|||
Chiodi, Cesare

Chiodi, Cesare (1871 - 1994)

536 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: fascicoli 517 ; unità di elaborati grafici 322

Abstract:

La documentazione raccolta nel fondo Cesare Chiodi riguarda principalmente l’attività professionale, gli studi e l’attività didattica dell’ingegnere Cesare Chiodi, la sua formazione e l’attività extraprofessionale. Il fondo comprende anche un nucleo documentario relativo all’attività professionale e di studio del figlio Giuseppe, ingegnere e architetto, e un piccolo nucleo di carte relative al padre Giuseppe, ingegnere. In particolare nell’ambito delle attività di Cesare Chiodi e del figlio Giuseppe sono documentati prevalentemente gli studi, l’opera e l’attività in ambito urbanistico.
Nel lungo periodo di conservazione dei materiali al Politecnico di Milano, cui sono stati donati per volontà di Giuseppe Chiodi, il trattamento del fondo Chiodi si è caratterizzato fin dall’origine per una organizzazione e descrizione del complesso dei materiali acquisiti, comprensivi sia del fondo archivistico vero e proprio sia dei materiali cosiddetti bibliotecari (monografie, periodici e cartografia).

La documentazione raccolta nel fondo Cesare Chiodi riguarda principalmente l’attività professionale, gli studi e l’attività didattica dell’ingegnere Cesare Chiodi, la sua formazione e l’attività extraprofessionale. Il fondo comprende anche un nucleo documentario relativo all’attività professionale e di studio del figlio Giuseppe, ingegnere e architetto, e un piccolo nucleo di carte relative al padre Giuseppe, ingegnere.

In particolare nell’ambito dell’attività di Cesare Chiodi sono documentati prevalentemente la sua opera, gli studi e l’attività in ambito urbanistico, come emerge innanzitutto dalle serie Opere e progetti e Commissioni e gruppi di studio.
Le serie che documentano i suoi studi, l’attività scientifica e didattica, restituiscono la ricchezza della sua produzione e dei suoi interessi (serie Pubblicazioni, Congressi e documentazione, Studi, scritti, ricerche, opere edite e Didattica), mentre la serie Biografia, formazione, enti e istituti, che comprende anche documentazione riguardante la sua attività extra professionale, contiene ulteriori fonti per la conoscenza del profilo professionale dell’ingegnere Cesare Chiodi.

Una specifica partizione dell’archivio riguarda l’opera e gli studi del figlio Giuseppe, con una netta prevalenza anche qui di documentazione urbanistica, riferita principalmente all’attività professionale e di studio dei problemi della circolazione, dei parcheggi e dei trasporti.

Storia archivistica:

Originariamente l’archivio Chiodi è pervenuto al Politecnico per volontà di Giuseppe Chiodi il quale, in seguito alla chiusura dello studio professionale, prende in considerazione l’idea di donare “all’Istituto di Tecnica urbanistica” il complesso di materiali prodotti e raccolti nell’ambito dell’attività degli ingegneri Chiodi (cfr. Lucchini, 1997).
Oggi la storia archivistica del fondo Chiodi è difficilmente ricostruibile, a distanza di tanti anni, mentre è possibile ripercorrere, durante il lungo periodo di conservazione dell’archivio presso il Politecnico di Milano, il susseguirsi di diversi interventi e trasferimenti di sede, nonché, in tempi più recenti, di alcune integrazioni attraverso l’acquisizione di piccoli nuclei di documentazione.
In particolare un aspetto che ha caratterizzato il trattamento del fondo Chiodi, nel corso di questo lungo periodo, è stato l’impostazione di un lavoro unitario volto fin dall’inizio alla organizzazione e descrizione del complesso dei materiali pervenuti e donati al Politecnico, comprensivi sia del fondo archivistico vero e proprio, oggetto del presente intervento, sia dei materiali costituenti la biblioteca formata dagli ingegneri Chiodi e recanti diverse tracce del loro utilizzo nell’ambito dell’attività svolta dagli stessi ingegneri.

Agli anni di conservazione presso la sede del DISET, Dipartimento di Ingegneria dei sistemi edilizi e territoriali (già Istituto di Tecnica urbanistica) risale il primo importante intervento di sistemazione, organizzazione e descrizione dell’archivio, promosso e coordinato da Secondo Francesco Lucchini, docente e già assistente di Cesare Chiodi al corso di Tecnica urbanistica al Politecnico, al quale, fin dall’origine, furono affidati i materiali.
Nell’ambito di questo lavoro viene redatta, a cura di Renzo Riboldazzi, la “Guida all’archivio Cesare Chiodi”, pubblicata in S. F. Lucchini (a cura di), Archivio Cesare Chiodi. Materiali e letture , Progetto Leonardo, Bologna 1994, p. 3-150.
La guida descrive il complesso di materiali costituenti l’archivio sulla base della loro organizzazione in “Materiali bibliotecari” e “Materiali archivistici”.
I primi consistono principalmente di pubblicazioni, monografiche, periodiche, grafiche e cartografiche, che, successivamente alla pubblicazione della guida, sono stati catalogati, ad eccezione della collezione dei periodici, nel catalogo locale dell’ateneo.
La descrizione dei “Materiali archivistici” si riferisce ad una parte importante del fondo Chiodi, anche per consistenza della documentazione, ma non esaustiva dell’intero archivio, comprendente in particolare: la documentazione di progetto relativa ai piani regolatori di Cesare Chiodi, quelli esecutivi e quelli presentati a concorsi (sezione Opere e sezione Progetti); la documentazione relativa alla sua attività di membro di giurie di concorsi per piano regolatore (sezione Commissioni) e quella relativa alla sua partecipazione a congressi, convegni, riunioni, unitamente a documentazione di analoghi eventi per i quali non è direttamente testimoniata la sua partecipazione, mentre talvolta è documentata la partecipazione del figlio Giuseppe o del padre Giuseppe (sezione Congressi).

Successivamente alla pubblicazione della guida è stata fatta una schedatura descrittiva in formato tabella dei materiali grafici e cartografici presenti nel locale in cui era depositato l’archivio, conservati in fogli distesi e arrotolati all’interno di due cassettiere per formati fino all’A0, al di sopra delle stesse cassettiere e in carrelli porta rotoli. La schedatura effettuata consiste nella descrizione analitica dei singoli elaborati grafici, a prescindere da eventuali unità di conservazione.
In particolare i materiali contenuti all’interno delle cassettiere, oltre agli elaborati grafici delle due serie Opere e Progetti già descritti nella guida pubblicata, comprendevano elaborati e materiali grafici raccolti in cassetti contrassegnati dai titoli “studi”, “città”, “architetture”, “formazione” e in 5 cassetti con titolo “miscellanea”. La denominazione dei cassetti contenenti questi materiali è indicativa di un precedente intervento di sistemazione e organizzazione della documentazione grafica.
Tra gli altri materiali presenti, che sono stati oggetto della schedatura, è compresa in particolare una raccolta di “Tavolette” in scala 1:25.000 e Fogli in scala 1:100.000 della Carta d’Italia dell’Istituto Geografico Militare, relativa ad una edizione tedesca con fogli datati in gran parte tra 1943 e 1945, aventi per titoli “Deutsche Heereskarte”, per le Tavolette, e “Truppenkarte” per i Fogli in scala 1:100.000; la raccolta consiste di 23 cartelle contenenti circa 1800 fogli di carte topografiche.
Durante il periodo in cui l’archivio è stato conservato presso la sede del DISET i materiali sono stati resi fruibili ai fini dell’elaborazione di alcune tesi di laurea.

Nel 2002 l’archivio è stato trasferito al campus Bovisa Durando di Milano, nell’ambito dell’acquisizione del patrimonio documentale da parte del CEDAR, Centro di documentazione dell’architettura e del territorio, poi CeDAT, mentre nel 2006, all’interno dello stesso campus, viene trasferito presso la sede della Biblioteca Campus Durando, entrando a far parte del patrimonio archivistico dell’Area Servizi bibliotecari di Ateneo.
Nella stessa sede che ospita la Biblioteca Campus Durando, l’archivio è oggi conservato presso la struttura Archivi Storici, nata nel 2012.
A partire dal 2005 il fondo Chiodi è stato oggetto di alcune integrazioni, in particolare:
- due piccoli nuclei di documentazione ricevuti dagli Eredi nella persona di Antonia Chiodi (fotografie e documenti vari, diplomi di onorificenze, attestati e dichiarazioni di benemerenze relativi anche al padre Giuseppe, alcune carte personali; documenti, appunti, elaborati grafici relativi a studi, progetti, lavori eseguiti durante il servizio militare; alcuni documenti riguardanti la carriera scolastica del figlio Giuseppe e la sua attività; un dizionario enciclopedico in 8 volumi, edito in Francia negli anni ’80 dell’Ottocento)
- due nuclei di documentazione ricevuti dal professor Secondo Francesco Lucchini (fascicoli di documentazione riguardanti l’attività di studio, didattica, professionale di Chiodi, corrispondenza; pubblicazioni di altri autori, alcuni documenti personali e relativi al servizio militare)
- due nuclei di documentazione più consistenti ricevuti dal professor Augusto Mercandino (pubblicazioni monografiche e periodiche; documentazione archivistica riguardante l’attività di studio e professionale di Chiodi e in parte minore del figlio Giuseppe, documentazione di studio raccolta o ricevuta dagli ingegneri Chiodi; pacchi di pubblicazioni di Chiodi).

Durante gli anni di conservazione presso il CeDAT e poi presso la Biblioteca Campus Durando, gli interventi sul fondo Chiodi, curati da Sabrina Contu, hanno riguardato sia i “Materiali bibliotecari” che i “Materiali archivistici”.
Inizialmente è stata catalogata la collezione dei periodici, resa accessibile dal solo catalogo locale dell’ateneo; in seguito all’adozione da parte del Politecnico di Milano del software gestionale Sebina Open Library, è stato bonificato l’intero catalogo dei “materiali bibliotecari”, che oggi sono accessibili e fruibili consultando il Catalogo di Ateneo o, ad eccezione della cartografia, il Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale.
Nel corso della bonifica del catalogo, rilevata la ricorrente presenza di documentazione archivistica inserita tra le pagine di monografie e periodici, si è ritenuto opportuno segnalare quei documenti arricchendo le notizie bibliografiche con annotazioni relative agli esemplari delle pubblicazioni.
Per quanto riguarda i “Materiali archivistici”, dopo una schedatura archivistica preliminare della documentazione conservata all’interno di 4 scatoloni, fino ad allora mai descritta, nel 2004 si è deciso di adottare il software Sesamo 4.1 per la descrizione archivistica, distribuito gratuitamente dalla Regione Lombardia.
La schedatura avviata con l’uso del software Sesamo è giunta all’impostazione di una struttura di 12 serie e numerose sottoserie, ma è rimasta incompiuta ed è stata sospesa fino a quando, nel 2010, ripreso il lavoro per una sua conclusione, si è resa evidente la necessità di una sua radicale revisione.

Nota dell'archivista:

Il presente intervento, avviato a luglio 2012, si è basato innanzitutto sulla valutazione del patrimonio costituente il fondo Chiodi in termini di consistenza, così come si trovava nell’attuale sede di conservazione, dopo i vari trasferimenti di sede all’interno del Politecnico ed in particolare dopo il trasloco dalla sede originaria presso il DISET (già Istituto di Tecnica urbanistica) al campus di Milano Bovisa Durando.
Nell’ambito di questa prima valutazione è stata rilevata la presenza di documentazione evidentemente non legata al fondo Chiodi, tra cui in particolare materiali legati probabilmente all’attività di Chiodi e di suoi collaboratori nell’ambito dell’Istituto di Tecnica urbanistica e carte di Vincenzo Columbo, già assistente di Chiodi alla cattedra di Tecnica urbanistica.
L’ipotesi di una possibile contaminazione tra materiali conservati presso la sede dell’Istituto e i materiali del fondo Chiodi pervenuti al Politecnico, ha portato ad escludere dalla presente descrizione archivistica quella documentazione di dubbia o evidente estraneità al patrimonio del fondo, anche alla luce di quanto desunto dalle pubblicazioni riguardanti l’archivio e il primo intervento di sistemazione risalente al 1994.
I materiali esclusi dal presente intervento vengono tuttavia riconosciuti e segnalati come costituenti tre nuclei di documentazione correlata al fondo Chiodi. Questi tre complessi archivistici, uno dei quali consiste nella raccolta di cartografia dell’IGM conservata in 23 cartelle, potranno essere oggetto di specifiche descrizioni archivistiche.
Si è scelto invece di includere nella presente descrizione archivistica i nuclei di documentazione di recente acquisizione, che non sono stati trattati nella loro unicità ma si è optato per la segnalazione, con una nota sulla provenienza, delle singole unità archivistiche o documentarie.

Individuato il patrimonio archivistico del fondo Chiodi, l’intervento di descrizione è stato impostato con la collaborazione di Paola Ciandrini, archivista, e sulla base di riflessioni maturate in seguito al confronto avuto nel corso del 2010 con l’architetto Renzo Riboldazzi, autore della guida all’archivio pubblicata nel 1994, principalmente in merito all’ordinamento dell’archivio. La collaborazione di Paola Ciandrini è proseguita anche nell’ambito di fasi successive del lavoro.
Il lavoro, che ha portato alla redazione del presente inventario, ha presentato alcune difficoltà derivanti dall’esigenza di porsi in relazione con i precedenti interventi e strumenti descrittivi, basati su criteri differenti e incoerenti tra loro e riferiti principalmente a diverse parti dell’archivio, in particolare:
- la guida all’archivio pubblicata nel 1994
- la base dati Sesamo e la precedente schedatura preliminare di gran parte della documentazione in essa descritta.
Tra gli interventi in cui si è articolato il lavoro rientrano ad esempio:
- la re-impostazione della schedatura analitica delle unità archivistiche secondo criteri descrittivi uniformi, con la revisione in particolare della schedatura delle unità progetto
- la ricostituzione, sulla base della schedatura preliminare, di una parte di unità archivistiche originarie che erano state oggetto di smembramento nell’ambito della loro descrizione nella base dati Sesamo

Ordinamento
La struttura dell’archivio si articola in due partizioni, una principale riferita all’attività di Cesare Chiodi (denominata Attività di Cesare Chiodi) e l’altra riguardante l’attività del figlio Giuseppe (denominata Attività di Giuseppe Chiodi), e una serie denominata Carte di Giuseppe Chiodi, padre, riguardante l’attività e, principalmente, la formazione del padre Giuseppe.
In particolare la sezione Attività di Cesare Chiodi si articola in sette serie archivistiche (due delle quali composte da quattro e due sottoserie), che per la maggior parte riflettono gli ambiti di attività professionale, scientifica e didattica di Chiodi (Opere e progetti; Commissioni e gruppi di studio; Congressi e documentazione; Studi, scritti, ricerche, opere edite; Didattica; Pubblicazioni); tra le serie di questa sezione la prima, denominata Biografia, formazione, enti e istituti, è ricca di materiali eterogenei che forniscono ulteriori elementi per la conoscenza della figura professionale ed umana di Chiodi.

L’ordinamento delle unità è basato principalmente sul criterio cronologico, per date della documentazione.
Fanno eccezione le unità archivistiche relative ai progetti di piani regolatori (sottoserie Piani regolatori e di ricostruzione e Progetti di piani regolatori per concorsi), per le quali il criterio cronologico viene applicato alle sole unità-progetto, che costituiscono delle unità logiche di aggregazione dei materiali. All’interno di ciascuna unità-progetto le unità di documentazione sono ordinate per tipologia di materiale (documenti, fotografie, elaborati grafici) e, in particolare, le unità di elaborati grafici sono ordinate secondo criteri legati alla peculiarità di questi materiali (numerazione delle tavole, scala della rappresentazione, tema o titolo della tavola, zona di studio).
La scelta di adottare per questa parte dell’archivio criteri basati principalmente sulla natura e il contenuto dei materiali e non dettati dalla logica archivistica, risponde a ragioni legate da una parte alla storia archivistica del fondo, tenendo conto anche del precedente lavoro di ordinamento, dall’altra all’intento di agevolare la consultazione di fonti complesse come sono i progetti, specialmente se si tratta di materiali legati alle fasi della loro elaborazione.
Per ulteriori informazioni sull’ordinamento delle unità appartenenti alle due sottoserie menzionate si rimanda alle relative schede.

Documentazione collegata:

Documentazione originariamente conservata nei locali del Dipartimento di Ingegneria dei sistemi edilizi e territoriali (ex Istituto di Tecnica urbanistica), trasferita con il fondo Chiodi al campus Milano Bovisa, attuale sede di conservazione, comprendente:

  • Fondo librario Chiodi, con documenti inseriti nei volumi e nei fascicoli di periodici
  • Cartografia IGM (Istituto Geografico Militare), raccolta di Tavolette e Fogli della Carta d’Italia, editi in tedesco per la maggior parte tra 1943 e 1945
  • Documentazione dell’Istituto di Tecnica urbanistica
  • Carte dell’ingegnere Vincenzo Columbo

Documentazione conservata presso l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), a Roma:

  • Carte Cesare Chiodi, 1912-1918, con documentazione precedente del 1898 e successiva del 1941 (in AUSSME, fondo “L-13 documentazione acquisita dal 1868”, b. 242), busta comprendente materiali relativi all’attività di Cesare Chiodi come ufficiale del Genio di complemento durante la Grande Guerra (corrispondenza, studi e progetti, istruzioni a stampa e fotografie).

Collegamenti:

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • Lucchini1997 = Lucchini Secondo Francesco, Il fondo Chiodi
  • Lucchini1994 = Archivio Cesare Chiodi. Materiali e letture, Progetto Leonardo, 1994
  • Riboldazzi1994 = Riboldazzi Renzo, Guida all'Archivio Cesare Chiodi

Compilatori

  • Prima redazione: Sabrina Contu (architetto)
  • Revisione: Sabrina Contu (architetto)
  • Revisione: Paola Ciandrini (archivista)