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Ricovero di mendicità di Monza

Ricovero di mendicità di Monza (1789 - 1953)

10 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Consistenza archivistica: bb. 3

La descrizione delle unità archivistiche è stata realizzata in maniera dettagliata desumendo dagli atti tutti gli elementi necessari.

La descrizione inventariale ha incontrato due tipologie fondamentali:

a) documentazione raccolta in fascicoli (carteggio)

Questi atti, relativi ad uno specifico oggetto di attività attinente alle competenze del soggetto produttore, si sono presentati già raccolti da una camicia che riportava generalmente un titolo coevo.

Per queste unità sono stati indicati i seguenti elementi:

titolo (se originale tra virgolette);

descrizione/contenuto;

data cronica (nella forma estesa);

segnatura precedente;

definizione archivistica;

classificazione;

segnatura archivistica.

eventuali note

b) registri e volumi

L'unità di base per l'inventario è costituita dal singolo registro ed è stata prevista la descrizione dei seguenti elementi:

titolo;

descrizione (qualora il titolo non sia esaustivo);

data cronica (in forma sintetica);

definizione archivistica e supporto;

classificazione;

segnatura archivistica.

L'opera è stata completata con la redazione degli indici (nomi di persona, luoghi, istituzioni).

Per quanto riguarda la descrizione archivistica, si è fatto riferimento, nel presente lavoro:

− alle "Norme per la pubblicazione degli inventari" (circolare del Ministero dell'interno n39/1966, Direzione generale degli archivi di Stato, Ufficio studi e pubblicazioni);

− alle disposizioni impartite dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia;

− alle norme presenti nella "Guida operativa alla descrizione archivisticaLa descrizione inventariale" a cura di Roberto Grassi, Paolo Pozzi, Maurizio Savoja, edita dalla Regione Lombardia nel 2001;

− alla più recente normativa internazionale sugli standard descrittivi, in particolare alle ISAD (G): General International Standard Archival Description e alle ISAAR (CPF): International Standard Archival Authority Record for Corporate Bodies, Persons and Families.

Per quanto riguarda i criteri seguiti per la redazione degli indici, si veda l'avvertenza agli indici stessi

Per la schedatura si è utilizzato il programma Sesamo, software predisposto per l'inventariazione degli archivi storici dalla Regione Lombardia e messo a disposizione gratuitamente dalla Regione stessa.

Storia archivistica:

L’archivio del Ricovero di mendicità era prima del decentramento dell’Opera pia parte integrante dell’archivio della Congregazione di carità (1).

L’archivio, che aveva sede nella sede dell’Ospedale e Luoghi pii uniti, aveva un’organizzazione innanzitutto per le sette opere pie con statuto autonomo amministrate dalla Congregazione (2) come si può desumere dalle “papele dei fascicoli”:

Congregazione di carità-Amministrazione dell’Ospedale e Luoghi pii uniti poi Civico Ospedale Umberto I

Congregazione di carità-Pia Casa di ricovero

Congregazione di carità-Pia Casa d’industria

Congregazione di carità-Causa pia Bellani o Orfanotrofio femminile

Congregazione di carità-Monte di Pietà

Congregazione di carità-Pia casa Ricovero di mendicità

Congregazione di carità-Opera pia del Buon Pastore o Istituto Buon pastrore

Queste “sezioni” erano poi ulteriormente suddivise come si può desumere sempre da alcune papele.

Queste sezioni furono “asportate” dall’archivio della Congregazione" al momento dei vari decentramenti: Monte di pietà nel 1938 (3), Casa di riposo ed industria nel 1938 (4), Opera pia Bellani e Ricovero di mendicità nel 1939 (5).

Presso la sede dell’Ospedale rimase però la gran parte degli atti prodotti dall’Ospedale, dalla Congregazione e delle opere pie precedenti a partire dal sec. XII (6).

La Congregazione peraltro mantenne la sua sede presso l’Ospedale fino alla costituzione dell’Ente Comunale di Assistenza nel 1937 (7).

Nella nuova sede l’ECA trasferì tutti gli atti ad eccezione di quelli relativi all’amministrazione dell’Ospedale che dal 1930 aveva acquistato la sua autonomia amministrativa (8) mentre l’ECA continuò ad amministrarne il patrimonio fino al 1978 data di scioglimento dell’ECA stessa.

Nel 1959 questi atti furono riordinati e descritti in due elenchi “Inventario atti giacenti all’archivio storico” e “Pergamene” (9).

Successivamente al momento del suo scioglimento l’Ente Comunale di Assistenza versò in due riprese gli atti “storici” e “non più di uso corrente” alla Biblioteca civica, mentre lasciò “gli atti correnti” al Comune di Monza (10).

Presso il Ricovero di mendicità agli atti provenienti dall’archivio della Congregazione di carità – Ricovero di mendicità si aggiunsero gli atti prodotti dall’Amministrazione delle Pie Case di ricovero e Orfanotrofi di Monza – Ricovero di mendicità fino al 1985, quando le quattro opere pie amministrate da un unico consiglio di amministrazione furono riunificate nell’Opera pia Bellani (11).

Gli atti sono stati raccolti in cartelle senza soluzione di continuità (12).

Note:

(1) Nel 1939 l’Opera pia venne decentrata dall’ECA; cfr. il fascicolo “Decentramento Orfanotrofio Bellani e Ricovero di Mendicità”, in ASBMz (3/4).

(2) Cfr. Statuto organico della Congregazione di Carità in Monza 1868 in ASCMzSR (1/2) e il successivo Statuto organico della Congregazione di carità di Monza 1919, in ECA2Mz (8.2.1 b. 38).

(3) Il 23 dicembre 1935 il Monte di pietà di Monza venne distaccato dalla Congregazione di carità di Monza e accorpato al Monte dei pegni di Milano (cfr. il fascicolo “Passaggio amministrazione del Monte di pietà al Monte di pietà di Milano”, in ECA3Mz 20/2). Il suo archivio si presume venne accorpato a quello del Monte di Milano (Cfr. il fascicolo “Archiviazione”, in ECA3Mz 74/9).

(4) Cfr. il fascicolo " Decentramento della Case di ricovero e di industria dall’ECA", in ASCRIMz (2/4).

(5) Cfr. il fascicolo “Decentramento Orfanotrofio Bellani e Ricovero di Mendicità”, in ASBMz (3/4).

(6) Tale materiale venne depositato nel 1978 presso la Biblioteca civica; cfr. il fascicolo “Archivio storico Ente Comunale di Assistenza. Versamento atti”, in ABCMz (Serie 1.6 – fasc. 2).

(7) Cfr. la Relazione del Presidente della Congregazione nel fascicolo “Statuto e istituzione ECA”, in ECA3Mz (14/4) e il fascicolo “Costituzione dell’Ente Comunale di Assistenza 1937”, in ADHSG (31/1).

(8) Cfr. il fascicolo "Decentramento ospedale A e B, in ADHSG (31/2-3).

(9) Si tratta dell’intervento di padre Sisto Pandolci; cfr. il fascicolo “Archiviazione”, in ECA3Mz (74/9).

(10) Si veda a questo proposito l’introduzione all’Inventario dell’Archivio dell’ECA (cd. ECA3").

(11) Cfr. il fascicolo “Statuto 1985” in ADBMz (49/4) e nello stesso fascicolo la relazione del commissario straordinario del 30 ottobre 1986.

(12) E’ stata rinvenuta nel corso dell’intervento una sola rubrica d’archivio che è stata collocata nel fascicolo “Strumenti di corredo e materiali diversi”, in ADBMz (73/1).

Criteri di ordinamento

L’intervento di schedatura effettuato in via preliminare non ha portato all’individuazione di sistemi originari di classificazione delle carte. I fascicoli, conservati in cartelle, avevano una successione grosso modo temporale.

In sede di riordino si è deciso di organizzare i documenti in quattro categorie, come già effettuato in altri casi analoghi: Impianto e amministrazione della Causa pia, Patrimonio e finanze, Attività assistenziali, Atti contabili. All’interno della categorie si sono create serie di fascicoli.

Le unità archivistiche sono state quindi ordinate, all’interno delle serie, in base all’estremo cronologico superiore.

Tutti gli atti fascicolati, una volta riordinati, sono stati inseriti in apposite cartelline sulle quali è stata posta un’etichetta riportante i dati identificativi dell’unità archivistica, e successivamente collocati in nuovi faldoni.

Al termine di questo intervento l’Archivio del Ricovero di mendicità ha una consistenza di 10 unità archivistiche, raccolte in 3 cartelle.

Per quanto riguarda i conti consuntivi e preventivi e gli allegati ai conti del Ricovero di mendicità si è ritenuto corretto lasciare questi documenti nella serie originale “Contabilità”.

Tale serie rinvenuta nel corso di questo intervento di riordino raggruppa anno per anno a partire dal 1888 la documentazione contabile delle opere pie amministrate dalla Congregazione di carità di Monza (Opera pia Bellani, Opera pia Blasio Parravicini, Opera pia Buon Pastore, Opera Monte di pietà, Pia Casa d’industria, Pia Casa di ricovero, Ricovero di mendicità) fino al decentramento. (1).

Successivamente la serie raggruppa sempre anno per anno la contabilità delle opere che fanno capo all’Amministrazione delle Pie Case di ricovero ed Orfanotrofi di Monza (Opera pia Bellani, Pia Casa d’industria, Pia Casa di ricovero, Ricovero di mendicità).

Sistema classificatorio utilizzato

Cat. 1 – Impianto e amministrazione della Causa pia

Cat. 2 – Patrimonio e finanze

Cat. 3 – Attività assistenziali

Cat. 4 – Atti contabili

Note:

(1) Fino al 1930, anno dell’autonomia amministrativa, sono presenti anche gli allegati al conto consuntivo dell’Ospedale.

Notizie di intervento

2010 – Comune di Monza – Cooperativa CAeB

“La memoria della carità”

Ricchi e poveri a Monza (sec. XIX-XX)

Progetto per il riordino, l’inventariazione informatizzata, la tutela e la valorizzazione dell’Archivio storico dell’Opera pia Angelo Bellani e degli archivi delle istituzioni di beneficenza e carità aggregati all’Archivio storico dell’Opera Pia

L’inventario è stato realizzato dalla Cooperativa CAeB (Cooperativa archivistica e bibliotecaria).

Progetto e direzione lavori: Paolo Pozzi.

Riordino e inventariazione: Gabriele Locatelli, Alessandro Merlini e Alessandro Molteni

Redazione dei profili storico istituzionali: Paolo Pozzi

Redazione degli indici e impaginazione: Gabriele Locatelli

Con la collaborazione di Giustino Pasciuti, direttore della Biblioteca civica

Con il contributo della Regione Lombardia.

Codici identificativi:

  • MIBA019C22 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Paolo Pozzi (Archivista)
  • Alessandro Merlini (Archivista)
  • Alessandro Molteni (Archivista)
  • Gabriele Locatelli (Archivista)