Azienda di servizi alla persona Istituzioni assistenziali riunite di Pavia
Condizione giuridica: pubblico
Macrotipologia: Ente sanitario
Cenni storico istituzionali:
L’archivio storico di ASP (Azienda di Servizi alla persona – Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia) è l’esito finale della lunga storia caritativa e poi assistenziale della città di Pavia: in esso sono confluiti i fondi archivistici di tutti gli enti più rappresentativi a partire circa dal Quattrocento e la loro continuazione tardo ottocentesca e novecentesca, in seguito alla trasformazione in IPAB e alla pubblicizzazione delle opere pie. L’archivio storico ASP comprende infatti anche i fondi archivistici della Congregazione di Carità e dell’ECA (Ente Comunale di Assistenza).
Le ASP – Aziende di Servizi alla Persona – sono enti pubblici che operano nel settore sociosanitario e assistenziale. Le ASP nascono dalla trasformazione delle IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza), con un processo previsto dalla legge nazionale 328/2000 e disciplinato a livello regionale. La Regione Lombardia ha regolato la trasformazione delle IPAB con la legge regionale 1/2003, che ha introdotto le ASP come enti pubblici dotati di personalità giuridica, autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e gestionale. Le ASP sono inserite nella rete regionale dei servizi alla persona e svolgono un ruolo importante nella gestione di servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari rivolti ad anziani, disabili, minori, persone con disagio psichico o sociale.
ASP Pavia è stata costituita nel 2003 dalla trasformazione delle II.PP.A.B. Casa di Riposo “Francesco Pertusati” Istituto di Cura “Santa Margherita”, Centro Polivalente “Gerolamo Emiliani” e Fondazione Peppino Franchi Maggi, già raggruppate all’interno delle Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia in una nuova Azienda di Servizi alla Persona (ASP). Con ASP Pavia è nato dunque un soggetto di diritto pubblico, attraverso il passaggio, importante, dalla contabilità finanziaria delle II.PP.A.B. a una contabilità economica di tipo aziendale.
Dal punto di vista storico-culturale, ASP Pavia è dunque l’erede di tutta la storia caritativa e assistenziale della città nel periodo ottocentesco e novecentesco, durante il quale il Comune ebbe un ruolo preminente, per mezzo prima della Congregazione di carità (1861), poi dell’ECA (1937). La ricchezza archivistica dell’ente attuale è dunque – o, per meglio dire era – enorme, comprendendo le carte di tutte le opere pie della città, escluso l’Ospedale San Matteo che ha seguito una sua propria storia istituzionale e archivistica. Nel processo di sedimentazione degli archivi, bisogna anche tenere presente che a Pavia, come d’altronde anche in altre situazioni, si assistette ad un continuo processo di fusione tra opere pie, che ha portato a una notevole concentrazione documentaria.
Collegamenti:
Patrimonio:
L’archivio storico di ASP (Azienda di Servizi alla persona – Istituzioni Assistenziali Riunite di Pavia) è l’esito finale della lunga storia caritativa e poi assistenziale della città di Pavia: in esso sono confluiti i fondi archivistici di tutti gli enti più rappresentativi a partire circa dal Quattrocento e la loro continuazione tardo ottocentesca e novecentesca, in seguito alla trasformazione in IPAB e alla pubblicizzazione delle opere pie. L’archivio storico ASP comprende infatti anche i fondi archivistici della Congregazione di Carità e dell’ECA (Ente Comunale di Assistenza).
È utile ricapitolare, rapidamente, quali sono stati i principali luoghi pii inclusi prima nelle Istituzioni assistenziali riunite e poi in ASP, con, anche, una breve indicazione della consistenza dell’archivio alla data del 1990, anno in cui fu compiuta un’approfondita descrizione e inventariazione dei fondi archivistici nell’ambito del progetto Archidata finanziato da Regione Lombardia:
Orfanotrofio maschile, il cui archivio dovrebbe essere essere composto, se fosse ancora integro, da 305 buste. L’Orfanotrofio fu fondato nel 1534 da san Girolamo Emiliani e gestito dai Somaschi fino al 1793, quando passò al Fondo di religione di Pavia. Nel 1867 l’amministrazione passò alla Congregazione di Carità e, con la legge del 1937, all’E.C.A. Nel 1939 fu affidato alle Opere Pie Riunite, che nel 1957 ne ampliarono la gestione ad altri enti assistenziali. Nel 1971 gli Orfanotrofi maschile e femminile si fusero nel “Convitto Pavese”. I locali di San Felice furono venduti all’Università nel 1973 e, nel 1979, gli orfani furono trasferiti nella nuova sede in località Torchietto.
Pio luogo di S. Ambrogio. La costituzione dell’archivio risale al 1573, da parte della Congregazione di S. Ambrogio, fondata nel 1572. La consistenza archivistica, all’epoca del Progetto Archidata, era di 28 pezzi.
Luogo pio Pertusati. Fondato nel 1759 con testamento del vescovo di Pavia Francesco Pertusati, era destinato alla cura e assistenza dei poveri anziani e infermi. Nel 1819 fuse la propria amministrazione con l’Ospedale S. Matteo, con la probabile traslazione dell’archivio presso quell’ente.
Congregazione di carità, il cui materiale risulta conservato presso ASP ma non ancora catalogato, poiché non fu oggetto di analisi da parte del progetto Archidata.
Ente comunale di assistenza – ECA. L’archivio storico data dal 1937. Una descrizione dell’archivio storico, a cura di Donata Brianta, ha stimato in 1237 complessivamente i faldoni dell’archivio di ECA e Istituzioni assistenziali riunite
Orari e indicazioni per l'accesso ai fondi:
In considerazione dell’attuale stato di conservazione dei fondi archivistici, per avere informazioni sull’accessibilità della documentazione di carattere storico è necessario prendere contatto con la Direzione di ASP.
Sedi
Indirizzo:
viale Matteotti, 63
27100 Pavia (PV)
Italia
Complessi archivistici
- Orfanotrofio maschile di Pavia - documentazione recuperata (1540 - 1788)
- Pio Luogo di Sant'Ambrogio - documentazione recuperata (1544 - 1845)
- Pio Luogo di Santa Margherita - documentazione recuperata (1556 - 1900)
Compilatori
- Prima redazione: Saverio Almini (archivista) - Data intervento: 07 gennaio 2026
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/****/custodians/2299