Scuola di musica Banda filarmonica Giuseppe Verdi ( 1877 - [1936] 1877 - [1936] Estremo recente relativo alla documentazione conservata nel fondo )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente di cultura, ricreativo, sportivo, turistico

Sede: Revere

Codici identificativi

  • MIDB000E7C (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Le prime, scarne, notizie circa la Banda musicale di Revere si trovano all’interno dell’archivio storico comunale, nella categoria Polizia – Atti interessanti la sicurezza pubblica, e sono rappresentate da un carteggio intercorso intorno alla metà dell’Ottocento tra il Commissario distrettuale e la deputazione comunale (1). Al Commissario, che chiedeva ripetutamente notizie circa la natura e la formazione dell’istituzione, i deputati rispondono che “in Comune non esiste scuola di musica legalmente istituita” e che “non vi sono membri stabili che la compongono, né statuti per l’andamento, né mezzi speciali, precisi e sicuri con cui sostenerla” (2). La Scuola in quegli anni, diretta da Cesare Coghi, é tenuta dal maestro Antonio Regattieri, retribuito mensilmente dagli alunni e da una colletta raccolta tra le file di alcuni generosi sostenitori, tuttavia “gli alunni […] cambiano, si allontanano, ritornano e così via, come a loro va e conviene, senza che vi sia bisogno di ulteriori giustificazioni […]”. In questa forma, e almeno dal 1844 (3), il maestro provvedeva a formare alla musica “dieci o dodici giovinetti [che] due volte alla settimana studiano dei pezzi musicali per eseguirli sotto la di lui direzione […] per innocente loro divertimento ed esercizio e nulla più, però senza vincoli di sorta, né del maestro né dei dilettanti”. Lo statuto di quegli anni, che pure sappiamo essere stato alla fine redatto sotto la pressione delle richieste del Commissario, manca purtroppo dal fascicolo conservato in archivio storico, così come non si è conservato l’elenco, inviato dalla Scuola, dei membri che all’epoca la formavano.
Bisogna attendere il 1 settembre 1877 perché sia “legalmente” attivata la Scuola Filarmonica “costituita per azioni private” (4). Il primo istitutore scelto a dirigerla fu il maestro Cesare Bernabé, che restò in carica dal 1 settembre 1877 al 30 aprile 1879, con l’onorario annuo di 720 lire. Nel maggio 1879, costituitosi un “concerto musicale” a Schivenoglia, dietro concorso comunitativo fu nominato il maestro Domenico Sansavini che veniva pagato con 1120 lire annue. Di queste 1120 lire, 720 erano pagate dalla Società Filarmonica reverese, 400 dalla direzione del concerto musicale di Schivenoglia.
Nell’agosto del 1878 furono acquistati gli strumenti musicali dalla ditta Pelitti di Milano (5) per l’ammontare complessivo di 2183 lire, 20 mediante una cambiale da estinguersi in rate annuali, cambiale che venne estinta già nell’anno sociale 1882-83.
Il primo programma fu eseguito in occasione della festa dello Statuto, la prima domenica di giugno del 1880. L’anno successivo, per far fronte agli impegni assunti e provvedere a bisogni urgenti, la Direzione della Scuola dovette contrarre due mutui, uno di 400 lire con un privato (Antonio Bottura), l’altro di 700 con la locale Società Operaia.
Nell’agosto del 1880, scioltosi a Schivenoglia il concerto musicale, il maestro Sansavini chiese alla Filarmonica di Revere di assumersi l’obbligo di pagargli per intero l’onorario, con la promessa di dedicarsi esclusivamente all’istruzione degli allievi della Scuola.
Nell’anno 1884 fu fatto costruire il palco dei suonatori, il cui costo fu interamente pagato durante la stessa gestione. L’uniforme dei suonatori venne pagata tramite una pubblica sottoscrizione nell’anno 1886. Sappiamo da un documento che la Banda possedeva trentacinque divise complete di giubba, pantaloni, elmo, doppie piume, cordoni, borsetta del costo di circa 25 lire l’una, ma solo quattro paia di guanti e una “pelle al grembiule pel tamburino” (6). Due fotografie recentemente pubblicate ritraggono i componenti della Banda – tra cui si riconosce anche il Maestro Sansavini – “in alta uniforme” (7).
Per quanto riguarda il sostentamento della Società esso era fornito parte dagli azionisti che “formano la base della società”, ma che si andavano contraendo sensibilmente già nel giro del primo decennio (8), parte dai ricavi dei servizi prestati fuori dal Comune e parte dal Municipio che elargiva un sussidio annuo (9). Persino la locale Società Filodrammatica donò alla Scuola una somma – pari a L. 628,13 – ricavata da rappresentazioni tenute in varie occasioni. Altre entrate venivano alla Scuola da doni di privati e da pubbliche sottoscrizioni, nonché da veglioni, feste da ballo, lotterie, organizzate con il solo scopo di raccogliere fondi da destinarle.
Il primo Statuto tramandatoci risale purtroppo solo al 3 marzo 1912 (10), dunque oltre mezzo secolo dopo la nascita dell’istituzione; tuttavia il confronto con le notizie di corredo già esposte, che testimoniano del funzionamento e della forma dell’associazione fin dai suoi primi anni, lascia immaginare che il primo statuto non dovesse discostarsi molto da quelli successivi.
Nello “Statuto della ricostituita Società Filarmonica di Revere” si legge come lo scopo dell’istituzione sia quello di “impartire l’insegnamento della musica ai giovani che abbiano volontà di istruirsi in tale arte e di avere un corpo musicale che torni di decoro al paese”. L’amministrazione della Scuola era formata da un Consiglio direttivo, nominato in seno ai suonatori, composto da un presidente, un vice presidente, un cassiere e quattro consiglieri. Dei sette membri di cui si componeva il consiglio cinque venivano nominati dall’Assemblea degli azionisti e due dalla Giunta municipale fra i consiglieri comunali. Il consiglio eleggeva inoltre il segretario, che doveva essere una persona estranea allo stesso. Compito del consiglio era quello di “prendere tutti gli opportuni provvedimenti per il buon andamento della Scuola”, facendo i necessari acquisti di materiale didattico, redigendo i regolamenti interni, nominando il maestro, curando l’esazione delle quote mensili, disponendo i servizi che il corpo filarmonico doveva compiere e assumendone i relativi contratti.
Per quanto concerne la sede della Scuola e i suoi spostamenti nel corso degli anni poco sappiamo, se non che negli ultimi giorni del 1891 venne eseguito un “trasporto di mobili nel cambiamento dei locali” come testimoniato da una nota di spesa del gennaio 1892 (11). E’ immaginabile che la nuova sede dovesse essere quel locale “a tale scopo concesso del palazzo scolastico comunale” indicato all’articolo 3 dello Statuto del 1912.
Se dunque la Scuola negli anni precedenti il primo conflitto mondiale era amministrata dagli stessi suonatori e traeva i mezzi di sussistenza in minima parte dal sussidio comunale e in massima parte dai contributi, già a partire dal 1922 i due rappresentanti del Comune nel Consiglio di amministrazione diventano tre (12). In questo passaggio si intravede la progressiva ingerenza della istituzione pubblica all’interno dell’amministrazione della Scuola che, pur nata senza colore politico ed estranea a qualsiasi questione sia politica che religiosa (13), sarà oggetto – negli anni del regime – di forti pressioni affinché adeguasse il proprio repertorio alle richieste dei Fasci Italiani Combattenti (14). In epoca fascista infatti, quando le celebrazioni del regime ne alimentarono, con rinnovato vigore, attività e repertorio, la Banda di Revere si risollevò dal momento di declino in cui, come d’altra parte tutte le bande nate intorno all’unità d’Italia, era caduta.
Grazie all’aumento delle esibizioni in occasione delle feste nazionali il corpo bandistico reverese si perfeziona e, nel momento in cui vengono istituite competizioni e gare in tutto il Paese, si distingue ottenendo nel giugno del 1924 il terzo premio a Venezia (15) e nell’aprile del 1928 il primo premio nel Primo concorso nazionale tra le bande aderenti all’Opera nazionale dopolavoro, tenutosi a Roma (16).
L’ultima notizia presente in archivio è un avviso a stampa datato 24 ottobre 1936 in cui si annuncia che, attuata la completa riorganizzazione della Scuola Filarmonica, sono state riaperte dal 15 ottobre le iscrizioni per allievi suonatori di banda. Il maestro, direttore della banda, era all’epoca Umberto Tucci (17).
L’atteso riordino dell’archivio storico del Comune di Revere potrebbe fornire ulteriori notizie relative al successivo periodo di attività della banda, di cui mancano testimonianze.
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Note
1. In Archivio Storico del Comune di Revere (d’ora in poi ASCR), b. 268. Cfr. U. Gennari, Comune di Revere – Inventario, 1958 – 1859, p. 30.
2. ASCR, b. 268.
3. Ibidem. Il dato è fornito dalla lettera del 29 dicembre 1856 in cui si dice che Antonio Regattieri svolge la funzione di maestro nella Scuola “[…] da circa dodici anni con universale soddisfazione […]”.
4. Questa e le notizie che seguono sono contenute in una istanza di aumento del sussidio conferito dal Comune alla Scuola Filarmonica, contenente il resoconto dell’amministrazione dalla sua nascita, nel 1877, al 1887. In ASCR, Archivio Storico della Banda (d’ora in poi ASB), b. 2, f. 26.
5. La ditta Pelitti ottenne un vero e proprio primato nella produzione degli strumenti a fiato metallici e ad essa spetta anche il merito di aver fornito ad intere generazioni di esecutori esemplari di ottima qualità e d’intonazione impeccabile. Cfr. R. Meucci, Produzione e diffusione degli strumenti a fiato, in Antonio Carlini (a cura di), Accademie e società filarmoniche. Organizzazione, cultura e attività dei filarmonici nell’Italia dell’Ottocento, Trento, 1998, p. 118.
6. Cfr. “Inventario dei mobili, divise, istrumenti di proprietà della Scuola Filarmonica di Revere”, in ASCR, ASB, b. 1, f. 18.
7. Zaniboni, La Guidara 2004, p. 62.
8. Contribuendo con L. 959 dal 1877 al 1887, con circa L 84 annue. Cfr. “Relazione sulla Scuola Filarmonica e sul suo funzionamento”, in ASCR, ASB, b. 3, f. 18.
9. Che fu in media, dal 1880 al 1887, di L. 456, 66 annue. Cfr “Relazione sulla Scuola Filarmonica e sul suo funzionamento”, ibidem.
10. Cfr. ASCR, ASB, b. 3, f. 17.
11. Cfr. ASCR, ASB, b. 2, f. 3.
12. Cfr. ASCR, ASB, b. 3, f. 18.
13. Cfr. “Statuto”, in ASCR, ASB, b. 3, f. 17.
14. Come si evince dal carteggio in ASCR, ASB, b. 3, f. 17.
15. Anche se manca qualsiasi testimonianza documentale nell’archivio, la notizia si desume da una fotografia appartenente a collezione privata, recentemente pubblicata in Zaniboni, La Guidara 2004, p. 63.
16. Cfr. ASCR, ASB, b. 3, f. 17.
17. Cfr. ASCR, ASB, b. 3, f. 20.

Complessi archivistici

Fonti

  • Carlini 1990 = A. Carlini, Duecento anni di musica. L’associazionismo bandistico nel Trentino fra storia e contemporaneità, in A. Carlini, A. Cemran, A. Franceschini, In banda. Storia e attualità dell’associazionismo bandistico trentino, Trento, Federazione dei corpi bandistici della Provincia autonoma, 1990
  • Anesa 1995 = M. Anesa, Non solo Vessella. Altre voci nel dibattito sull'organico bandistico italiano fra Ottocento e Novecento, in "I Fiati", a. 2, nn. 6 - 8 (1995)
  • Carlini 1995 = A. Carlini (a cura di), Accademie e società filarmoniche. Atti del convegno di studi nel bicentenario di fondazione della Società filarmonica di Trento, (Trento, 1 - 3 dicembre 1995), Trento, Provincia autonoma, 1998
  • Anesa 1998 = M. Anesa, La banda si racconta. Le pubblicazioni locali sulla storia delle bande italiane, in "I Fiati", aa. 4 - 5, nn. 21 - 22 (1997 - 1998)
  • Magri 1980 = D. Magri, Memorie e documenti di Revere, paese padano, Ostiglia, tipografia Stranieri, 1980
  • Zaniboni, La Guidara 2004 = G. Zaniboni, S. La Guidara, C'era una volta Revere, Mantova, Sometti, 2004

Compilatori

  • Sara Cazzoli (Archivista)
  • Silvia Signori (Archivista)