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Comune di Paderno Franciacorta

Comune di Paderno Franciacorta (1849 - 1966)

1.220 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Metri lineari: 80.0

Consistenza archivistica: 267 bb., 208 regg.

Storia archivistica:

Le 1220 unità che oggi formano l’archivio storico del Comune di Paderno Franciacorta, e che coprono un arco di tempo che dalla seconda metà del XIX secolo arriva al 1966, rappresentano solo una parte della documentazione che è stata prodotta in passato dall’ente: la documentazione anteriore al XIX secolo andò probabilmente dispersa, seguendo un destino consueto a molti archivi comunali (1).

Si sono rinvenute poche notizie che consentano di gettare un po’ di luce sulla storia dell’archivio e sulle modalità di organizzazione delle carte praticate nel tempo.

La prima notizia risale al 1877 (2). Alla Prefettura di Brescia che aveva chiesto notizie sull’esistenza di documenti storici nell’archivio del Comune, il 26 marzo di quell’anno il sindaco rispondeva negativamente.

Due anni più tardi, il 24 febbraio 1879, si riferiva che l’archivio comunale si componeva di 53 cartelle, 125 mazzi, 18 fasci e 63 volumi. I documenti più antichi risalivano al 1818 ma il carteggio amministrativo era conservato solo a partire dal 1859.

L’archivio era conservato nei locali del Municipio, che a quel tempo si affacciavano sulla piazza centrale di Paderno, di fronte al Castello (3).

Le carte tacciono fino all’agosto del 1949, quando, ancora il sindaco, informava la Sezione dell’Archivio di Stato di Brescia che lo stato di conservazione delle carte dell’archivio era buono; esse, sia quelle del periodo anteriore che quelle del periodo posteriore all’ordinamento prescritto dalla circolare Astengo 1° marzo 1897, erano ordinate per categoria e conservate in appositi faldoni nell’archivio di deposito del comune.

L’assenza di un inventario e la pressante richiesta da parte della Soprintendenza archivistica per le province lombarde affinché il comune se ne dotasse, diventano dal 1950 in poi il filo rosso di una fitta corrispondenza tra i due enti, la prima a chiedere che il comune provveda alla redazione dell’inventario descrittivo del suo archivio e il secondo a rimandarne la compilazione.

Così, il 27 settembre 1950 il soprintendente sollecitava l’invio dell’inventario dell’archivio che sarebbe dovuto pervenire già il 31 agosto; tre giorni dopo il Comune domandava una proroga e, il 14 dicembre 1950, trasmetteva finalmente l’ “Inventario dell’archivio di deposito” e l’"Inventario analitico dell’archivio di deposito" per gli anni 1846-1950.

Nel gennaio dell’anno successivo la Soprintendenza obbiettava che dalla lettura dell’ inventario trasmesso appariva come l’archivio fosse ordinato con un sistema innaturale, non essendosi tenuto conto dell’elemento cronologico; infatti ogni classe conteneva tutti gli atti formatisi dal 1898 in poi (4). Sottolineava ancora che l’inventario non descriveva gli atti dei singoli fascicoli e, per tali motivi pregava di provvedere alle necessarie operazioni di riordino e inventariazione nonché, a operazioni ultimate, di inviare copia del nuovo inventario, non più tardi del 31 ottobre 1951.

Nell’ottobre del 1953, non avendo ancora ricevuto nulla, la Soprintendenza pregava almeno di far conoscere a quale data risalissero gli atti più antichi conservati nell’archivio, quale fosse la consistenza dei faldoni e quale quella dei registri.

Il Sindaco rispondeva che l’atto più antico era del 1846 e che faldoni e registri ammontavano, rispettivamente, a 63 e 95.

A quella data l’archivio era conservato “in un ampio armadio chiuso a battenti ed in un’ampia scansia” (5) entrambi collocati in un corridoio del palazzo municipale – Palazzo Oldofredi – in via Mazzini, dove rimase fino al 1963. In quell’anno infatti gli uffici comunali vennero trasferiti a Palazzo Sandrinelli, in via Toselli.

Con sua lettera del 13 aprile 1970, la Sovrintendenza invitava il Comune a fornire i locali d’archivio degli impianti di sicurezza e a procedere al riordino e all’inventariazione di quello (6).

Ancora nel 1974, nonostante le prescrizione del soprintendente, nessun progetto di riordino era al vaglio dell’amministrazione comunale. L’archivio si trovava in due locali del palazzo comunale “restaurato di recente” disposto su scaffalature in metallo e in legno. Della sua tenuta si occupavano gli impiegati Clelia Tealdi e Angelo Venni. (7)

Fino al 2 dicembre 1995 l’archivio fu conservato nel palazzo municipale; successivamente archivio di deposito e archivio storico vennero trasferiti in un locale a piano terra in via Mazzini al civico 57, dove si trovavano, ancora privi di qualsiasi mezzo di corredo, quando chi scrive intraprese l’intervento di riordino e inventariazione delle carte.

(1) Nell’ “Inventario dell’archivio di deposito” compilato nel 1950, e conservato presso la Soprintendenza archivistica per la Lombardia di Milano, alla voce Vicende dell’archivio, si legge che la documentazione “ha subito diversi spostamenti a causa di quattro traslochi dell’ufficio comunale. In tali circostanze [] oltre a diversi guasti sono stati praticati degli scarti”. (2) Le notizie che seguono sono tratte dalla corrispondenza intercorsa tra Comune di Paderno Franciacorta, Prefettura di Brescia, Archivio di Stato di Brescia e Soprintendenza archivistica per la Lombardia di Milano. (3) Si vedano in proposito la Mappa napoleonica dell’abitato di Paderno (1809) e la Mappa catastale del Regno d’Italia (1898) conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. (4) Rimane traccia di tale ordinamento nei faldoni fino al 1950, che recano la classificazione Astengo sulla costolatura della busta e sono disposti per categorie. (5) Inventario dell’archivio di deposito, Soprintendenza archivistica per la Lombardia. (6)Lettera della Soprintendenza al Comune di Paderno Franciacorta 13 aprile 1970, in Archivio di deposito del Comune di Paderno, categoria I, classe 2, fascicolo permanente. (7) Lettera del Comune di Paderno Franciacorta alla Giunta regionale della Lombardia 17 luglio 1974, in ibidem.

Criteri di ordinamento

Terminata la schedatura preliminare delle unità archivistiche, si è proceduto a riordinare l’archivio.

Il fondo si è articolato in tre sezioni: la prima sezione raccoglie gli atti dal 1849 al 1896, la seconda quelli dal 1897 al 1966, la terza gli atti di natura particolare.

La prima sezione è costituita da 4 unità archivistiche (4 buste), residui di un complesso documentale presumibilmente ben più corposo. La sua estensione cronologica copre un arco di tempo che va dal 1849 al 1896, con seguiti al 1938.

In assenza di strumenti di corredo pregressi, attraverso l’analisi dei caratteri esterni delle vecchie unità di conservazione – in particolare dei titoli che figurano sul dorso di quelle e dei titoli significativi spesso apposti alle camice contenenti i fascicoli – la documentazione pertinente a questa sezione è stata ascritta a tre serie: Acque e strade, Coscrizione e Stato civile. Le unità archivistiche, all’interno di ogni serie, sono state organizzate in ordine cronologico per estremo iniziale della documentazione.

La seconda sezione invece, costituita da 912 unità archivistiche conservate all’interno di 190 buste, comprende il carteggio amministrativo e gli atti classificati secondo il titolario Astengo emanato con circolare del Ministero dell’interno del 1897. L’ordinamento ad essa dato mantiene quello che le carte presentavano.

Essa è suddivisa in tre serie.

Alla prima afferiscono quelle pratiche amministrative particolari (1898-1966) che, per ragioni di esigenze pratiche, erano conservate separatamente dal carteggio generale; per questo motivo, nell’ordinamento si è ritenuto di dover mantenere la loro divisione da esso. Le unità archivistiche, all’interno della serie, sono ordinate per categoria e classe, e i documenti, all’interno dei fascicoli, cronologicamente.

La seconda serie è costituita dal carteggio generale degli affari degli anni 1898-1950 ordinato per categorie (1).

La terza serie, infine, è costituita dal carteggio generale degli affari degli anni 1951-1966 ordinato, annualmente, per categorie. L’archiviazione degli atti pertinenti a questa serie venne effettuata riunendo in buste il carteggio di più categorie relativo ad un medesimo anno, secondo un metodo tutt’ora utilizzato.

Gli atti di natura particolare (208 registri e 73 buste), da sempre raccolti separatamente dal carteggio, sono stati posti in successione seguendo lo schema logico del titolario Astengo e ordinati cronologicamente.

(1) Gli atti di questa serie sono quelli elencati nell’"Inventario dell’archivio di deposito" compilato nel 1950, e conservato presso la Soprintendenza archivistica per la Lombardia di Milano.

Notizie di intervento

Il presente inventario è stato realizzato dallo Studio associato Scrinia con sede legale in Desenzano del Garda (Brescia).

Il progetto è stato commissionato e finanziato dal Comune di Paderno Franciacorta.

Compilatori:

Roberta Gallotti, archivista

Debora Piroli, archivista

Veronica Vitali, schedatore

Codici identificativi:

  • MIBA00E405 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Veronica Vitali (Archivista)
  • Roberta Gallotti (Archivista)
  • Debora Piroli (Archivista)