territoriale (per regione) quindi alfabetica per toponimo, secondo la struttura riportata nella scheda “complesso archivistico”.

Lingua della documentazione:

  • ita

Condizione di accesso:

accessibile previa autorizzazione

Condizione di riproduzione:

consentita per uso studio

Stato di conservazione:

buono

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Schedatura: Chiara Perico