Comune di Cerano d'Intelvi ( sec. XIV - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente pubblico territoriale

Condizione: pubblico

Sede: Cerano d'Intelvi

Codici identificativi

  • MIDB000F5C (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Il “Comune de Zerrano” apparteneva nel 1335 alla pieve d’Intelvi (1) che già la ripartizione territoriale del 1240 attribuiva al quartiere di Porta San Lorenzo e Coloniola della città di Como (2).
Cerano risulta sempre facente parte della pieve d’Intelvi anche dal “Liber consulum civitatis Novocomi” dove sono riportati i giuramenti prestati dai consoli del Comune dal 1510 sino all’anno 1526 (3). Dagli atti delle visite pastorali del vescovo Ninguarda risulta che nel 1593 la comunità era composta da 30 fuochi per un totale di 160 abitanti (4).
Nel 1644 il Comune non figura più presente nella pieve d’Intelvi ma, insieme ai comuni di Casasco, Mezzena, Pigra, e Schignano lo si trova inserito nel territorio dei “Cinque Comuni della Mezena”, nel Contado di Como (5).
Il 26 giugno 1746, in “pubblica vicinanza” vennero approvati gli statuti comunali che riguardavano le tasse per i forestieri, le norme di polizia rurale, i danni dati dal bestiame e, in particolare, l’obbligo di intervenire alle adunanze del consiglio o della vicinanza (6).
Nel “Compartimento territoriale specificante le cassine” del 1751, Cerano era sempre inserito nel territorio dei “Cinque Comuni della Mezzena”, ed il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di Giuslino, Deglio e “Monti e Molini” (7).
Dalle risposte ai 45 quesiti della Giunta del censimento del 1751 emerge che il Comune, composto dalla tre terre di Cerano, Giuslino e Veglio che assommavano in totale circa 500 abitanti, non era infeudato essendosi “redento” con atto notarile del 21 giugno 1647 del notaio Francesco Mercantolo. Pagava per ciò per la “mezz’annata” la somma di lire 24.9.2 ogni quindici anni. L’organo deliberativo della comunità era rappresentato dal convocato, detta anche vicinanza, che si riuniva in un luogo solito per deliberare e che eleggeva, a maggioranza dei voti, il sindaco (8).
Per quanto riguardava le sedute del consiglio, il capitolo X degli statuti approvati dalla comunità in pubblica vicinanza il 26 giugno 1746 prevedeva “che tutte le persone cittadine debbano in occasione di vicinanza, o consiglio, alla dimanda del console intervenire però li capi di casa al luogo del consiglio per trattare gl’interessi di detto commune, massime li maggiori estimati sotto pena di L. 3 per ogni contravventore, e per ogni volta con facoltà alli maggiori estimati absenti di poter constituire altra persona in loro nome anche per scrittura privata, e in detti consigli possino li maggiori estimati anche in minor numero risolvere quello che sarà più proprio per il commune, non essendo in danno de’ poveri; atteso il maggior estimo che li medesimi portano scusando però in suddetta pena quelli che legitimamente impediti” (9).
Ognuna delle tre terre di Cerano, Giuslino e Veglio eleggeva inoltre, con le medesime modalità, un proprio console che cambiava ogni mese in rappresentanza delle diverse casate, ed un deputato. Al sindaco unitamente ai deputati ed cancelliere era demandato il compito di vigilare sull’amministrazione del patrimonio pubblico e sulla giustizia dei “riparti”. Il Comune disponeva di un cancelliere, retribuito con un salario annuo, al quel era affidata la cura delle pubbliche scritture che erano conservate in una cassa, chiusa a chiave, depositata nella casa del primo estimato. Per l’esazione dei tributi ed il pagamento delle spese il Comune si avvaleva di un esattore che veniva eletto per incanto ogni tre anni. Cerano era sottoposto alla giurisdizione del Podestà di Como per i servizi del quale pagava direttamente un compenso ogni tre anni (10).
Il Comune di Cerano compare nell’"Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano" del 1753 ancora appartenente al territorio dei Comuni della Mezzena (11).
Nel nuovo compartimento territoriale dello Stato di Milano del 1757 (12), pubblicato dopo la “Riforma al governo della città e contado di Como” del 1756 (13), il Comune di Cerano venne inserito, come comunità appartenente alla pieve d’Isola, nel Contado di Como. Nel 1771 il Comune contava 558 abitanti (14). Con la successiva suddivisione della Lombardia austriaca in province del 1786 (15), il Comune di Cerano venne confermato facente parte della pieve d’Isola ed inserito nella Provincia di Como. In forza del nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791, Cerano, sempre nella pieve d’Isola, venne incluso nel V Distretto censuario della provincia di Como (16).
A seguito della suddivisione del territorio in dipartimenti, prevista dalla costituzione della Repubblica Cisalpina dell’8 luglio 1797 (17), con legge del 27 marzo 1798 il Comune di Cerano venne inserito nel Dipartimento del Lario, Distretto di Tremezzo (18).
Con successiva legge del 26 settembre 1798 il Comune venne trasportato nel Dipartimento dell’Olona, Distretto XXIII di Argegno (19). Nel gennaio del 1799 contava 568 abitanti (20).
Secondo quanto disposto dalla legge 13 maggio 1801, il Comune, inserito nel Distretto primo di Como, tornò a far parte del ricostituito Dipartimento del Lario (21).
Con la riorganizzazione del dipartimento, avviata a seguito della legge di riordino delle autorità amministrative del 1802 (22) e resa definitivamente esecutiva durante il Regno d’Italia, Cerano venne in un primo tempo inserito nel Distretto V ex comasco di San Fedele Vall’Intelvi (23), classificato comune di III classe (24), e successivamente collocato nel Distretto I di Como, Cantone III di San Fedele. Il Comune di Cerano con Veglio nel 1805 contava 565 abitanti (25).
Il successivo intervento di concentrazione disposto per i comuni di II e III classe nel 1807 (26), vide l’aggregazione del Comune di Cerano ed uniti al Comune di Castiglione, che fu inserito nel Distretto I di Como, Cantone III di San Fedele. Prima della aggregazione Cerano contava 559 abitanti (27). Tale aggregazione venne confermata con la successiva compartimentazione del 1812 (28).
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del Regno lombardo – veneto (29), il ricostituito Comune di Cerano venne inserito nel Distretto V di San Fedele.
Il Comune, dotato di consiglio comunale a seguito del dispaccio governativo del 23 ottobre 1823 (30), fu confermato nel Distretto V di San Fedele in forza del successivo compartimento delle province lombarde del 1844 (31).
Col compartimento territoriale della Lombardia del 1853 (32), il Comune di Cerano venne inserito nel Distretto IX di San Fedele. La popolazione era costituita da 671 abitanti.
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al Regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale previsto dalla legge 23 ottobre 1859, il Comune di Cerano d’Intelvi con 664 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel Mandamento VI di Castiglione, Circondario I di Como, Provincia di Como.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il Comune aveva una popolazione residente di 667 abitanti (Censimento 1861). Sino al 1862 il Comune mantenne la denominazione di Cerano e successivamente a tale data assunse la denominazione di Cerano d’Intelvi (33). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il Comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta municipale e da un consiglio comunale.
La popolazione residente nel comune risulta essere di: abitanti 665 (Censimento 1871); abitanti 757 (Censimento 1881); abitanti 655 (Censimento 1901); abitanti 671 (Censimento 1911); abitanti 649 (Censimento 1921).
Nel 1924 il Comune era incluso nel Circondario di Como della provincia di Como.
In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il Comune veniva amministrato da un podestà.
La popolazione residente nel comune risulta essere di: abitanti 598 (Censimento 1931); abitanti 546 (Censimento 1936).
In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il Comune di Cerano d’Intelvi veniva amministrato da un sindaco, da una giunta municipale e da un consiglio comunale.
La popolazione residente nel comune risulta essere di: abitanti 475 (Censimento 1951); abitanti 382 (Censimento 1961); abitanti 413 (Censimento 1971).
Nel 1971 il Comune di Cerano d’Intelvi aveva una superficie di ettari 550.
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Note
1. “Determinatio mensurarum et staterarum que habere et teneri debent per infrascrita comunia”, ASCo, ASCCo, Volumi, vol. 50, Volumen Magnum, cc. 481 – 510.
2. Disposizione del marchese Bertoldo de Hohemburg, podestà di Como, di distribuzione del complesso plebano comasco in quattro parti, confermata nel 1279, ASCo, ASCCo, Volumi, Vetera monumenta, vol. 45, pag. 83.
3. “Liber consulum civitatis Novocomi de anno 1510 usque ad annum 1535” ASCo, ASCCo, Volumi, vol. 111.
4. Marco Lazzati, “La Valle Intelvi”, Milano, BE-MA Editrice, 1986.
5. “Relatione di tutte le terre dello Stato di Milano che sono censite distinte a provincia per provincia”, Milano, 1644, ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 303.
6. Biblioteca del Senato della Repubblica, Catalogo della raccolta di statuti, Roma, Tipografia del Senato, 1950, Volume II, C – E.
7. “Notificazioni del personale fatte e firmate nell’anno 1751 dai Cancellieri, Deputati, Regenti, Consoli di tutti li Comuni delle respettive Pievi, colla Nota delle loro Cassine Unite a Comune per Comune, a Territorio per Territorio, e Pieve per Pieve, e ciò per tutto il Ducato”, ASMi, Censo p.a., cart. 279.
8. Risposte ai 45 quesiti della Real Giunta del Censimento, ASMi, Catasto, cart. 3028.
9. Pietro Conti, Memorie storiche della Vall’Intelvi, Como, Stabilimento tipo-litigrafico Romeo Longatti, 1896, ristampa, Milano, 1979, Studio Editoriale Insubria.
10. Cfr. nota 8.
11. “Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano”, 1753, ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
12. Editto 10 giugno 1757 per il compartimento territoriale dello stato di Milano (1757), ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
13. Editto 19 giugno 1756 per la riforma al governo della Città, e Contado di Como (1756), ASCo, Fondo ex Biblioteca, cart. 19.
14. Statistica delle anime del Ducato di Milano, della provincia di Pavia, contado di Cremona, di Como e Lodi, 1771, ASMi, Catasto, cart. 1655.
15. Editto 26 settembre 1786 per il compartimento territoriale della Lombardia austriaca (1786), ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
16. Nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791 correlativo a quello che vigeva dal 1760 al 1785, a norma del reale dispaccio 20 gennaio 1791, ASMi, Censo p.a., cart. 280.
17. Costituzione della Repubblica Cisalpina emanata in data 20 messidoro anno V (8.7.1797), Raccolta delle leggi, proclami, ordini ed avvisi pubblicati in Milano nell’anno VI repubblicano, IV, Milano, 1797.
18. Legge 7 germinale anno VI per la ripartizione in distretti e comuni del dipartimento del Lario (27/3/1798), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano nell’anno VI Repubblicano, IV, Milano, 1798; ASMi, Censo p.a. cart. 289.
19. Legge 5 vendemmiale anno VII per la ripartizione in distretti, comuni e circondari dei dipartimenti d’Olona, Alto Po, Serio e Mincio (26/9/1798), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano nell’anno VII Repubblicano, VI, Milano, 1798; ASMi, Censo p.a., cart. 281.
20. Legge 20 nevoso anno VII per la determinazione dei contingenti militari per il Dipartimento dell’Olona (9/1/1799), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi ecc. pubblicati in Milano nell’anno VII Repubblicano, VI, Milano, 1799.
21. Legge sulla divisione in dipartimenti, distretti e comuni del territorio della Repubblica Cisalpina 23 fiorile anno IX (13 maggio 1801), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano, II, Milano, s.d. (1801), pp. 148 – 173.
22. Legge sull’organizzazione delle Autorità amministrative 24 luglio 1802 (s.d. (1802)), Bollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Milano, pp. 184 – 208.
23. “Quadro ossia lista dei distretti provvisori situati nel Dipartimento del Lario compilata in esecuzione del prescritto decreto del V.G. 14 novembre 1802, anno I, al paragrafo 8, e successive istruzioni, trasmesso alla Prefettura con lettera 30 detto novembre”, ASMi, Censo p.m., cart. 754.
24. “Elenco delle Comuni del Dipartimento del Lario distinte nelle classi di prima, seconda e terza colla rispettiva popolazione, giusta il circolare dispaccio 24 dicembre 1803 del ministro degli affari interni, desunto dai parziali elenchi pervenuti al viceprefetto dietro sua circolare 29 detto dicembre n. 24136 del segretario generale”, ASMi, Censo p.m., cart. 754.
25. Decreto sull’Amministrazione pubblica e sul Comparto territoriale del Regno 8 giugno 1805 (1805), Bollettino delle leggi del Regno d’Italia, I, Milano, pp. 141 – 304.
26. Decreto per l’aggregazione e concentrazione dei Comuni di II e III classe 14 luglio 1807 (1807), Bollettino delle leggi del Regno d’Italia, II, Milano.
27. Decreto per l’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario 4 novembre 1809 (1809), ASCo, Fondo Prefettura, cart. 1310.
28. Decreto di aggregazione dei comuni del Dipartimento del Lario 30 luglio 1812 (1812), ASMi, Censo p. m., cart. 754.
29. Notificazione governativa 12 febbraio 1816 sulla compartimentazione territoriale delle provincie lombarde del regno lombardo – veneto, Raccolta degli atti dei governi di Milano e di Venezia e delle disposizioni generali emanate dalle diverse autorità in oggetti sì amministrativi che giudiziari, Milano, 1816, I.
30. Quadro delle variazioni avvenute nel compartimento territoriale e nella Amministrazione de’ Comuni della Provincia a tutto marzo 1835, dopo la pubblicazione delle notificazioni 12 febbrajo e 12 aprile 1816, ASMi, Censo p.m., cart. 777.
31. Notificazione governativa 1 luglio 1844 sulla compartimentazione territoriale delle provincie lombarde del regno lombardo – veneto, Raccolta degli atti dei governi di Milano e di Venezia e delle disposizioni generali emanate dalle diverse autorità in oggetti" amministrativi che giudiziari, Milano, 1844, II.
32. Notificazione della luogotenenza lombarda 23 giugno 1853 sul compartimento territoriale della Lombardia, Bollettino provinciale degli atti del governo per la Lombardia, Milano, 1853, II.
33. R.D. 14 dicembre 1862, n. 1059.
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Informazioni tratte da: Civita, Como = Le istituzioni storiche del territorio lombardo. XIV-XIX secolo. Como, Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano, 2000, repertoriazione a cura di Domenico Quartieri con la collaborazione di Loredana Menichetti; e da Civita, istituzioni postunitarie = Le istituzioni storiche del territorio lombardo. 1859-1971, 2 voll., Progetto CIVITA, Regione Lombardia, Milano 2001, repertoriazione a cura di Fulvio Calia, Caterina Antonioni, Simona Tarozzi

Complessi archivistici

Fonti

  • Civita, Como = Le istituzioni storiche del territorio lombardo. XIV - XIX secolo. Como, Progetto CIVITA, Regione Lombardia - Amministrazione provinciale di Como, Milano, 2000, repertoriazione a cura di Domenico Quartieri con la collaborazione di Loredana Menichetti
  • Civita, istituzioni postunitarie = Le istituzioni storiche del territorio lombardo. 1859 - 1971, 2 voll., Progetto CIVITA, Regione Lombardia, Milano, 2001, repertoriazione a cura di Fulvio Calia, Caterina Antonioni, Simona Tarozzi

Compilatori

  • Domenico Quartieri (Archivista)