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Fondo Giuseppe Antonio Borgese

Fondo Giuseppe Antonio Borgese (1908 - 1953)

1.597 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Metri lineari: 6.0

Consistenza archivistica: fascc. 1597, conservati in bb. 54

Abstract:

Il Fondo Giuseppe Antonio Borgese documenta la sua attività professionale, politica e accademica a partire dal 1908 fino alla sua scomparsa, in particolare è documentata l’attività del periodo cosiddetto “americano”.

I materiali, pervenuti alla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori tramite donazione effettuata da Dominica Borgese (atto registrato il 20/06/2022 con rep. 29438/14359 dal notaio Monica De Paoli) e da Giovanna Borgese (atto registrato il 22/06/2022 con rep. 29439/14360 dal notaio Monica De Paoli), a seguito dei sopralluoghi e delle verifiche effettuate dagli archivisti interni della Fondazione presso l’abitazione di Dominica Borgese di Milano, sono stati interessati da lavori di riordino e inventariazione iniziati nel settembre 2025 e terminati nel novembre 2025.
Entrambe le donazioni sono state registrate nell’atto di notifica del Fondo da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, avvenuta con Decreto n. 7 del 04/05/2023, “stante il suo contributo alla storia della filosofia e della letteratura italiana in quanto prodotto degli studi e delle ricerche di una delle personalità più autorevoli del primo Novecento”.

Il Fondo Giuseppe Antonio Borgese è costituito da carteggi raccolti in fascicoli e cartelle, materiali fotografici, elaborati grafici (rotoli e disegni distesi), conservati nel Deposito della Fondazione e collocati all’interno di 1 parete di un armadio compattabile.
In seguito alle operazioni di riordino e inventariazione, il Fondo Borgese risulta costituito complessivamente da: 1.597 fascicoli, conservati all’interno di 54 buste e 9 cartelle, per un totale di 1.597 unità archivistiche che sono state organizzate in 6 serie e 7 sottoserie.

Storia archivistica:

Il corpus documentario oggetto d’intervento era conservato originariamente, e all’inizio dei lavori, all’interno di 32 faldoni (per un totale di circa 6 metri lineari) collocati nella parete 6/A del compactus presente nel locale archivio della Fondazione.
Il Fondo è costituito principalmente dal copioso carteggio prodotto dall’insigne critico letterario, germanista, giornalista, scrittore, accademico, esule antifascista, figura di spicco della cultura italiana della prima metà del secolo scorso: sono presenti scambi epistolari che restituiscono i rapporti con illustri intellettuali e politici, intercorsi soprattutto durante gli anni americani di Borgese, e successivi, quindi, agli anni Trenta.
Le carte permettono di ricostruire non solo la sua prolifica attività accademica svolta oltreoceano (dapprima all’Università della California, allo Smith College di Northampton e poi all’Università di Chicago), nonché quella giornalistica e letteraria, ma anche l’attivismo politico che contraddistinse questo periodo, come i rapporti con Gaetano Salvemini e gli altri antifascisti con lui fondatori della “Mazzini Society” e quelli per la promozione del progetto costituzionale del “Commitee to Frame a World Constitution” e, oltre a questo, di meglio delineare le relazioni di amicizia e rapporti famigliari, come quelli con il figlio Leonardo e con la famiglia Mann, dopo l’incontro con Elisabeth, la figlia di Thomas Mann, che Borgese sposa nel 1939.
Sono presenti, inoltre, anche se in misura minore, altre tipologie documentarie quali scritti, ritagli stampa e fotografie. In particolare, i ritagli stampa forniscono una rassegna completa dell’opera e in generale del percorso biografico di Borgese: si tratta infatti sia di raccolte delle recensioni alle sue pubblicazioni (copiosi i ritagli relativi a Goliath: the March of Fascism), uscite sulla stampa italiana ed estera, sia di articoli relativi alle sue attività, come il conferimento di premi o la partecipazione a convegni e sulla sua figura di scrittore e intellettuale antifascista, sulla sua emigrazione in America e sul successivo ritorno in Italia, oltre che sulla nomina per il Premio Nobel per la pace.
Durante le prime rilevazioni effettuate i materiali si presentavano in buono stato di conservazione, pur in assenza di una struttura organizzativa e di un criterio di aggregazione delle carte, ed era disponibile un elenco sommario della documentazione redatto dall’erede al momento del versamento all’ente conservatore.

La Fondazione Mondadori conserva anche un piccolo fondo bibliografico appartenuto a Giuseppe Antonio Borgese, costituito da 109 fascicoli (263 esemplari), 3 estratti da 16 periodici, 30 volumi e 6 dattiloscritti.
La parte più consistente del piccolo fondo bibliografico è rappresentata da una raccolta di periodici, all’interno della quale si segnala la serie completa di “Common Cause”, rassegna mensile del Committee to frame a World Constitution, diretta dal 1947 al 1951 dallo stesso Borgese.
Tra i fascicoli conservati, quasi sempre in copia multipla, talvolta sottolineati e annotati, anche la bozza preliminare della “World Constitution” sottoposta nel 1947 a un ristretto gruppo di leader ed esperti, e il primo numero di una nuova serie della rivista, inaugurata nel 1955.
Sono oltre settanta gli interventi di Borgese censiti all’interno delle diverse testate conservate: il quindicinale “L’Italia libera”, pubblicato a New York tra il 1943 e il 1946 dalla Italian People’s Union – insieme al supplemento mensile “Free Italy” -, è secondo solo a “Common Cause” per numero di contributi siglati “G. A. B.”.
Completano il fondo trenta volumi, tra cui una selezione di opere di Borgese, saggi e atti di convegni sull’autore, e sei dattiloscritti (bozze di saggi e tesi di laurea), spesso privi di data e indicazione dell’autore.
Il fondo bibliografico è stato catalogato mediante il software ClavisNG, il relativo OPAC è stato pubblicato nella sezione dedicata alle Biblioteche d’autore sul sito di Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Si segnala, infine, che i contributi firmati da Borgese (33 articoli per complessive 248 pagine) pubblicati in "Common Cause” sono stati tutti riprodotti digitalmente e sono disponibili full text in OPAC, sotto forma di allegati alle notizie bibliografiche dei singoli numeri della rivista che li ospitano.
Si segnala il Fondo Borgese presso la Biblioteca umanistica dell’Università di Firenze. Il Fondo fiorentino è stato donato dai familiari di Borgese dopo la sua morte. Frutto di un protocollo d’intesa tra la Fondazione G. A. Borgese, istituita nel luglio del 2002 a Polizzi Generosa (Palermo), paese natale dello scrittore, e la Biblioteca Umanistica dell’Università degli studi di Firenze, il Fondo è costituito da diari, agende, quaderni, lettere, schede, carte e documentazione raccolta in fascicoli, manoscritti e dattiloscritti, materiale a stampa, ritagli di giornale, opuscoli ed estratti di pubblicazioni (cfr. Catalogo del Fondo Giuseppe Borgese della Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze, a cura di Maria Grazia Macconi, Firenze, Edizioni Gonnelli, 2009).
Si hanno notizie, inoltre, di un Fondo Borgese conservato presso la Biblioteca del Comune di Trieste. I documenti sono giunti in Biblioteca tra il 1973 e il 1976 grazie alla donazione di Leonardo Borgese, che riguardò sia parte dell’archivio dei suoi genitori, Giuseppe Antonio Borgese e Maria Freschi Borgese, sia alcuni volumi della biblioteca personale.
Sono presenti, inoltre, piccoli Fondi legati alla figura di Borgese anche presso l’Università di Milano e il Centro di ricerca interdipartimentale sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

Descrizione dell’intervento

Al momento dell’avvio dei lavori, i materiali si trovavano collocati in faldoni di cartone, cartellette con lacci e buste di carta, materiali non idonei alla conservazione a lungo termine.
L’intervento di riordino e inventariazione della documentazione che costituisce il Fondo Giuseppe Antonio Borgese è stato articolato nelle seguenti 2 fasi:
Fase 1 – Riordino generale della documentazione, identificazione delle unità archivistiche e inventariazione degli atti;
Fase 2 – Riordino finale, ricondizionatura ed etichettatura.

Fase 1 – Riordino generale della documentazione, identificazione delle unità archivistiche e inventariazione degli atti

Al momento di inizio dei lavori è stato effettuato un riordino complessivo della documentazione finalizzato alla ricostruzione del vincolo archivistico, per quanto possibile in una situazione di disordine connaturato al modus agendi del soggetto produttore, alla tipologia di attività svolta dalla sua figura professionale e alle vicende legate agli spostamenti di abitazione e agli utilizzi per esigenze di ricerca avvenuti presso l’abitazione privata degli eredi, che le carte hanno subito.
Durante la fase di inventariazione delle carte, è stato garantito, rispettato e ripristinato, quando possibile, infatti, il “vincolo archivistico”. La presenza di questo nesso, che lega tra loro i documenti dell’archivio e i singoli fascicoli, è la caratteristica necessaria e fondamentale che distingue un archivio da una semplice raccolta o da una collezione e garantisce che l’archivio sia un complesso organico che rispecchi, in maniera naturale e complessa, l’attività dell’ente o della persona e conservi efficacemente la memoria del soggetto produttore.
Prima di procedere alla creazione delle unità archivistiche, si è cercato inoltre di individuare tutti i collegamenti possibili tra le carte “disordinate” e la parte apparentemente ordinata, tentando, ove possibile, di ricostruire l’ordine originario delle carte.
Sono state identificate, nello specifico, 1.597 unità archivistiche che sono state organizzate nelle seguenti 6 serie e 7 sottoserie:

  • Serie 1 – Corrispondenza (1909 – 1952), 1.444 unità;
  • Sottoserie 1.1 – Corrispondenza inviata e ricevuta (1911 – 1952), 1.378 unità;
  • Sottoserie 1.2 – Lettere inviate alla famiglia (1909 – 1952), 7 unità;
  • Sottoserie 1.3 – Lettere ricevute dalla famiglia (1915 – 1952), 8 unità;
  • Sottoserie 1.4 – Lettere di terzi a terzi (1938 – 1952), 51 unità;
  • Serie 2 – Attività letteraria e giornalistica (1918 – 1952), 47 unità;
  • Sottoserie 2.1 – Rapporti con editori e testate giornalistiche (1925 – 1952), 18 unità;
  • Sottoserie 2.2 – Scritti (1931 – 1952), 6 unità;
  • Sottoserie 2.3 – Scritti di altri (1937 – 1952), 23 unità;
  • Serie 3 – Attività accademica e congressuale (1931 – 1952), 22 unità;
  • Serie 4 – Attività politica (1939 – 1952), 34 unità;
  • Serie 5 – Documentazione personale (1908 – 1952), 29 unità;
  • Serie 6 – Rassegna stampa (1926 – 1953), 21 unità.

Il corpus documentario è costituito principalmente dalla corrispondenza di Giuseppe Antonio Borgese inviata e ricevuta tra il 1908 e il 1952. Il nucleo più consistente del carteggio, tuttavia, è quello appartenente al cosiddetto “periodo americano”, dall’inizio degli anni trenta al 1948 circa, anno in cui riprese anche a insegnare all’Università degli Studi di Milano.
Gli scambi epistolari con l’ampia rete di intellettuali, italiani, europei e americani mettono in evidenza il suo attivismo politico: in particolare dal 1939 al 1946 Borgese è membro e animatore dell’antifascista Mazzini Society, fondata da Gaetano Salvemini, nonché firmatario dei Manifesti (Manifesto for Free Man, City of Man e Un Manifesto italiano) e nel 1946, insieme a Richard McKeon è promotore del Committee to Frame a World Constitution di Robert M. Hutchins.
Non mancano, inoltre, fascicoli relativi alla sua attività in campo accademico, con particolare riferimento alla docenza presso l’Università degli Studi di Milano, precedente l’esilio americano, e a quella intrapresa successivamente negli Stati Uniti. È presente corrispondenza con le testate giornalistiche italiane, principalmente con il “Corriere della Sera” per cui fu anche corrispondente dagli Stati Uniti, e con società editrici come Mondadori (testimonianza anche del rapporto intercorso tra Borgese e Arnoldo e Alberto Mondadori).
Sono presenti, inoltre, fascicoli contenenti bozze e testi dattiloscritti e manoscritti di Borgese, fascicoli di documentazione personale di tipo legale e amministrativo-contabile, raccolte di fotografie personali e di famiglia e fascicoli contenenti rassegna stampa creati dallo stesso Borgese. Si segnala, di particolare importanza, la presenza dei fascicoli che raccolgono le lettere scambiate tra Borgese e i membri della sua famiglia (i figli Giovanna e Leonardo, Angelica e Dominica, la prima moglie Maria Freschi Borgese e la seconda moglie Elisabeth Mann, la nipote Giovanna, la sorella Maria Pia, etc.). All’interno del nucleo documentario donato da Giovanna Borgese, inoltre, erano presenti numerose lettere originarie inviate da Giuseppe Antonio Borgese al figlio Leonardo, e alla moglie Maria Sofia Cederna, e alla prima moglie Maria Freschi Borgese, a cui è stata dedicata una voce di classificazione (Sottoserie 1.2 – Lettere inviate alla famiglia). Si tratta di un nucleo di documentazione e di una tipologia solitamente non presente all’interno di un fondo di persona (che conserva più comunemente le lettere ricevute e le minute della posta in uscita) ma all’interno del più ampio archivio di famiglia, ma che per le vicende sopra citate è confluito nel Fondo Borgese.
Per ogni unità archivistica (fascicolo) sono stati recuperati i seguenti dati:
* classificazione
* titolo (originario o attribuito)
* descrizione del contenuto
* estremi cronologici
* consistenza delle carte
* segnatura antica
* segnatura archivistica
* note.*

Di seguito alcune note metodologiche:
Titolo: sono stati mantenuti i titoli originari dei fascicoli come indicati da Borgese sulle cartelle di conservazione, quando queste costituivano un’unità archivistica (si veda il caso dei fascicoli di rassegna stampa). Nella maggior parte dei casi, invece, i titoli sono stati attribuiti. Per quanto riguarda la corrispondenza, invece, sono stati riportati nomi e cognomi dei corrispondenti e, quando presenti, anche gli pseudonimi, tra parentesi, e i soprannomi, tra virgolette a seguire i nomi di battesimo. In caso di coppie di corrispondenti, il nome di battesimo del marito precede quello della moglie, della quale non viene riportato il cognome da nubile, ad eccezione di alcuni casi in cui sia presente sulle lettere.
Descrizione del contenuto: per quanto riguarda la corrispondenza, in questo campo sono stati descritti i carteggi tra Borgese e i suoi corrispondenti. In particolare, per ogni corrispondente è stata specificata la forma della corrispondenza (manoscritta e dattiloscritta), la direzione delle lettere presenti (inviate e ricevute) ed è stata segnalata anche la presenza di lettere allegate, lettere di terzi corrispondenti o altri documenti presenti nei fascicoli. Inoltre, come concordato con i responsabili del Progetto, in questo campo sono state indicate anche le intestazioni delle carte da lettera utilizzate dai corrispondenti, ad eccezione delle carte la cui intestazione corrisponde al mittente stesso, delle carte intestate composte da soli indirizzi e delle carte dei telegrammi. In caso di hotel, università o altre istituzioni è stato anche indicato il luogo.
Estremi cronologici: in questo campo sono state riportate rispettivamente la data del documento più antico e quella del documento più recente, nel formato anno, mese e giorno. Nei casi in cui la data cronica non era presente sul documento o sulla cartella originaria, si è tentato di ipotizzarla quanto più possibile e, d’accordo con i responsabili del Progetto, è stata aggiunta la data ipotetica a matita in alto a destra sui documenti interessati tra parentesi quadre, seguita da un punto interrogativo. Durante la fase di inventariazione informatica, invece, in caso di datazione incompleta o ipotetica è stato indicato un arco cronologico più ampio tra parentesi quadre, mentre nei casi di totale assenza di date è stato inserito tra parentesi quadre un range di date che ha come estremo più recente il 1952, anno della scomparsa di Borgese.
Consistenza delle carte: il conteggio delle carte è stato eseguito considerando ogni singolo foglio come l’equivalente di una carta. Qualora quest’ultimo presentasse pieghe date dalla tipologia del documento, come ad esempio opuscoli o biglietti di auguri, si è proceduto contando una carta in corrispondenza di ogni singola piega. Anche per i materiali rilegati come dépliant, blocchi e quaderni si è proceduto contando come una carta ogni singolo foglio. Le buste postali contenti originariamente lettere o altro materiale documentale sono state contate come una carta. Non sono state calcolate nel conteggio le nuove camicie inserite per costituire i singoli fascicoli e sottofascicoli.
Si segnala che nel conteggio dei fascicoli contenenti la rassegna stampa si è proceduto contando ogni singolo ritaglio di giornale o rivista. Nei casi in cui fossero presenti più ritagli di giornale raccolti su un foglio di supporto con una graffetta o incollati, quest’ultimo non è stato calcolato nel conteggio finale. Una sola eccezione riguarda il fascicolo 11 della serie 6 – Rassegna stampa (“Articoli – Recensioni – Segnalazioni su Goliath”) che presenta al suo interno un quaderno sul quale sono stati originariamente incollati ritagli di giornale, ritagli sciolti e ritagli uniti a fogli di supporto e per i quali sono state indicate in nota le quantità sia dei singoli ritagli, sia delle carte libere o di supporto presenti.
Note: in questo campo sono state riportate le indicazioni relative alla presenza di documentazione proveniente dagli ultimi nuclei donati da Dominica e Giovanna Borgese o da fascicoli specifici.
All’inizio dei lavori, infatti, le lettere dei corrispondenti si presentavano in parte raccolte cronologicamente e per mittente all’interno di raccoglitori (riportanti indicazioni come “Winter 1938”, “February 1938 – Easter 1938”, “A-L Dec 19 1944 to April 1945”, etc.), in parte all’interno di fascicoli “classificati” dal soggetto produttore stesso come “Italian Correspondence”, “Corrispondenza inglese”, " Esuli italiani", etc.
È stato deciso, d’accordo con i responsabili del Progetto, di procedere alla creazione di un unico fascicolo per ciascun mittente e prevedere tanti sottofascicoli quanti i fascicoli “classificati” da cui sono state estratte le lettere, indicando il fascicolo di origine nel campo Note e sulla camicia che separa i sottofascicoli.
La stratificazione originaria delle carte (seppur considerando eventuali interventi di riordino effettuati, come avviene nella maggior parte dei casi, da eredi o studiosi che hanno avuto accesso alle carte prima del versamento in Fondazione) è stata dunque mantenuta, raccogliendo le lettere cronologiche di uno stesso corrispondente sotto un’unica camicia, e quindi unità archivistica, e prevedendo la presenza di sottofascicoli per le lettere provenienti dai fascicoli “classificati”.
Si tratta, in particolare, dei seguenti fascicoli “classificati”:

  • “Esuli italiani” (23);
  • Senza titolo (26);
  • “Italian correspondence” (28);
  • “Italian correspondence” (30);
  • “Corrispondenza italiana con esuli” (33);
  • “New York” (38);
  • “Corrispondenza in italiano” (40);
  • “Lettere inglesi” (41);
  • “Business summer ’52” (48);
  • “Business II autunno ’52” (49);
  • “Correspondence to answer and file / inglese” (51);
  • “Corrispondenza inglese" (52);
  • “Corrispondenza varia inglese” (53);
  • “Corrispondenza inglese di argomento politico” (59);
  • “Corrispondenza inglese” (60);
  • “Corrispondenza inglese” (61);
  • “Corrispondenza inglese varia” (63);
  • “Corrispondenza inglese” (67);
  • “English correspondence” (68).

Per quanto riguarda i fascicoli contenenti rassegna stampa, è stata effettuata una schedatura per singolo articolo (su ritaglio, pagina o rivista) ed è stata mantenuta la suddivisione nei fascicoli originari. I titoli delle unità riprendono, quando possibile, i titoli originali presente sulle camicie e sulle cartellette all’interno delle quali Borgese aveva già suddiviso i documenti in origine.
Per i singoli articoli, che si presentano in ordine cronologico all’interno dell’unità, sono stati riportati i seguenti dati nel seguente ordine:

  • Nome e cognome dell’autore: se sono presenti solo le inziali dell’autore o uno pseudonimo, i dati sono stati inseriti tra parentesi quadre. In mancanza dell’autore, invece, è stata riportata la dicitura [senza autore];
  • Titolo dell’articolo: se non il titolo è presente, è stata riportata la dicitura [senza titolo]. In presenza di recensioni di volumi e altre pubblicazioni di Giuseppe Antonio Borgese riportanti unicamente il titolo del testo recensito, è stato indicato “recensione al testo” seguito dal titolo riportato nell’articolo;
  • Testate giornalistiche: quando riportate sottoforma di appunto manoscritto sul ritaglio sono state indicate tra parentesi quadre; se invece non è stato rilevato alcun riferimento, è stata riportata la dicitura [senza testata];
  • Data dell’articolo o del testo: quando riportate sottoforma di appunto manoscritto sul ritaglio sono state indicate tra parentesi quadre; se invece non è stato rilevato alcun riferimento, è stata riportata la dicitura [senza data];
  • Pagine di riferimento: è stato riportato tra parentesi tonde il numero di pagine del periodico o della pubblicazione che fanno riferimento all’articolo solo quando era presente l’intera pubblicazione;
  • Numero delle carte: il dato corrisponde al numero di carte presenti per il singolo quotidiano, ritaglio o rivista. Qualora siano presenti più copie dello stesso articolo sono state sommate tutte le carte inserendo l’indicazione del numero totale di copie presenti.
    Al termine dell’inventariazione di tutti i fascicoli sono stati elaborati gli indici dei nomi di persona e delle istituzioni. Si tratta di un totale di 1.872 lemmi relativi a nomi di persona e 944 lemmi relativi a istituzioni.

Fase 2 – Riordino finale, ricondizionatura ed etichettatura

Alla fine della schedatura di tutto il corpus di documentazione, è stato effettuato il riordino fisico e informatico delle 1.597 unità archivistiche all’interno di 54 buste.
Nello specifico, l’ordinamento finale rispecchia la distinzione dei fascicoli nelle 6 serie e 7 sottoserie che compongono il piano di classificazione definito.
L’ordinamento dei fascicoli, come specificato nelle schede di introduzione a ogni serie e sottoserie, segue in parte l’ordine cronologico per estremo cronologico dal più antico al più recente e in parte l’ordine alfabetico per corrispondente o per titolo del fascicolo.
Contemporaneamente alla fase di riordino, la documentazione è stata ricondizionata all’interno di camicie di carta formato A3 acid free e fascicolata utilizzando fettuccia in cotone (le cartelline colorate originarie, recanti spesso l’annotazione manoscritta del contenuto, sono state conservate separatamente).
Tutti i faldoni originari, con parti non idonee alla conservazione, metalliche e plastificate sono stati sostituiti da contenitori acid free nel modello a conchiglia con dorso da 10 cm.
Durante l’attività di fascicolazione e ricondizionatura della documentazione, inoltre, sono stati eliminati i materiali dannosi per la conservazione, come plastiche, elastici, graffette mobili e spilli che tenevano insieme i documenti, supporti sostituiti, come da indicazione dei responsabili del Progetto, da graffette con anima in metallo e finitura in materiale plastico.
Il supporti originali di conservazione sono stati conservati, così come i post-it applicati in un secondo momento sulle cartelle originarie e le note rinvenute all’interno delle buste e dei fascicoli che, negli anni, hanno tenuto traccia degli studiosi che hanno richiesto la consultazione delle carte, presso l’abitazione dell’erede, a fini di ricerca.
Al termine dell’intervento di riordino e ricondizionatura, tutte le buste e i fascicoli sono stati etichettati. In particolare:
a) Buste: tutte le buste sono state etichettate con un’etichetta adesiva (del formato 105×148,5 mm / 4 per foglio) in cui sono riportati i seguenti dati:

  • Logo della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori
  • Intestazione del Fondo Giuseppe Antonio Borgese
  • Classificazione
  • Segnatura archivistica della busta
  • Fascicoli contenuti nella busta.

b) Fascicoli: tutti i fascicoli sono stati etichettati con un’etichetta adesiva (del formato di 105×48 mm / 12 per foglio) in cui sono riportati i seguenti dati:

  • Intestazione del Fondo Giuseppe Antonio Borgese
  • Classificazione
  • Titolo
  • Estremi cronologici degli atti contenuti
  • Segnatura archivistica del fascicolo (con indicazione della busta di appartenenza).

Stato di conservazione:

ottimo

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Inserimento dati: Giulia Celegato, CAeB (archivista) - Data intervento: 03 novembre 2025
  • Revisione: Stefany Sanzone, CAeB (archivista) - Data intervento: 04 novembre 2025
  • Inserimento dati: Rebecca Lazzarini, CAeB (archivista) - Data intervento: 03 novembre 2025
  • Inserimento dati: Francesca Barboni, CAeB (archivista) - Data intervento: 03 novembre 2025