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Comune di Leffe

Comune di Leffe (1468 - 1856)

21 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Storia archivistica:

Per la ricostruzione storica dell’archivio è necessario far riferimento allo “Statuto de li ordini del comune da Leffe” del 1479, dal quale apprendiamo il modo accurato e scrupoloso con il quale il notaio – o scrivano o cancelliere – teneva la documentazione comunale: “(…) non scriverò se no ben, iustament e verament, cum bona fede e sensa frodo tuto lo tempo del mio officio tuto lo recivimento e pagamento del dito comune e tuti li altri scripturi del dito comune (…)”(1).

Se il notaio era l’estensore dei documenti, il tesoriere ne era il conservatore: egli era, infatti, tenuto a giurare “di salvar li beni o cosi del dito comu” e “tuti li istrumenti e carti del dit comu”(2).

Anticamente le scritture erano conservate in una sala “nella chasa del comun”, ma dal 1697, per ragioni di sicurezza, vennero poste in un “armario” munito di tre chiavi per la salvaguardia delle “schriture più importanti”(3).

Nonostante questi scrupolosi dettati statutari non ci è pervenuto nessun inventario stilato dai notai o dai tesorieri a fine mandato. Il primo inventario conosciuto è recente: risale al 1954 e porta il titolo “Inventario dell’archivio di deposito”, stilato il 31 dicembre 1954 dall’archivista Franco Buogo, incaricato dalla Sovrintendenza al riordino dell’archivio.

L’inventario consta di venti unità archivistiche tuttora presenti in archivio, mentre l’ultimo inventario di Silvia Rota (1986) comprende diciotto unità, a causa del mancato ritrovamento di due registri rispetto all’inventario precedente. Nonostante questa lacuna, l’inventario della Rota si presenta chiaro e ben articolato: i documenti sono ordinati con metodo cronologico, senza individuazione delle serie(4).

Durante i lavori della presente inventariazione nell’ambito del progetto Archidata sono stati ritrovati tre registri, per cui attualmente l’archivio conta ventun unità. In occasione del presente inventario si è preferito articolare il materiale documentario in serie, così che fossero evidenziate le tipologie documentarie nelle quali l’archivio era originariamente diviso; ciò è stato fatto anche quando di una serie è rimasta una sola unità. A seguito di tale scelta si è proceduto a dare una nuova numerazione alle unità, apponendo etichette adesive sui piatti dove l’archivista Buogo aveva stampigliato i numeri corrispondenti al suo ordinamento e aveva posto etichette con titoli e date spesso scorretti.

1 D’ora in poi citato come “Statutum novum”. Sulle competenze del notaio cfr “Statutum novum”, cap. 4

2 Cfr. “Statutum novum…”, cit., cap. 3

3 Cfr. unità 5, c. 77

4 Cfr. “Riordino e inventariazione dell’Archivio Storico del comune di Leffe”, datt., a cura di S. Rota, in Biblioteca civca “A. Mai” di Bergamo

Codici identificativi:

  • MIBA002E9C (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Amalia Colombo
  • Maurizio Cosmai
  • Alessia Olivari