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Fondo Giuseppe Novello

Fondo Giuseppe Novello (1897 - 2024)

1.238 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Metri lineari: 15.0

Consistenza archivistica: fascc. 688, conservati in bb. 17; 550 disegni conservati in 6 cartelle

Abstract:

Il Fondo Giuseppe Novello, di proprietà della Fondazione Maria Corti di Pavia e conservato presso la sede della stessa Fondazione, conserva la documentazione prodotta e raccolta da Giuseppe Novello nel corso della propria attività artistica, intellettuale e professionale, nonché una parte di materiali successivamente raccolti dagli eredi nell’ambito di iniziative di studio e valorizzazione.
È inoltre presente un piccolo nucleo documentario aggregato relativo alla sorella Carlotta Novello, costituito prevalentemente da corrispondenza, conservato unitamente al Fondo in ragione della stretta connessione con le vicende famigliari e alla trasmissione delle carte.
L’intervento di riordino e inventariazione delle carte del Fondo Giuseppe Novello è stato avviato nel mese di settembre 2025 ed è terminato nel mese di dicembre 2025.
Prima dell’avvio dei lavori è stato redatto il Progetto di riordino e inventariazione, approvato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica per la Lombardia con lettera prot. n. 3194 del 23 maggio 2025. L’intervento è stato finanziato da Regione Lombardia – Avviso Unico Cultura 2025 – Ambito B “Musei, archivi, biblioteche e catalogazione” – Linea 3: catalogazione del patrimonio culturale.

Il Fondo Giuseppe Novello si caratterizza per l’eterogeneità delle tipologie documentarie e dei supporti, riconducibile ai diversi ambiti di attività di Giuseppe Novello.
Sono presenti corrispondenza, appunti, articoli di giornale e recensioni, bozze e testi manoscritti e dattiloscritti, bozzetti di disegni e vignette, vignette pubblicate e materiali grafici di diversa natura, oltre a fotografie, conservati in 17 buste, collocate su 5 ripiani di un armadio metallico, e in numerose cartelle da disegno distribuite in 8 cassetti di 2 cassettiere presenti in un ambiente separato della Fondazione, per una consistenza complessiva di circa 15 metri lineari.
L’intera documentazione copre un arco cronologico compreso tra i primi del Novecento e la morte dell’autore, con la presenza, in alcuni casi, di materiali raccolti e prodotti dagli eredi per finalità di studio e valorizzazione riferibili agli anni Novanta e Duemila.
Il Fondo è pervenuto alla Fondazione per donazione da parte dell’erede ing. Pietro Zucchelli in più fasi comprese tra il 2017 e il 2024. Un ulteriore nucleo di disegni e bozzetti di vignette di grande formato è stato donato in data 27 novembre 2025. Allo stato attuale non si esclude la possibilità di ulteriori e future acquisizioni di altro materiale conservato attualmente presso le abitazioni degli eredi.

Storia archivistica:

L’intervento è stato articolato nelle seguenti tre fasi:

Fase 1 – Analisi della documentazione archivistica, verifica e recupero degli strumenti di corredo
Durante la prima fase è stata effettuata un’analisi complessiva del Fondo e degli strumenti di corredo esistenti, finalizzata alla ricostruzione del vincolo archivistico e alla definizione della struttura complessiva del complesso documentario, per quanto possibile in una situazione di disordine riconducibile sia al modus operandi del soggetto produttore, sia ai diversi versamenti e utilizzi successivi della documentazione.
Al momento dell’avvio dei lavori il Fondo Giuseppe Novello si presentava, infatti, come un complesso non organicamente ordinato a causa sia della pluralità di donazioni succedutesi nel tempo, sia dei precedenti interventi di schedatura parziale, che avevano determinato la fascicolazione e la collocazione sparsa di parte dei materiali.
Sono stati presi in esame tre principali strumenti di lavoro:

• le relazioni di perizia in formato .pdf con stima economica redatte in occasione delle diverse donazioni del documentazione afferente al Fondo da parte dell’ing. Zucchelli.
Le perizie, redatte dalla dott.ssa Barbara Xodo, perito esperto in libri e stampe antiche iscritta all’Albo dei Periti del Tribunale di Torino, sono state predisposte in occasione della valutazione economica dei materiali e non costituiscono strumenti di descrizione, bensì documenti di carattere tecnico-peritale finalizzati alla stima economica dei materiali. Le unità elencate non sono infatti identificate come unità archivistiche, ma prevalentemente come oggetti singoli descritti secondo criteri prevalentemente artistici e materiali: le informazioni riportate riguardano la tecnica esecutiva, le dimensioni e il soggetto rappresentato, mentre risultano generalmente assenti elementi fondamentali per una descrizione archivistica, quali il contesto documentario, gli estremi cronologici o la collocazione archivistica. Tuttavia le relazioni di perizia riportano talvolta, nel caso dei disegni, importanti informazioni legate agli stadi delle opere o alla loro pubblicazione;

• la schedatura parziale realizzata in Archimista Web: la Fondazione, già titolare di un profilo di accesso condiviso con il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, ha pubblicato in passato 836 unità archivistiche articolate nelle due serie “Corrispondenza” e “Disegni, dipinti, vignette ecc.”, con relative sottoserie.
Le schede presenti hanno costituito una prima chiave di accesso al materiale da parte del pubblico e nelle prime fasi di intervento, nonostante la descrizione si presentasse limitata a una parte del Fondo. La schedatura, inoltre, risultava caratterizzata da livelli descrittivi non omogenei e da lacune significative, tra cui l’assenza sistematica della segnatura archivistica, che non consente di ricondurre con precisione le unità descritte alla loro collocazione fisica, e indicazioni cronologiche molto generiche.
Inoltre, l’intervento non è stato preceduto da una verifica complessiva o da un riordino dell’intero corpus pervenuto e risulta caratterizzato talvolta da una fascicolazione per singole unità documentarie.
Il confronto sistematico tra la schedatura già approntata e la documentazione effettivamente conservata nel Fondo ha consentito di rilevare criticità descrittive, tra cui l’identificazione dei mittenti (con fascicoli per esempio intestati a soggetti non identificati, quali “Colonnello” o “Conte” o con intestazioni imprecise, come nel caso della scheda “Guido”, in realtà Guido Vergani) o casi di errata classificazione (come nel caso dell’unità intestata “Betti Piero Belloni”, ricondotta agli scritti e appunti di Novello);

• la mappatura topografica del fondo in formato .xlsx: redatta dalla Fondazione e utilizzata per la registrazione e la localizzazione fisica dei materiali elencati nelle perizie. Il file, articolato in diversi fogli di lavoro, registra i nuclei documentari acquisiti nel tempo e ne indica la collocazione fisica nei due ambienti in cui è collocato il Fondo, con riferimento alle diverse perizie di stima. Dal punto di vista archivistico, il file non costituisce un vero e proprio strumento di descrizione o inventariazione del complesso documentario. Le unità registrate non corrispondono sempre a unità archivistiche definite, ma piuttosto a nuclei documentari descritti in forma sintetica ed eterogenea, spesso identificati mediante indicazioni generiche di contenuto, senza una chiara distinzione tra fascicoli, gruppi di documenti o singoli pezzi.

Gli strumenti citati sono stati analizzati e confrontati con la documentazione effettivamente conservata, “carte alla mano”, al fine di verificare la presenza e la consistenza dei materiali, correggere eventuali incongruenze e controllare la corrispondenza tra le descrizioni esistenti e la collocazione fisica delle carte.

Fase 2 – Ricondizionatura, riordino e inventariazione analitica della documentazione
Terminata la fase di verifica e ricognizione, è stata avviata quella di riordino e inventariazione analitica della documentazione conservata nelle 17 buste che costituiscono il nucleo documentale del Fondo Giuseppe Novello.
Durante l’intervento, laddove possibile, è stata mantenuta la struttura dei fascicoli allo stato di fatto, cercando di rispettare il vincolo archivistico presente tra le carte.
Nei casi di documentazione apparentemente disordinata, sono stati individuati tutti i collegamenti possibili con la parte già fascicolata e ordinata, così come tra fascicoli già costituiti, tentando, ove possibile, di ricostruire l’ordine originario delle carte.
In diversi casi è stato necessario ricondurre alcune unità archivistiche a serie o nuclei documentari più coerenti, procedendo alla loro ricollocazione e all’integrazione delle descrizioni, qualora esistenti.
Nella maggior parte dei casi i fascicoli non presentavano camicie originali riconducibili al soggetto produttore e la loro configurazione derivava più che altro da interventi di prima organizzazione della documentazione effettuati in occasione delle diverse donazioni o durante le precedenti attività di descrizione sommaria.
Durante la fase di descrizione è stato garantito, rispettato e ripristinato, quando possibile, il “vincolo archivistico”. La presenza di questo nesso, che lega tra loro i documenti dell’archivio e i singoli fascicoli, è la caratteristica necessaria e fondamentale che distingue un archivio da una semplice raccolta o da una collezione e garantisce che l’archivio sia un complesso organico che rispecchi, in maniera naturale e complessa, l’attività dell’ente o della persona e conservi efficacemente la memoria del soggetto produttore.
In particolare, per la documentazione conservate nelle 17 buste, comprensiva di corrispondenza, scritti di Novello, vignette, rassegna stampa e documentazione relativa a mostre, fotografie, disegni e bozzetti, sono stati compilati per ogni unità archivistica (fascicolo) i seguenti campi:
• classificazione
• titolo (originario o attribuito)
• descrizione del contenuto
• estremi cronologici
• consistenza
• segnatura archivistica
• note.

La descrizione delle unità archivistiche è stata effettuata secondo criteri uniformi, adattati alle diverse tipologie documentarie presenti nel Fondo.
Il Fondo Giuseppe Novello presenta, infatti, molteplici tipologie documentarie che richiedono differenti modalità di descrizione e conservazione: documenti testuali manoscritti e dattiloscritti, documenti grafici realizzati su diversi supporti e con tecniche differenti, materiali fotografici e volumi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla definizione dei titoli delle unità archivistiche. Quando presenti, sono stati mantenuti i titoli originari apposti dal soggetto produttore sulle cartelle o sulle camicie di conservazione, riportandoli tra virgolette; negli altri casi il titolo è stato attribuito durante l’intervento di inventariazione.
Per quanto riguarda gli estremi cronologici, è stata indicata la data del documento più antico e di quello più recente presenti nel fascicolo, riportate – quando possibile – nel formato anno, mese e giorno. Nei casi di datazione incompleta o ipotetica è stato indicato un intervallo cronologico tra parentesi quadre; nei casi di totale assenza di riferimenti cronologici è stato invece proposto un arco temporale presunto, con termine convenzionale al 1988, anno della scomparsa di Giuseppe Novello.

Nel caso della corrispondenza, i fascicoli sono stati intestati ai corrispondenti, riportando nome e cognome e, quando presenti, anche pseudonimi o soprannomi.
In presenza di lettere i cui mittenti o destinatari fossero noti con il solo nome di battesimo, queste sono state descritte all’interno dei fascicoli dedicati ai mittenti e destinatari non identificati. Nel caso, invece, di mittenti e destinatari noti con il solo cognome, questi hanno costituito fascicoli autonomi.
Nel campo descrizione sono stati indicati la tipologia della corrispondenza (manoscritta o dattiloscritta), la direzione delle lettere (inviate o ricevute), gli estremi cronologici e topici e l’eventuale presenza di allegati o di documentazione di altra natura.
Per quanto riguarda gli scritti, si è cercato di mantenere o ricostruire, laddove possibile, l’ordine dato alle carte dall’autore, conservando insieme le diverse fasi di elaborazione delle opere, come appunti, bozze manoscritte o dattiloscritte e materiali editoriali.
Nei fascicoli di rassegna stampa, gli articoli sono stati ordinati cronologicamente e descritti singolarmente riportando, quando disponibili, autore, titolo del contributo, testata e data.
Il materiale fotografico è stato riordinato costituendo serie fotografiche coerenti per servizio o per tematica. Per serie fotografiche si intendono quelle partizioni collegate tra loro da una medesima origine, funzione o finalità. Si tratta di immagini che nascono nello stesso contesto di produzione o che sono collegate da un’unica logica seriale tematica. In genere si tratta di servizi fotografici (cioè l’insieme di supporti consegnati in risposta a una committenza) o progetti fotografici (cioè l’insieme di fotografie unificate, caratterizzate e individuabili in base a un’unica intenzionalità progettuale o di ricerca).
In presenza di fascicoli con disegni, questi sono stati descritti a livello di unità archivistica (fascicolo) e non documentaria (singolo disegno), con indicazione della tecnica esecutiva, mentre in presenza di materiale a stampa, quali vignette e tavole pubblicate dall’autore, queste sono state descritte singolarmente e ordinate cronologicamente, quando nota la datazione, o alfabeticamente, in sua mancanza. Quando possibile, è stata indicata la testata, dati relativi al numero e l’indicazione del numero di pagina.

L’applicazione dei criteri sopra descritti ha consentito di ricondurre la documentazione a nuclei archivistici coerenti e di organizzare le unità inventariate all’interno di una struttura articolata in serie e sottoserie, individuate sulla base delle principali tipologie e attività documentate dalle carte.
La struttura attuale del Fondo riflette, per quanto possibile, l’organizzazione originaria delle carte e al tempo stesso consente di evidenziare i principali ambiti di attività dell’autore.

L’attività di schedatura ha prodotto 688 unità archivistiche conservate all’interno di 17 buste, riordinate informaticamente all’interno delle seguenti 9 serie, 9 sottoserie e 2 complessi di terzo livello che compongono il piano di classificazione provvisoriamente individuato (la sottoserie 4.1 conserva i disegni catalogati singolarmente, come descritto più avanti).

L’organizzazione dei fascicoli all’interno delle partizioni (serie, sottoserie e complessi di terzo livello) segue un ordinamento cronologico (per estremi cronologici dal più antico al più recente) oppure alfabetico (per corrispondente o per titolo del fascicolo).
Il riordino del Fondo è stato effettuato provvisoriamente a livello informatico e non fisico, in vista delle possibili e ulteriori donazioni di materiale da parte degli eredi. Il Fondo è tuttora in fase di accrescimento e per questo motivo le unità archivistiche già costituite non sono state oggetto di un riordino fisico definitivo, né di una rinumerazione complessiva dei fascicoli e di contestuale etichettatura. L’attuale assetto potrà essere suscettibile di aggiornamenti, in vista di futuri incrementi del Fondo e dell’auspicabile riordino complessivo futuro.
Contestualmente al lavoro di descrizione, è stata effettuata la ricondizionatura della documentazione con fascette, cartelle e scatole messe a disposizione dalla Fondazione. Sono stati eliminati i materiali dannosi per la conservazione, come plastiche, elastici, graffette e spilli. I supporti di conservazione originali, quando presenti, sono stati conservati. Le fotografie sono state ricondizionate a livello di serie fotografica (fascicolo) all’interno di buste in carta certificate PAT.

Nel complesso, la documentazione restituisce un quadro articolato dell’attività artistica, della rete di relazioni e della vicenda umana dell’autore, offrendo importanti elementi per lo studio della sua produzione grafica e del contesto culturale in cui operò.
Il nucleo documentario del Fondo Giuseppe Novello è costituito prevalentemente dalla corrispondenza, testimonianza della fitta rete di relazioni personali, artistiche e professionali costruite da Novello nel corso della sua vita. All’interno di questa serie sono distinguibili diversi nuclei documentari, articolati in sottoserie.

La corrispondenza inviata e ricevuta rende conto delle relazioni dell’autore con un’ampia rete di intellettuali, pittori e artisti italiani. Tra i corrispondenti, ad esempio, compaiono i frequentatori della trattoria di via Bagutta, quali Riccardo Bacchelli, Orio Vergani, Anselmo Bucci, Bernardino Palazzi, Giorgio Tabet e Mario Vellani Marchi.
Non mancano fascicoli relativi alla sua attività in campo giornalistico, con particolare riferimento alle collaborazioni con riviste e quotidiani, al rapporto con società editrici come Mondadori.
Un nucleo significativo della documentazione è costituito dalla corrispondenza con alpini e commilitoni, che testimonia il legame duraturo con l’esperienza militare vissuta durante i due conflitti mondiali. Chiamato alle armi nel 1917 e successivamente richiamato durante la Seconda guerra mondiale, Novello prese parte alla campagna di Russia come ufficiale degli Alpini e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu deportato nei campi di prigionia tedeschi. Il Fondo conserva numerose lettere scambiate con compagni alpini, ex commilitoni e membri dell’Associazione Nazionale Alpini.
Particolarmente rilevante è anche la corrispondenza familiare, che comprende lettere con i genitori Eugenio e Antonietta, con le sorelle Emilia e Carlotta e con altri membri della famiglia. In particolare, si conservano numerose lettere inviate da Carlotta Novello al fratello durante i periodi della guerra e della prigionia, quando dalla casa di famiglia di Codogno la sorella cercava sue notizie e intratteneva un fitto scambio epistolare con parenti e conoscenti.
La corrispondenza della sorella Carlotta Novello con i famigliari e con i compagni di Novello costituisce un nucleo aggregato a quello del fratello, e per questa ragione la documentazione è stata isolata in una serie a parte (Serie 9. Corrispondenza di Carlotta Novello).
Accanto alla corrispondenza, il Fondo conserva un nucleo di scritti, comprendente appunti, testi manoscritti e dattiloscritti di Giuseppe Novello, oltre a scritti di altri autori e a materiali di incerta attribuzione. Sono presenti materiali preparatori, come fasi avantestuali, stesure di novelle, piccole pièce teatrali e componimenti di varia natura – come Il Cav. Prof. Gedeone Alfieri o Come due asini fecero un mulo, entrambi del 1916 – bozze di recensioni di mostre, opuscoli con testi di presentazione in occasione di esposizioni di artisti, come Giorgio Tabet e Luigi Brambati, oltre ad articoli, tra i quali quello dedicato alla scomparsa di Monelli nel 1984 apparso su “La Stampa”.

Il Fondo conserva, inoltre, documentazione personale (tra cui certificati, tessere, biglietti inviati da bambino alla famiglia o i necrologi della sua presunta morte in guerra), una raccolta di oltre 500 fotografie personali e di famiglia e relative all’attività professionale dell’autore e fascicoli contenenti rassegna stampa, contenenti articoli apparsi sulla stampa nazionale e internazionale relativi a sue opere e alla sua partecipazione a mostre e a eventi culturali. Sono presenti, inoltre, fascicoli di articoli raccolti dal soggetto produttore per interesse personale e un fascicolo di articoli a lui dedicati, riuniti in fotocopia dopo la sua scomparsa.
Una parte della documentazione riguarda inoltre la sua attività professionale, artistica ed espositiva. Dopo il successo delle prime pubblicazioni umoristiche negli anni Trenta e la crescente notorietà ottenuta nel secondo dopoguerra, Novello partecipò infatti a numerose esposizioni e mantenne intensi rapporti con gallerie, quali la Galleria Gussoni e la Galleria Cortina Cavour.
La serie “Attività espositiva e televisiva” raccoglie i fascicoli relativi all’organizzazione di mostre, con elenchi di opere e nominativi, inviti e cataloghi, e fascicoli relativi al programma televisivo della RAI Novello, il signore di buona famiglia, cui prese parte nel 1974.
Il Fondo comprende inoltre un ampio nucleo di materiale grafico, tra cui disegni, materiali preparatori, bozzetti di vignette e tavole pubblicate, che documentano il processo creativo dell’autore e le diverse fasi della sua produzione artistica, dalla pittura alla grafica umoristica. Si tratta principalmente di blocchi da disegno recanti schizzi e bozzetti estemporanei, ma non mancano anche disegni giovanili e materiali preparatori per vignette. Qui sono raccolte anche le vignette e le tavole pubblicate su importanti periodici, come “L’Alpino”, “Giovedì”, “La Lettura” e soprattutto “La Stampa”.
Completano il Fondo i materiali raccolti dagli eredi e prodotti successivamente alla sua morte per l’organizzazione di mostre a lui dedicate. Si tratta di materiali preparatori, corrispondenza, elenchi di opere, cataloghi e documentazione di supporto per le attività di studio, valorizzazione e promozione dopo la sua scomparsa, come la retrospettiva Novello. Pittore e umorista tenuta presso il vecchio Ospedale di Codogno nel 1997.

Fase 3 – Catalogazione dei disegni e dei bozzetti

Contemporaneamente alla schedatura analitica della documentazione conservata nelle 17 buste, è stata effettuata la catalogazione di 550 disegni e bozzetti fra quelli presenti nelle cartelle collocate nelle due cassettiere, su un corpus totale stimato in circa 2.000 pezzi.
La catalogazione è stata effettuata tramite la compilazione della scheda speciale D – Disegno artistico per singola unità documentaria. Le schede elaborate sono state classificate all’interno della sottoserie 4.1. Disegni e materiale preparatorio (cartelle).
Al momento dell’acquisizione, i disegni erano collocati in cartelle intitolate con lettere dell’alfabeto, riportanti il riferimento alla donazione, e i disegni all’interno di ciascuna cartella erano stati numerati a matita al recto del foglio fra parentesi quadre, seguendo una numerazione chiusa.
Per l’avvio della catalogazione sono state selezionate le seguenti cartelle:
• Cartella D
• Cartella E (I parte)
• Cartella E (II parte)
• Cartella F
• Cartella G
• Cartella H.

L’analisi puntuale delle cartelle oggetto dell’intervento ha rilevato uno stato di generale disordine, dove disegni attribuibili a uno stesso soggetto o elaborazione si trovano spesso distribuiti in cartelle diverse, così come disegni realizzati a estremi cronologici piuttosto differenti si trovano tra loro accostati, o, ancora, bozzetti appartenenti a stadi avanzati di elaborazione collocati vicini a schizzi estemporanei. Anche dal punto di vista dei formati dei disegni, talvolta alcuni di questi presentano un formato ridotto, simile a quello dei disegni conservati nelle 17 buste. In questa fase, data la consistenza complessiva e la complessità del materiale, non è stato ritenuto opportuno tuttavia effettuare spostamenti o riordini, limitandosi a registrare lo stato di fatto e a riportare quanti più elementi oggettivi possibili, utili per future riflessioni sull’ordinamento o la conservazione dei materiali.

Per ciascun disegno e bozzetto presente nelle sei cartelle, sono stati compilati i seguenti campi della scheda speciale D – Disegno artistico di Archimista:
• titolo
• estremi cronologici
• contenuto
• consistenza
• eventuali elementi testuali
• eventuali note dell’archivista
• segnatura archivistica
• eventuale segnatura antica
• supporto
• tecniche
• misure
• stato di conservazione
• note sullo stato di conservazione
• unità di condizionamento.

All’avvio dei lavori, è stata verificata la corrispondenza tra i disegni descritti nella perizia e quelli presenti all’interno delle cartelle e ai disegni è stata assegnata una nuova numerazione univoca, tracciata al verso degli oggetti a matita.
All’interno delle cartelle analizzate, sono stati talvolta rinvenuti altri materiali (come fotografie, ritagli di giornale, etc.), ricondotti in questa fase alla sezione documentaria o segnalati come materiale collegato (ad esempio, all’interno della Cartella D è stata rivenuta una parte di documenti militari, contrassegnata da n. 129, confluita nei fascicoli oggetto di inventariazione, come fasc. n. 669).

L’attività di catalogazione ha seguito criteri descrittivi uniformi, basati sull’analisi diretta delle opere e sull’individuazione degli elementi testuali e figurativi presenti sui fogli.
Nell’indicazione del titolo del singolo disegno o bozzetto, questo è stato riportato come coevo quando presente, altrimenti è stato attribuito. Sono state recuperate eventuali numerazioni coeve, riportate nel titolo.
Per la datazione, la mancanza frequente di puntuali indicazioni cronologiche a corredo dei disegni e anche la prolificità stessa dell’autore – che disegnò, come risulta anche dal carteggio, fin dalla più tenera età sino al termine della vita – ha portato ad adottare un criterio di cautela, assegnando nella maggior parte dei casi estremi cronologici generici, lasciando a circostanze particolari – come disegni che riportassero riferimenti espliciti mediante eventuali iscrizioni coeve (indicate nel campo “Note alla data”) o informazioni specifiche alla loro pubblicazione su opere indicate nella relativa perizia – la definizione di un arco cronologico più circoscritto o verosimile.
In merito al contenuto, in mancanza di indicazioni autografe o didascalie, le immagini sono state descritte nel modo più oggettivo possibile, basandosi esclusivamente sugli elementi visivi rilevabili. Eventuali dati interpretativi relativi al soggetto ritratto sono stati segnalati nel campo “Note dell’archivista” con riferimento alla relativa perizia.
In questa fase non sono stati effettuati confronti con opere pubblicate o con le altre partizioni del Fondo che conservano disegni e bozzetti, cartoline, vignette o altro materiale grafico.
Sono presenti spesso disegni o schizzi su entrambi i lati del foglio, segnalati nel campo del contenuto.
Sono state, inoltre, registrate eventuali iscrizioni, annotazioni, timbri o elementi materiali utili alla contestualizzazione e provenienza dei disegni (quando iscrizione evidente, questa è stata scelta come titolo, quando annotazione a margine riportata come stesura di eventuali didascalie nel caso di vignette; in tutti i casi la presenza di testi è stata riportata con la trascrizione delle parole o delle frasi nel campo “Elementi testuali”).
Sono stati riportati tutti i dati relativi alla dimensione materiale dell’oggetto, come il supporto e le tecniche utilizzate, facendo riferimento a quanto segnalato dalla perizia, le dimensioni (con l’eventuale indicazione della presenza di supporti secondari, dove talvolta i disegni sono stati incollati) e lo stato di conservazione, eventualmente specificato.
È stata infine segnalata l’unità di condizionamento con il titolo originale della cartella attribuito dalla Fondazione, accompagnato dalla nuova numerazione progressiva assegnata in fase di catalogazione.
In “Altre segnature” è stata riportata la data della relativa perizia e la numerazione assegnata in quell’occasione, oltre alla segnalazione di eventuali numerazioni antiche presenti sui disegni.

L’attività di catalogazione ha prodotto 550 unità documentarie conservate in 6 cartelle.
Si tratta di disegni, schizzi e bozzetti originali di Giuseppe Novello realizzati con tecniche miste, principalmente matita e china, utilizzati per pubblicazioni ed invii ad amici e parenti. I disegni sono ascrivibili a un ampio arco cronologico, dal primo quarto del Novecento circa sino alla fine degli anni Sessanta (con alcuni schizzi per biglietti risalenti agli anni Ottanta), comprensivi di disegni legati agli Alpini o a elaborazioni per pubblicazioni alpine, schizzi per vignette umoristiche, alcune delle quali comparse su Il signore di buona famiglia (1934) o pubblicate settimanalmente su “La Stampa” (dal 1948 al 1965), così come bozzetti per la realizzazione di copertine di suoi libri o di suoi quadri, disegni accademici e ritratti.
Una buona parte del materiale analizzato è stato realizzato da Novello durante la campagna di Russia e nel periodo di prigionia nei campi di internamento di Beniaminowo e di Wietzendorf (dai quali Mondadori pubblicherà nel 1957 il volume Steppa e Gabbia), testimonianza diretta e fotografica di alcune situazioni quotidiane nei campi. Qui è presente, tra gli altri, il ritratto fatto a Roberto Rebora nel maggio 1944 nel campo di internamento di Wietzendorf; tali disegni sono riscontrabili in cartelle differenti, spesso su supporto cartaceo con timbro “Oflag 73 – 19. Geprüft”. Inoltre, alcuni disegni montati su cartoncino nero – come riportato nelle perizie – sono stati esposti a Milano nel Palazzo dell’Arengario per una mostra promossa dall’Associazione Alpini di Monza (ANEI) nel 1998.
La cartella H costituisce un caso coerente, in quanto raccoglie la serie dei disegni originali, realizzati principalmente a matita, di Novello che nel 1932 insieme a Paolo Monelli e ad Andrea Boccaletto, girò l’Italia attraverso i suoi monumenti; molti di questi disegni vennero poi pubblicati su “La Gazzetta del Popolo” nella rubrica “Attraverso i monumenti d’Italia (dai nostri inviati speciali)”.

Stato di conservazione:

ottimo

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Inserimento dati: Carlotta Ghiretti - CAeB (Archivista) - Data intervento: 20 marzo 2026