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Taverna

Taverna (sec. XIV - sec. XX)

Fondo

Consistenza archivistica: bb. e regg. 850 ca.

L'intero fondo è costituito attualmente dalle serie:
− Taverna parte antica;
− Landriano ed uniti;
− Canonica;
− Lunati Arconati Visconti;
− Taverna parte moderna;
− Mappe;
− Strumenti di corredo (registri).
Dato lo stato del fondo, non completamente inventariato, le partizioni sono da considerarsi non esaustive. Si segnala a tale proposito la documentazione di pertinenza delle famiglie Torelli e Brasca Daverio, anch'essa in corso di inventariazione.
In linea generale il fondo può essere suddiviso in tre parti. La sezione che riguarda propriamente la famiglia è costituita da 539 buste ed è divisa in:
− Parte antica, dai documenti più antichi fino al 1754, bb. 339;
− Parte moderna, con documentazione posteriore al 1754 fino al secolo XX, oltre 200 buste.
A queste si aggiungono le serie che riguardano i possedimenti di Landriano ed uniti, Canonica e l'eredità Arconati Lunati Visconti.
I documenti permettono di ricostruire in gran parte la storia della famiglia e di assistere al costituirsi del suo vastissimo patrimonio. Le tipologie documentarie sono numerose e di diverso genere: documentazione araldica comprensiva di diplomi, atti notarili pergamenacei e cartacei attestanti titoli nobiliari, feudi, cariche di governo, incarichi diplomatici, registri di conti e numerosissimi documenti relativi all'amministrazione dei beni.
Le informazioni riguardano, oltre al contesto milanese, anche le località in cui i Taverna avevano possedimenti o interessi: la Brianza, il Pavese, la Lomellina, il Tortonese, Lodi, Parma, Cremona e Roma. Nell'ambito di tale documentazione sono conservati i censimenti che la famiglia faceva eseguire dei suoi beni e alcune mappe, disegni e piante.
Il fondo conserva anche l'unico registro superstite della Cancelleria viscontea, e precisamente della Cancelleria di Filippo Maria Visconti. Si tratta di un volume in pergamena di 14 fascicoli. Il registro è stato illustrato da G.P. Bognetti in "Per la Storia dello stato visconteo", Archivio Storico Lombardo, LIV (1927), e contiene 393 decreti della cancelleria dal gennaio 1441 al dicembre 1444. E' attualmente conservato a parte, nel fondo Cimeli.
La parte moderna comprende un'importante raccolta di stampati quali circolari, editti, proclami, manifesti, leggi e decreti emessi da autorità politiche ed ecclesiastiche dalla fine del secolo XVIII alla metà del XIX.
Nel fondo sono inoltre presenti carte di altre famiglie nobili milanesi che con i Taverna ebbero rapporti di parentela o interessi, quali i Litta, Cusani, Trotti, Belgioioso, Beccaria, Dal Verme. Una parte di documentazione, circa 250 buste, è da ascriversi agli Arconati Lunati Visconti.
La cartografia conservata è costituita da 44 pezzi, fra cui mappe telate e vari disegni comprendenti planimetrie, spaccati, prospetti e abbozzi di fortificazioni.

Storia archivistica:

Il fondo Taverna – pervenuto in AS MI nel 1999 – era originariamente conservato nella Villa Taverna di Castelletto di Triuggio (Milano), domicilio del proprietario conte Paolo.
Alla morte di quest’ultimo nel 1958, la figlia ed unica erede, marchesa Lavinia Taverna in Gallarati Scotti subentrò nella proprietà dell’archivio che già da tempo era stato trasferito dallo stabile denominato “Castelletto” nei locali di Villa Taverna a Canonica Lambro di Triuggio (Milano).
Con notifica della Soprintendenza archivistica per la Lombardia del 6 febbraio 1968 l’archivio fu dichiarato di notevole interesse storico.
Alla morte di Lavinia Taverna nel 1997 le figlie subentrano nella proprietà dell’archivio e lo cedettero allo Stato a parziale scomputo delle tasse di successione in base all’art. 39 del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346.
Come si ricava dalla relazione che accompagnava il versamento in AS MI, nella sede di Villa Taverna a Canonica Lambro l’archivio era custodito in un’apposita grande sala al primo piano e ordinato in “cartere”. Anticamente le cartere erano disposte in ripiani denominati “vestiroli”, in numero di 38.
Nei vari lavori di riordino dell’Archivio Taverna, molte cartere, rimaste forse prive di custodia e del cartiglio che ne indicava il contenuto, furono raccolte insieme a documenti della parte moderna in nuove 151 custodie in cartone e sistemate per lo più sopra gli armadi.
Dato che il vecchio ordinamento in vestiroli non esisteva più, al fine di poter facilmente reperire le varie cartere erano stati indicati con lettere dell’alfabeto da A a S i vari armadi in cui venivano conservati i documenti.
La documentazione fu ordinata e inventariata verso la metà del sec. XVIII. Per la parte antica, infatti, si conserva un inventario in sei volumi – più uno di indice generale – tutti redatti nel 1754.
Le carte subirono in ogni caso diversi e parziali interventi di riordinamento lungo il corso del sec. XIX, negli anni 1920 – 1930 e ancora – molto probabilmente – nel 1996, secondo quanto si legge in una relazione di quell’anno (non firmata).
La struttura originaria della parte antica dell’Archivio è analiticamente descritta nei sei volumi citati. Vi è inoltre una serie di 27 piccoli inventari, strutturati e organizzati come i sei tomi precedenti. Alcuni riportano con altra numerazione buste già elencate nei sei grandi tomi. In aggiunta ai volumetti è da segnalare la presenza di altri strumenti di corredo come i due volumi riportanti sul dorso la dicitura “Descrizioni e stima de’ Beni Taverna” tomo I, tomo II, divisi in capitoli, e un volume titolato “Allegato degli istrumenti autentici riguardanti la primogenitura dell’eccellentissimo fu signor conte cardinale don Ferdinando Taverna”.
In AS MI il fondo Taverna è oggetto di diversi interventi di riordino, anche nelle parti già dotate in antico di inventari, al fine di rendere fruibile attraverso moderni strumenti di corredo il complesso della documentazione.
Fra il 2006 e il 2007 è stata inventariata la parte antica e le serie Landriano ed uniti e Canonica ad opera degli allievi della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’AS MI (biennio 2003 – 2005) e di diversi collaboratori, coordinati da Alba Osimo dell’Archivio di Stato di Milano.
Tale intervento si è basato principalmente sui sei volumi di inventario del 1754, ancora attuali nel complesso ad eccezione di diverse buste estrapolate e ricondotte già in antico alle serie costituite successivamente (Landriano ed uniti e Canonica) e su alcuni degli strumenti di corredo successivi.
La documentazione afferente all’eredità Arconati Lunati Visconti è attualmente (luglio 2009) in fase di riordino, mentre la parte moderna non è ancora stata ordinata ed inventariata.
Nel 2007 al fondo Taverna è stata dedicata presso l’AS MI una mostra dal titolo: “Archivio Taverna. Questi conti Taverni… Storia di una famiglia, di un fiume e di un castello”, di cui è disponibile il catalogo.

Codici identificativi:

  • MIBA00BE85 (PLAIN) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013
  • asmi4610 (ASMI Anagrafe) | Annotazioni: Verificato il 18/10/2013

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Prima redazione: Ermis Gamba (archivista) - Data intervento: 09 gennaio 2009