Comune di Cantù ( sec. XIV - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente pubblico territoriale

Sede: Cantù

Codici identificativi

  • MIDB00126C (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” Cantù risulta incluso nella pieve di Galliano e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Niguarda” come “el locho da Cantù” (1).
Già infeudato dal duca Galeazzo Maria Sforza al fratello naturale Polidoro Sforza Visconti, Cantù, con gli altri comuni della pieve di Galliano nella quale era collocato, venne concesso in feudo nel 1475 a Francesco Pietrasanta (2).
Nei registri dell’estimo del ducato di Milano del 1558 e dei successivi aggiornamenti del 1590 e del XVII secolo, Cantù risulta ancora compreso nella medesima pieve (3) dove ancora lo si ritrova nel 1644 (4).
Nel “Compartimento territoriale specificante le cassine” del 1751, Cantù era sempre inserito nel Ducato di Milano, nella pieve di Galliano, ed il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di “Cassina La Costa”, Novello, “di Mariano”, Rogorina, Amata, Musso, “Alla Costa”, Giovanica, Sabianica, Vighizzolo, Galliano, Gallianello, Chioso, Bissetti, Birone, Varenna, Santanega, “Del Comune”, “La Pelada”, san Giuliano, Fecchio, Pesciedo, “La Briaga”, Pattuella, Crotto, Miristella, Rottola, Capretta, Arcone, Montressone, Colombaro, Barentina, Arcone (altro), Baltracca Brugnola, Marnina, Occa, Albarina, “Mont’Albano”, Sant’Antonio, Priva, Sabionedo, Cavanetta, Colombaro (altro), Cavana, Sant’Antonino, Moncucco, Pellizzera, Mera, Rencate, Careggio, “Cassina Occone”, Baricella, Pilastrello e Monte (5).
Dalle risposte ai 45 quesiti della Giunta del censimento del 1751 emerge che il Comune era infeudato al conte Antonio Pietrasanta, al quale veniva versato “il dazio dell’imbottato” ed altre somme a titolo di regalia. Il Comune, che contava circa 2.000 anime, disponeva di un consiglio particolare composto da dodici persone, sei delle quali formavano la “squadra dei civili” e le altre sei la “squadra dei rurali”. Da questo consiglio venivano eletti un ufficiale civile e uno rurale che avevano il compito di sovrintendere alla giustizia dei pubblici riparti e garantire il buon governo della comunità. Duravano in carica due anni e venivano sostituiti alternativamente uno per anno.
Per l’amministrazione, il Comune disponeva di un sindaco, di due consoli e di un cancelliere, il quale veniva retribuito con salario annuale oltre che con compensi straordinari, ed aveva, tra l’altro l’incarico di custodire le pubbliche scritture in un archivio conservato in una stanza appartata, le cui chiavi erano affidate “all’eletto civile”, nonché al cancelliere stesso.
Incaricato delle riscossioni dei carichi e del pagamento delle spese era un esattore, la cui carica, nel 1751, non risulta essere affidata ad alcuno stante la difficoltà, dichiarata dall’estensore delle risposte ai quesiti, “di trovare persona disposta ad assumerla”. Il Comune era sottoposto alla giurisdizione di un podestà feudale, al quale versava annualmente un salario. Il console prestava giuramento alla “Banca criminale di Milano” (6).
Sempre inserito nella pieve di Galliano, il Comune compare nell’"Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano" del 1753 ancora appartenente al Ducato di Milano (7).
Nel nuovo compartimento territoriale dello Stato di Milano del 1757 (8), pubblicato dopo la “Riforma al governo e amministrazione delle comunità dello stato di Milano” del 1755 (9), il Comune di Cantù venne inserito tra le comunità della pieve di Galliano, nel territorio del Ducato di Milano. Nel 1771 il comune contava 3.113 abitanti (10).
Con la successiva suddivisione della Lombardia austriaca in province del 1786 (11), il Comune di Cantù, sempre collocato nella pieve di Galliano, venne inserito nella Provincia di Milano.
In forza del nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791, la pieve di Galliano, di cui faceva parte il Comune di Cantù, venne inclusa nel XI Distretto censuario della provincia di Milano (12).
A seguito della suddivisione del territorio in dipartimenti, prevista dalla costituzione della Repubblica Cisalpina dell’8 luglio 1797 (13), con legge del 27 marzo 1798 il Comune di Cantù venne inserito nel Dipartimento del Lario, non collocato in alcun distretto (14).
Con successiva legge del 26 settembre 1798, il Comune venne trasportato nel Dipartimento dell’Olona, Distretto XXVIII di Cantù (15). Nel gennaio del 1799 contava 3372 abitanti (16).
Secondo quanto disposto dalla legge 13 maggio 1801, il Comune di Cantù, inserito nel Distretto primo di Como, tornò a far parte del ricostituito dipartimento del Lario (17).
Con la riorganizzazione del dipartimento, avviata a seguito della legge di riordino delle autorità amministrative del 1802 (18) e resa definitivamente esecutiva durante il Regno d’Italia, Cantù venne in un primo tempo inserito nel Distretto XI ex milanese di Cantù (19), classificato comune di II classe (20), e successivamente collocato nel Distretto I di Como, Cantone V di Cantù. Il Comune di Cantù nel 1805 contava 3145 abitanti (21).
Il successivo intervento di concentrazione disposto per i comuni di II e III classe nel 1807 (22), vide Cantù allargare i propri confini territoriali con l’aggregazione dei comuni di Cucciago e di Senna ed uniti. Inserito nel Distretto I di Como, Cantone V di Cantù, nel 1809, dopo l’unione, il Comune contava 4.490 abitanti (23). L’aggregazione venne confermata con la nuova compartimentazione approvata nel 1812 (24).
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del Regno lombardo – veneto (25), il Comune di Cantù venne inserito nel Distretto XXVI di Mariano.
Il Comune di Cantù, dotato di consiglio comunale come accertava il dispaccio governativo del 21 gennaio 1830 (26), fu confermato nel Distretto XXVI di Cantù in forza del successivo compartimento delle province lombarde (27).
Col compartimento territoriale della Lombardia del 1853 (28), il Comune di Cantù, venne inserito nel Distretto IV di Cantù. La popolazione era costituita da 6243 abitanti.
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al Regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale previsto dalla legge 23 ottobre 1859, il Comune di Cantù, con 6.676 abitanti, retto da un consiglio di venti membri e da una giunta di quattro membri, fu incluso nel Mandamento XII di Cantù, Circondario I di Como, Provincia di Como.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il Comune aveva una popolazione residente di 7.081 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865, il Comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
In base ai censimenti generali della popolazione, risultano residenti nel comune: abitanti 7.429 (Censimento 1871); abitanti 8.602 (Censimento 1881); abitanti 10.725 (Censimento 1901); abitanti 13.304 (Censimento 1911); abitanti 14.770 (Censimento 1921).
Nel 1924 il Comune risultava incluso nel Circondario di Como della Provincia di Como. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926, il Comune veniva amministrato da un podestà.
Nel 1928 al Comune di Cantù venne aggregata una zona di territorio, staccata dai comuni di Asnago, Cucciago, Carimate e Minoprio (29).
In base ai censimenti generali della popolazione, risultano residenti nel comune: abitanti 17.789 (Censimento 1931); abitanti 18.517 (Censimento 1936).
In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946, il Comune di Cantù veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
In base ai censimenti generali della popolazione, risultano residenti nel comune: abitanti 21.286 (Censimento 1951); abitanti 26.559 (Censimento 1961); abitanti 32.488 (Censimento 1971).
Nel 1971 Cantù aveva una superficie di ettari 2.318.

(Informazioni tratte da “Progetto Civita, Le istituzioni storiche del territorio lombardo”, Regione Lombardia, 2000 e 2002, Milano, a cura di Domenico Quartieri e Loredana Menichetti, per le notizie sino al 1859, e di Caterina Antonioni, per le notizie dal 1859 al 1971).

Note:
1. Angelo Stella e Luciano F. Farina (a cura di), Gli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano, (Compartimentazione delle fagie) Milano, CEA, 1992.
2. Enrico Casanova, Dizionario feudale delle provincie componenti l’antico Stato di Milano all’epoca della cessazione del sistema feudale, Firenze, Stabilimento Giuseppe Civelli, 1904.
3. “Catasto del 1558 con aggiunte” (Estimo di Carlo V ), ASCMi, Località foresi, Ducato di Milano, cartt. 20 e 21.
4. “Relazione di tutte le terra dello Stato di Milano che sono censite distinte a provincia per provincia”, Milano, 1644, ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 303.
5. “Notificazioni del personale fatte e firmate nell’anno 1751 dai Cancellieri, Deputati, Regenti, Consoli di tutti li Comuni delle respettive Pievi, colla Nota delle loro Cassine Unite a Comune per Comune, a Territorio per Territorio, e Pieve per Pieve, e ciò per tutto il Ducato”, ASMi, Censo p.a., cart. 279.
6. “Risposte ai 45 quesiti della Real Giunta del Censimento”, ASMi, Catasto, cart. 3042.
7. “Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano”, 1753, ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
8. Editto 10 giugno 1757 per il compartimento territoriale dello stato di Milano (1757), ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
9. Editto 30 dicembre 1755 per la riforma al governo e amministrazione delle comunità dello Stato di Milano, ASCo, Fondo ex Biblioteca, cart. 19.
10. Statistica delle anime del Ducato di Milano, della provincia di Pavia, contado di Cremona, di Como e Lodi, 1771, ASMi, Catasto, cart. 1655.
11. Editto 26 settembre 1786 per il compartimento territoriale della Lombardia austriaca (1786), ASCo, ASCCo, Carte sciolte, cart. 469.
12. Nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791 correlativo a quello che vigeva dal 1760 al 1785, a norma del reale dispaccio 20 gennaio 1791, ASMi, Censo p.a., cart. 280.
13. Costituzione della Repubblica Cisalpina emanata in data 20 messidoro anno V (8.7.1797), Raccolta delle leggi, proclami, ordini ed avvisi pubblicati in Milano nell’anno VI repubblicano, IV, Milano, 1797.
14. Legge 7 germinale anno VI per la ripartizione in distretti e comuni del dipartimento del Lario (27.3.1798), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano nell’anno VI Repubblicano, IV, Milano, 1798; ASMi, Censo p.a. cart. 289.
15. Legge 5 vendemmiale anno VII per la ripartizione in distretti, comuni e circondari dei dipartimenti d’Olona, Alto Po, Serio e Mincio (26.9.1798), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano nell’anno VII Repubblicano, VI, Milano, 1798; ASMi, Censo p.a., cart. 281.
16. Legge 20 nevoso anno VII per la determinazione dei contingenti militari per il Dipartimento dell’Olona (9.1.1799), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi ecc. pubblicati in Milano nell’anno VII Repubblicano, VI, Milano, 1799.
17. Legge sulla divisione in dipartimenti, distretti e comuni del territorio della Repubblica Cisalpina 23 fiorile anno IX (13 maggio 1801), Raccolta delle leggi, proclami, ordini e avvisi pubblicati in Milano, II, Milano, 1801, pp. 148 – 173.
18. Legge sull’organizzazione delle Autorità amministrative 24 luglio 1802, Bollettino delle leggi della Repubblica Italiana, Milano, pp. 184 – 208.
19. “Quadro ossia lista dei distretti provvisori situati nel Dipartimento del Lario compilata in esecuzione del prescritto decreto del V.G. 14 novembre 1802, anno I, al paragrafo 8, e successive istruzioni, trasmesso alla Prefettura con lettera 30 detto novembre”, ASMi, Censo p.m., cart. 754.
20. “Elenco delle Comuni del Dipartimento del Lario distinte nelle classi di prima, seconda e terza colla rispettiva popolazione, giusta il circolare dispaccio 24 dicembre 1803 del ministro degli affari interni, desunto dai parziali elenchi pervenuti al viceprefetto dietro sua circolare 29 detto dicembre n. 24136 del segretario generale”, ASMi, Censo p.m., cart. 754.
21. Decreto sull’Amministrazione pubblica e sul Comparto territoriale del Regno 8 giugno 1805 (1805), Bollettino delle leggi del Regno d’Italia, I, Milano, pp. 141 – 304.
22. Decreto per l’aggregazione e concentrazione dei Comuni di II e III classe 14 luglio 1807 (1807), Bollettino delle leggi del Regno d’Italia, II, Milano.
23. Decreto per l’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario 4 novembre 1809 (1809), ASCo, Fondo Prefettura, cart. 1310.
24. Decreto di aggregazione dei comuni del Dipartimento del Lario 30 luglio 1812 (1812), ASMi, Censo p. m., cart. 754.
25. Notificazione governativa 12 febbraio 1816 sulla compartimentazione territoriale delle provincie lombarde del regno lombardo – veneto, Raccolta degli atti dei governi di Milano e di Venezia e delle disposizioni generali emanate dalle diverse autorità in oggetti sì amministrativi che giudiziari, Milano, 1816, I.
26. Quadro delle variazioni avvenute nel compartimento territoriale e nella Amministrazione de’ Comuni della Provincia a tutto marzo 1835 dopo la pubblicazione delle notificazioni 12 febbrajo e 12 aprile 1816, ASMi, Censo p. m., cart. 777.
27. Notificazione governativa 1 luglio 1844 sulla compartimentazione territoriale delle provincie lombarde del regno lombardo – veneto, Raccolta degli atti dei governi di Milano e di Venezia e delle disposizioni generali emanate dalle diverse autorità in oggetti" amministrativi che giudiziari, Milano, 1844, II.
28. Notificazione della luogotenenza lombarda 23 giugno 1853 sul compartimento territoriale della Lombardia, Bollettino provinciale degli atti del governo per la Lombardia, Milano, 1853, II.
29. R.D. 2 dicembre 1928, n. 3019.

Complessi archivistici

Compilatori

  • Domenico Quartieri (Archivista)