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Opera pia pei derelitti e orfani di Milano

Opera pia pei derelitti e orfani di Milano (1866 - 1997)

35 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Fondo

Il fondo è formato dal carteggio della Congregazione di carità di Milano, poi Ente comunale di assistenza, inerente la fondazione dell'Opera pia derelitti e orfani e l'amministrazione dei suoi beni.
Le prime informazioni che abbiamo dell'archivio risalgono al 23 gennaio 1878, data di stesura della "descrizione sommaria degli atti, documenti, registri ed altre carte […]" da parte dell'archivista aggiunto della Congregazione di carità, Arturo Faconti. Allegata al coevo inventario dei beni dell'Opera pia, che si trova collocato alla sede "Origine e dotazione, Fondazione", la relazione fornisce indicazioni preziose sulla consistenza dell'archivio e sulla sua organizzazione, che, in gran parte, corrisponde a quella riportata nell'inventario sintetico redatto nei primi anni del '900.
"L'archivio dell'Opera pia Derelitti − scrive Faconti − è sino ad oggi costituito da n. 6 cartelle, di cui la Ia contiene gli atti relativi alle donazioni che si fecero e faranno al detto luogo pio […] La IIa contiene gli atti relativi all'adizione e liquidazione dell'eredità del fu Luigi Manganoni ed al legato del fu nobile Giuseppe Greppi […]. La IIIa a) quelli che riguardano le ragioni attive e passive delle acque spettanti al podere di Castelletto; b) gli effetti pubblici e privati, i capitali a mutuo e quelli in conto corrente presso privati; c) Gli atti relativi a vendite di piante di compendio del podere Cassinazza in Castelletto. La IVa quelli relativi alla provenienza, acquisto, adattamenti, confini e coerenze, mappe, descrizioni, catasti, alle servitù attive e passive etc etc del predetto podere. La V quelli riflettenti l'affitto dello stesso. La VI, infine, quelli che riguardano gli scaduti affitti passivi su acque e sulla casa detta Isola Caprera in Abbiategrasso, e le prestazioni passive vitalizie imposte dal testamento Manganoni. Gli atti poi relativi all'erogazione di sussidi a favore di derelitti od al loro collocamento presso privati in città od in campagna si custodiscono dal Comitato dei derelitti, che ha sede nei locali di questa Congregazione e che trasmette poi a questo archivio le posizioni di quelli che cessano mano mano d'appartenere alla categoria derelitti sia per l'età o per qualsiasi altro titolo".
Nell'inventario del 1912 la documentazione dell'archivio dell'Opera pia derelitti risulta organizzata secondo 4 titoli principali, alcuni dei quali, a loro volta, suddivisi in sottotitoli: Origine e dotazione (Eredità e legati − testatori, Donazioni), Patrimonio attivo (Acque e loro edifici, Beni stabili − poderi, Capitali), Passività, Economia. Si tratta complessivamente di 14 cartelle, al cui interno non figurano i fascicoli personali dei ragazzi assistiti, che, alcuni anni prima, erano stati versati nell'archivio dell'Istituto Derelitti. Qui, nel 1911, vennero trasferite anche "un discreto numero di pratiche amministrative", che si riferivano "ancora all'epoca in cui l'Asilo pei derelitti costituiva una separata sezione annessa al Ricovero di mendicità" e che si trovavano presso quella direzione (1).
In seguito le carte dell'Opera pia derelitti e orfani sono state accorpate a quelle della Congregazione di carità e poi dell'ECA relative all'amministrazione dell'Istituto derelitti (poi IDAM e Istituto ragazzi di Milano), entrambe gravemente depauperate dai bombardamenti dell'agosto 1943. L'archivio storico in questione, insieme all'archivio corrente e al carteggio della direzione dell'Istituto si trovano descritti in un inventario sintetico redatto nel maggio 1981.
Durante l'intervento di riordino che ha preceduto la realizzazione del presente inventario, si è operata la ricostituzione dell'archivio dell'Opera pia derelitti e orfani e si è proceduto alla sua riorganizzazione secondo un titolario che ricalca quello originario, utilizzato nell'inventario del 1912.
Esso si compone di tre titoli principali: "1.1 Origine e dotazione", "1.2 Patrimonio attivo", "1.3 Economia". Il primo è ripartito, a sua volta, in tre sottotitoli: "1.1.1 Fondazione", "1.1.2 Eredità e legati", "1.1.3 Donazioni", mentre "Patrimonio attivo" conta quattro partizioni: "1.2.1 Acque e loro edifici", "1.2.2 Poderi", "1.2.3 Capitali presso Corpi", "1.2.4 Piante".
Tutti gli spostamenti sono stati evidenziati sia nelle singole schede inventariali sia sugli stessi fascicoli, dove si è provveduto ad annotate le segnature di provenienza degli atti.
Al termine dell'intervento di riordino, che ha comportato anche una nuova condizionatura degli atti, la consistenza dell'archivio è di 6 cartelle, per complessive 35 unità archivistiche.
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(1) Archivio della direzione del Ricovero di Mendicità, atti 524/1911.

Codici identificativi:

  • MIBA006F71 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Giorgio Sassi (Archivista)