Luraghi, Giuseppe Eugenio ( Milano (MI), 1905 giugno 12 - Milano (MI), 1991 dicembre 10 )

Tipologia: Persona

Profilo storico / Biografia

Giuseppe Eugenio Luraghi nacque a Milano il 12 giugno 1905, da Felice Luraghi e Giuditta Talamona, ultimo di quattro figli.
La famiglia era esponente di quella parte del ceto medio cittadino, commerciale e impiegatizio, che all’inizio del secolo attraversava una fase di veloce rinnovamento in una città in perenne trasformazione.
Nonostante i difficili anni giovanili, segnati dalla morte prematura dei genitori e dalle condizioni economiche della famiglia, Giuseppe Eugenio riuscì a terminare, nel 1927, gli studi di economia e commercio presso l’Università Bocconi con una tesi sull’industria aeronautica.
Nel 1930 entrò a far parte del gruppo Pirelli e nel 1932 ricevette l’incarico di codirigere la filiale spagnola, la più antica e tra le maggiori delle consociate. Il suo soggiorno in Spagna si incrociò con le vicende della Guerra Civile che resero problematico il tentativo di riorganizzazione della produzione degli stabilimenti.
Nel 1938 tornò in Italia come Direttore generale della Società del Linoleum del gruppo Pirelli, la cui principale attività era la produzione di rivestimenti per pavimenti. Successivamente divenne Direttore Centrale del Gruppo Pirelli. Fu durante quest’incarico che suscitò, tra i vertici aziendali, un’ampia discussione in merito alla riorganizzazione del gruppo. Luraghi considerava, infatti, che l’impresa dovesse evolvere verso la creazione di un sistema multidivisionale, in cui le direzioni delle singole branche produttive avrebbero dovuto avere garanzie di autonomia e potere decisionale.
La vita di Giuseppe Eugenio Luraghi fu caratterizzata dai frequenti passaggi dal settore privato al pubblico e viceversa, che ne fecero un uomo portatore di esperienze e di culture di impresa molto diverse tra di loro e gli diedero l’occasione di dispiegare le proprie straordinarie capacità di organizzatore, coniugando le competenze manageriali con una visione riformatrice per lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Nel 1950, a seguito dei dissensi sull’organizzazione aziendale all’interno del Gruppo Pirelli, accettò l’offerta del presidente dell’IRI, Enrico Marchesano, di divenire vicedirettore generale della SIP – Società idroelettrica Piemonte. Nel 1952 divenne Direttore generale della Finmeccanica, finanziaria a partecipazione statale dov’era confluito il multiforme agglomerato di imprese meccaniche controllate dall’IRI, con il compito di ristrutturarne le partecipazioni a poco più di due anni dalla fondazione.
In qualità di Vice presidente dal xxx trovò l’Alfa Romeo in gravi difficoltà. Oltre ai problemi causati dalla riconversione produttiva postbellica, l’impresa si trovava sovraccarica di un alto numero di addetti e impegnata al Nord nella produzione di poche e costosissime automobili e al Sud con gli impianti distrutti dai bombardamenti.
Luraghi pose ai vertici aziendali un ristretto staff di uomini nuovi e valorizzò un qualificato team di progettisti che nel 1955 concepì la Giulietta, vettura destinata a grande popolarità, vera e propria icona dell’invettiva progettuale italiana. Le auto vendute nel primo quinquennio rappresentarono il quadruplo delle soglie preventivate, ma il successo fu reso tuttavia effimero dalle ridotte dimensioni della produzione complessiva, inadatte a reggere il confronto con l’evoluzione del mercato interno.
Nei primi anni Sessanta, la costruzione dello stabilimento di Arese, presso Milano, e l’avvio, nel 1962, della produzione della Giulia segnarono l’ascesa della casa milanese al rango di medio produttore.
L’esigenza di ampliare le dimensioni dell’azienda, unita alla volontà di contribuire all’industrializzazione del Mezzogiorno, portarono il gruppo dirigente dell’Alfa Romeo, sotto lo stimolo di Luraghi, ad avviare la progettazione dell’Alfasud con la costruzione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco dal 1968.
La progettazione del nuovo stabilimento e la via da esso tracciata portarono un cambiamento all’interno della casa automobilistica, sia dal punto di vista della scala produttiva sia da quello della tipologia del prodotto. Nacquero in rapida successione la Giulia, l’Alfetta, la 33, l’Alfasud che consentirono all’azienda di trasformarsi in industria automobilistica di massa.
Oltre che manager industriale di altissimo livello, Luraghi ebbe un’intensa attività come uomo di cultura. Fu scrittore, editore, giornalista, fondatore di riviste, manager culturale, pittore e critico d’arte.
Dai temi aeronautici della prima età giovanile, a quelli economici, si occuperà successivamente di poesia, letteratura, saggistica e arte, fino a divenire autore capace di far rivivere ai suoi lettori, attraverso un uso particolare del linguaggio, il ricordo della società milanese degli anni giovanili.
Fondò, insieme a Leonardo Sinisgalli, la rivista “Pirelli” con il proposito di far dialogare uomini d’azienda e letterati e indurre i poeti a riflettere, ragionare e sorprendersi sul mondo della tecnica e della produzione. Nel 1953 nacque la rivista “Civiltà delle macchine” che fece da ponte tra saperi diversi e dove la macchina e la fabbrica vennero raccontate e illustrate da poeti, letterati e pittori come Ungaretti, Fortini, Portoghesi, Ceccato, Burri. Dal 1947 al 1956 fu editore, insieme a Vittorio Sereni, Sergio Solmi, Leonardo Sinisgalli, Gabriele Mucchi, Aldo e Angelo Guazzoni delle Edizioni della Meridiana.
Chiusa la carriera all’IRI nel gennaio 1974, a seguito di uno scontro con la presidenza, Luraghi tornò ancora una volta all’impresa privata. Nei mesi successivi divenne Presidente della Mondadori, carica mantenuta dal 1977 fino alla fine del 1982, Vice presidente della Necchi, della Marzotto e della Beretta, oltreché consigliere di altri importanti aziende.
Giuseppe Eugenio Luraghi morì a Milano il 10 dicembre 1991.
(il profilo biografico è stato sintetizzato dal profilo redatto da Nicola Crepax per l’Enciclopedia Treccani)

Bibliografia e sitografia:
- F. Amatori, Storia dell’IRI. Vol 2. Il «miracolo» economico e il ruolo dell’IRI: 1949-1972, Roma-Bari, Laterza, 2013;
- R. Cremante e C. Martignoni (a cura di), Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana, Milano, Electa, 2005;
- Rinaldo Gianola, Luraghi. L’uomo che inventò la Giulietta, Milano, Dalai Editore, 2000;
- G. Morelli, Eugenio Luraghi, Rafael Alberti: corrispondenza inedita, 1947-1983, Milano, Viennepierre, 2005;
- D. Pozzi, Una sfida al capitalismo: Giuseppe Luraghi, Venezia, Marsilio Editore, 2012;
- P. Rossi Doria, Giuseppe Eugenio Luraghi e Giovanni Pirelli, due amici tra vocazioni re scelte di vita, in Giovanni Pirelli intellettuale del Novecento, Milano – Udine, Mimesis Edizioni, 2016
Profilo biografico sul Dizionario biografico degli italiani (2006), a cura di Nicola Crepax http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-eugenio-luraghi_(Dizionario-Biografico)/ consultato in data 2 novembre 2017

Complessi archivistici

Compilatori

  • Prima redazione: Stefany SAnzone (Archivista) - Data intervento: 03 novembre 2017