Latteria Soresina scrl [numero REA: 9527 Cr] ( 1900 - )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Sede: Soresina

Codici identificativi

  • MIDB00192B (PLAIN) [Verificato il 22/10/2013]

Profilo storico / Biografia

Numero REA: 9527 Cr

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività iniziali:
Società anonima cooperativa Latteria Soresinese – società anonima cooperativa – - caseificio

Ragione sociale/forma giuridica/capitale sociale e settore di attività finali:
Latteria Soresina Scrl – società cooperativa a responsabilità limitata – - 15.51.1; 15.51.2; 01.23; 52.27.1; 52.27.2; lavorazione latte, produzione e vendita formaggi, polvere di latte, latte U.H.T. con e senza zucchero e sterilizzato, formaggi fusi, pastorizzati, siero in polvere e comunque ogni altro prodotto e sottoprodotto del latte, allevamento suini.

Profilo storico
Sorta nel pieno di una fase di disorientamento e depressione del settore lattiero-caseario, la Latteria Soresinese nasce come società anonima cooperativa nel febbraio 1900 per iniziativa di diciannove agricoltori della zona, il cui scopo, trascritto nello statuto, è quello di «costruire uno o più caseifici, onde lavorarvi coi metodi perfezionati il latte proveniente dalle aziende dei soci e di vendere in comune i relativi prodotti, oppure di vendere in comune il latte quando fosse opportuno affittare gli stabilimenti sociali». Fin dall’inizio, le intenzioni degli aderenti all’iniziativa lasciano trasparire un programma d’azione rivolto ad un bacino territoriale piuttosto ampio, che corrisponde in pratica a tutto l’Alto Cremonese. Il rapido sviluppo della cooperativa favorisce un aumento continuo del latte, dovuto alla forza degli obblighi sociali e soprattutto all’espansione della produttività zootecnica locale, tant’è che già agli inizi del 1910 l’assemblea degli iscritti delibera di limitare l’accettazione di nuovi soci. Intanto, al fine di imporre l’eccellente qualità dei propri prodotti (in particolare burro e formaggi svizzeri), la Latteria si avvale della collaborazione di personale esterno altamente specializzato.

L’attenta gestione messa in atto dall’ingegner Antonio Landriani e dal suo successore alla presidenza Amilcare Robbiani fornisce il contributo fondamentale all’affermazione dell’azienda sul mercato agroalimentare.Gli aumenti di produzione e la crescente complessità delle lavorazioni fanno sì che vengano potenziati i reparti già esistenti e configurati di nuovi (officina meccanica, reparto scatole di latta); frattanto, intorno al 1911 si decide di devolvere una parte di latte all’alimentazione umana. Due anni dopo è intrapresa la realizzazione di un impianto completo di condensazione, riduzione in polvere, sterilizzazione e pastorizzazione del latte e alcune prime importanti forniture vengono dirette verso l’Inghilterra, la Francia, l’Austria e le colonie inglesi. La grande conflagrazione europea del 1914 riduce, però, improvvisamente l’entità delle contrattazioni con l’estero e nel 1916, con la nomina a direttore di Oddo Giardinieri, la Latteria abbandona l’indirizzo quasi esclusivamente caseario per iniziare l’esperimento di fornitura del latte ad uso alimentare alle città; nello stesso anno iniziano anche le ingenti provviste di formaggio all’esercito, nonché di latte sterilizzato e condensato agli ospedali interni civili e militari, agli ospedaletti da campo e ai magazzini avanzati. Il costituirsi di cooperative di orientamento socialista o popolare e la parallela eventualità che i rapporti di lavoro fra conduttori e contadini potessero modificarsi in conseguenza delle agitazioni miglioline nel primo dopoguerra minacciano la compagine della Latteria, che in quegli anni attraversata da rapidi mutamenti nella base sociale. Il latte lavorato giornalmente negli impianti della Soresinese riprende, tuttavia, a salire con ritmo elevatissimo tra il 1922 e il 1924, tanto che, per allargare il raggio d’azione dell’azienda e corrispondere alla forte domanda di latte e latticini è per alcuni anni seguita la via dell’accordo con altre imprese cooperative, quali le Latterie di Casalbuttano e di Acquanegra Cremonese e il caseificio privato di Azzanello, poi acquisito nel 1926. Nel frattempo, sotto la pressione del volume crescente di latte raccolto, inizia ad aumentare la lavorazione dei formaggi, ridotta durante il periodo bellico a pochi generi, e nel 1924 la produzione casearia della Soresinese fa registrare la novità dei formaggi fusi e senza crosta a base di emmenthal, gruyère o altro tipo, a imitazione dei rinomati formaggini svizzeri. Tra la fine del 1927 e i primi giorni del 1928 le pressanti intromissioni del regime costringono alle dimissioni il direttore Giardinieri e il presidente Robbiani, sostituiti dal commissario straordinario Giannino Ferrari, eminente figura di agricoltore soresinese. La parentesi si protrae fino al mese di febbraio 1930, quando viene eletto a presiedere il nuovo consiglio d’amministrazione l’avvocato Ambrogio Caccia Dominioni. Nel 1932, al fine di limitare la concorrenza sul mercato interno, è stabilita un’intesa tra la Latteria Soresinese e la S.A. Latte Condensato lombardo per la costituzione di un consorzio di vendita e tre anni dopo avviene l’accordo (cui partecipa anche la Nestlè) sulle forniture alle colonie e alle truppe nei possedimenti italiani in Africa Orientale. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, per ordine della Direzione generale dell’alimentazione la cooperativa potenzia fortemente la fornitura di latte alimentare alle città, riducendo la produzione casearia, ormai soggetta a numerosi vincoli. Gli sforzi dell’azienda proseguono, comunque, tra crescenti difficoltà, confermandone la solida struttura. Grazie soprattutto al considerevole senso di responsabilità di gran parte delle maestranze, lo stabilimento cooperativo esce indenne dalla guerra, ma la gravissima situazione occupazionale e le forti pressioni interne costringono la società a studiare soluzioni diverse al problema dell’esubero di personale.

Nel frattempo, anche ai vertici della società il clima di grande confusione seguito al crollo del fascismo genera momenti di forte tensione. A partire dagli ultimi anni Quaranta la produzione riprende a pieno ritmo, permettendo alla Latteria Soresinese di rafforzare in breve la sua posizione nell’ambito dell’industria casearia, grazie anche alle novità lanciate sul mercato, tra cui la crema per gelati. La strategia adottata è ormai quella di concentrarsi sulla produzione di provolone e grana padano, diventando leader di alcuni mercati regionali al di là di quello lombardo, quali la Calabria, la Sicilia e la Puglia. All’inizio degli anni Settanta i quantitativi di latte prodotto e consegnato per la lavorazione risultano triplicati rispetto al periodo appena successivo al 1945; parallelamente, l’azienda rivoluziona l’organizzazione produttiva e commerciale, ammodernando gli impianti, attuando un serio controllo del latte e introducendo un’efficace attività di marketing per la vendita al dettaglio. Attualmente la cooperativa, che dal 2000 ha cambiato denominazione in «Latteria Soresina Scrl» impiega circa 280 dipendenti. Dal 2001 ha incorporato la Latteria sociale cooperativa di Forcello, sorta nel 1892.

Bibliografia: Latteria Soresinese. 1900-2000 Storia di un’impresa, Cinisello Balsamo, Arti Grafiche Amilcare Pizzi, 2000.

Data aggiornamento: 15/04/2003
Autore della scheda: Matteo Morandi

Complessi archivistici