Archivio storico del comune di Abbiategrasso - sezione 1871-1949 (1834 - 1949)
2.894 unità archivistiche di primo livello collegateSezione
Metri lineari: 75.0
Consistenza archivistica: 2.894 unità archivistiche
INTRODUZIONE
"L'incarico per il riordino dell'archivio comunale di Abbiategrasso ci venne affidato con determinazione n. 99 del 3 ottobre 2000; con la nostra collaborazione l'Amministrazione comunale intendeva ultimare le operazioni di riordino e di inventariazione, iniziate nel 1997 dagli archivisti M. Clara Veronese e Paolo Biressi e dagli stessi interrotte nel 2000 per motivi di salute.
In particolare il nostro intervento ha avuto per oggetto il completamento delle operazioni di scarto e la ricondizionatura dei fascicoli in nuove cartelle. Facendo ciò, abbiamo verificato anche la corrispondenza tra la documentazione, materialmente presente nei diversi depositi dell'archivio, e l'inventario già abbozzato degli archivisti Veronese e Biressi.
Rispetto all'impianto dell'inventario, così come a noi pervenuto, sono state apportate solo alcune modifiche; si è variata, ad esempio, la numerazione delle cartelle, eliminando alcuni faldoni vuoti, collocati provvisoriamente nella speranza, disattesa, di ritrovare la loro documentazione. Successivamente si é spostato al 1960 il termine della sezione storica e sono state scorporate le pratiche del personale, su indicazione dell'impiegata comunale, addetta alla quotidiana organizzazione dell'archivio.
Nonostante il considerevole volume di documentazione scartata (1), che ha reso disponibile lo spazio fisico per una più ordinata collocazione degli atti conservati, la mole di fascicoli prodotta dall'Amministrazione e la sua difficile gestione, anche per il frazionamento in diverse sedi degli uffici comunali, come dei depositi d'archivio, fa sì che sia ancora oggi difficoltoso muoversi nella ricerca dei documenti.
Infine, perché questo inventario potesse offrire una visione sufficientemente completa della documentazione conservata nel Comune di Abbiategrasso, è stato allegato, al termine del primo volume, l'inventario delle pergamene presenti nel
deposito di p.zza Marconi, di cui, però, non ci è noto il compilatore".
(1) Lo scarto, avvenuto in due tempi, è stato approvato dall'Amministrazione comunale con le determine n.6 del 28.01.2000 e n. 33 del 28.3.2003 e successivamente autorizzato dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia l'11.2.2000 e il 30.5.2002.
[Abbiategrasso, 31.12.2003 Dr. Paola Mariani − Dr. Manuela Vassali].
In base a quanto descritto nella scheda progetto, collegata alle tre sezioni dell'Archivio storico del Comune di Abbiategrasso (sezione 1483−1870, 1871−1949, 1950−1970), il nuovo intervento è frutto di un bando finanziato da Regione Lombardia nel 2019−2020 e compiuto da Caterina Antonioni, Carolina Capozzi e Lavinia Parziale.
CRITERI DI RIORDINO
"Sia il nostro intervento, che quello dei nostri immediati predecessori ha sostanzialmente cercato di conservare l'organizzazione dell'archivio data dai riordini precedenti (2).
La sezione storica, tuttavia, è stata ampliata fino al 1960, in ottemperanza all'art. 30 del D.P.R. n. 1409 del 30 settembre 1963, che considera storica, quindi inseribile nella sezione separata, previo scarto, la documentazione anteriore agli ultimi quarant'anni. Attualmente, dunque, tale sezione risulta suddivisa in tre parti. Le prime due, relative agli anni 1483−1870 e agli anni 1871−1949, sono descritte nel primo volume dell'inventario, in quanto esse organizzano la documentazione in categorie. L'inventario della terza sezione dello storico, relativa agli anni 1950−1960, con gli atti riordinati in serie annuali, è stato suddiviso in due volumi, il secondo e il terzo, per la sua consistenza.
Per il medesimo motivo anche l'inventario dell'archivio di deposito è stato ripartito in tre volumi, 1963−1970, 1971−1980,1981−87. Tutta la documentazione è stata riordinata ed inventariata applicando le 15 categorie previste dalla circ. ministeriale 17100/2 del 1 marzo 1997 ed attraverso un titolario usato negli uffici comunali di Abbiategrasso sino al 1998, dopo di che è stato adottato quello elaborato dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia.
Il titolario, di cui si fornisce copia nel primo volume dell'inventario, presenta qualche variazione rispetto alle classi, ma l'elemento più significativo è dato dall'indicazione della sottoclasse. Ogni fascicolo resta così individuabile attraverso il numero della cartella, della categoria, della classe, della sottoclasse, dal numero di fascicolo, dalla descrizione del medesimo ed infine dagli estremi cronologici. L'abbreviazione rif., dopo il numero di fascicolo, indica che esso è un riferimento, in quanto la documentazione, coprendo più anni, è stata collocata nell'anno di chiusura della pratica.
La numerazione di fascicoli è progressiva all'interno di ogni sottoclasse, indipendentemente dalla cartella in cui sono contenuti. L'uso della sottoclasse permane fino al 1962.
Nella cartella n. 1/0 vi sono i documenti manoscritti e gli stampati storici ritrovati dopo un furto e resi al comune dal custode giudiziario successivamente all'inventariazione del '98; in accordo con la Soprintendenza sono stati raccolti in una sola cartella" [intervento del 31.12.2003].
(2) La scelta di conservare la classificazione per categorie applicata alla documentazione degli anni 1483−1949 fu fatta dagli archivisti Veronese e Biressi concordemente con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia, come attesta una comunicazione della medesima del 24 aprile 1998, conservata presso l'ufficio segreteria del Comune.
L’intervento del 2019−2020 ha avuto come oggetto la revisione degli inventari esistenti, con adeguamento delle informazioni ai parametri archivistici e, ove necessario, una integrazione del contenuto delle unità archivistiche.
La revisione ha interessato le banche dati dei seguenti fondi archivistici:
− Archivio storico comunale − sezione anni 1483−1870 (538 unità archivistiche); sezione anni 1871−1949 (2.889 unità archivistiche); sezione anni 1950−1970 (17.122 unità archivistiche).
L’intervento è stato articolato nelle seguenti fasi:
− riversamento degli inventari esistenti nel software Archimista (versione 3.1);
− consultazione e aggiornamento della bibliografia di riferimento per l’integrazione del profilo storico del Soggetto produttore;
− realizzazione delle schede di: Soggetto produttore, Soggetto conservatore, Complesso archivistico, Serie, Unità archivistiche e di descrizione della Classe;
− normalizzazione delle unità archivistiche compilando o integrando i seguenti campi:
− attribuzione della tipologia (ove non presente);
− compilazione del titolo;
− indicazione degli estremi cronologici quando presenti (tra parentesi quadre se desunti);
− uniformazione e integrazione del contenuto;
− indicazione della segnatura archivistica;
− descrizione fisica;
− compilazione di eventuali note riportanti tutti gli elementi atti a fornire ulteriori specificazioni relative alle unità.
Sono state revisionate e corrette in totale 20.549 unità archivistiche, per questa sezione 2.894 unità.
La descrizione è stata effettuata sulla base delle ultime versioni delle norme ISAD (G) (International Standard Archival Description) e ISAAR (CPF) (International Standard Archival Authority Records).
[Caterina Antonioni, 2019−2020].
Storia archivistica:
BREVI NOTIZIE SUI PRECEDENTI RIORDINI
“E’ del 1922 la corrispondenza tra l’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco, Angelo Teotti, e il dott. Giuseppe Bonfatti (1) a cui viene affidato il servizio di archivista-protocollista come avventizio, non consentendo ancora l’organico del comune l’assunzione in ruolo.
I recenti lavori di riattamento dei locali per gli uffici comunali avevano da un lato, probabilmente, reso disponibile nuovo spazio anche per l’archivio, ma dall’altro avevano contribuito ad un provvisorio accatastamento, senza rigorosa e regolare disposizione della documentazione, per la salvaguardia della quale si rendeva urgente l’opera riordinatrice di un archivista.
Nell’agosto 1936 l’incarico per il riordino dell’archivio comunale viene affidato a Giovanni Albano, archivista della Regia Prefettura di Vercelli. L’Albano, che attende ai lavori dell’archivio di Abbiategrasso soprattutto nei periodi di congedo dal lavoro presso la Prefettura di Vercelli, cercherà tra le molte difficoltà più volte lamentate, come il considerevole disordine in cui versavano le carte, le disagevoli condizioni in cui era costretto a lavorare nella ex cella carceraria sulla sommità del campanile nel palazzo comunale, priva di riscaldamento e di serramenti, di condurre a compimento il suo lavoro.
A rendergli impossibile, però, l’ultimazione della sua opera interverrà il richiamo alle armi nel 1940. Fino al 1943 l’amministrazione tenterà di riavere il suo archivista, facendone anche espressa richiesta presso i comandi militari, ma, poi, incaricherà il cav. Camillo Giupponi del completamento del riordino, che avverrà nel novembre di quello stesso anno. Il 4 novembre 1943 il funzionario della Prefettura Giuseppe Drufuca dichiarerà, infatti, che il lavoro del Giupponi era stato concluso con diligenza e coscienza.
L’intervento dell’Albano prima e del Giupponi poi, aveva preso in considerazione tutta la documentazione sino al 1942. Successivamente, nel 1946, la necessità di tenere aggiornato l’archivio di deposito sistemando le pratiche definite negli anni 1944/45 indurrà l’Amministrazione comunale ad affidare all’applicato di ruolo Luigi Cassani l’incarico di riordinare l’archivio comunale per gli anni ‘44 e ’45 con l’obbligo di aggiornare la rubrica e l’inventario.
Nel 1949 si preannuncia da parte del Sovrintendente archivistico, Manganelli, la visita di ispezione del dott. Alfio Rosario Natale.
Di quell’anno è, infatti, il primo inventario conservato presso l’Amministrazione comunale di Abbiategrasso, il quale, però non risulterebbe approvato dalla Soprintendenza”
[Paola Mariani ].
(1) Archivio Storico di Abbiategrasso, cart. 114, fasc. 3
Nota dell'archivista:
E’ presente documentazione antecedente al 1871.
Soggetti conservatori
Soggetti produttori
- Comune di Abbiategrasso 1859 - 1971
Progetti
Compilatori
- Prima redazione: M. Clara Veronesi (Archivista) - Data intervento: 31 dicembre 2000
- Prima redazione: Paolo Biressi (Archivista) - Data intervento: 31 dicembre 2000
- Rielaborazione: Paola Mariani (Archivista) - Data intervento: 31 dicembre 2003
- Rielaborazione: Manuela Vassali (Archivista) - Data intervento: 31 dicembre 2003
- Rielaborazione: Carolina Capozzi (Archivista) - Data intervento: 05 giugno 2020
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/fonds/257230