Comune di Concesio ( s.d. )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente pubblico territoriale

Profilo storico / Biografia

Comune di Concesio
Note di storia istituzionale

“Terra de’ fuoghi 96. Anime 850, de quali utili 230. Lontana da Brescia quattro miglia sparsa alle radici del monte di circonferenza di un miglio confina con le chiusure di Bressa et con Bovezzo et il territorio si estende per larghezza et lunghezza dui miglia (…). Nobili bressani: Martinenghe, conti di Lodrone, Calini, Dusini, Gandini et Bucelleni (…). Due molini del commun posti sopra la seriosa che vienne dalla Mella et scorre per la terra. Le persone si sostentano col tagliar le legne nei boschi da opera et da abbruciare (…)”. Così Giovanni Da Lezze descrive il territorio di Concesio nel suo Catastico compilato negli anni 1609-1610.
Concesio, che solo dal 1967 fa parte della Val Trompia a livello amministrativo, era invece in passato luogo di transito tra Brescia e la valle. Distante 8 Km da Brescia, il suo territorio si estende a est sul colle S. Onofrio e sul monte Palosso, a ovest sui monti Quarone e Peso. I monti e i boschi che vi si trovano costituivano in passato, come per tutti i paesi della valle, una grande risorsa economica. Concesio riforniva anche la città di grandi quantità di legna da ardere e da lavoro. Il nome stesso del paese deriverebbe secondo lo Gnaga e l’Olivieri da concesia (bosco ceduo) o dal concaesa (terra disboscata).
Il territorio di Concesio è suddiviso in 9 frazioni: Pieve, Campagnola, Cavezzane, Costorio, Codolazza, Stocchetta, Roncaglie, Artignago (poi S. Andrea) e Cà de Bosio.
Come suggerisce anche il nome di una delle frazioni, Concesio era sede di una Pieve che estendeva la sua giurisdizione sulle attuali parrocchie di Cogozzo, Villa Carcina, S. Vigilio, Cailina, Collebeato, Stocchetta e Bovezzo. Tra il XIV e il XVI sec. la Pieve perse man mano la sua autorità e i suoi ricchi possedimenti passarono in proprietà al Comune.
Quando nel 1385 Gian Galeazzo Visconti ordinò l’estimo delle quadre e delle terre del bresciano, Concesio venne inserito nella quadra di Nave, assieme a Caino, Lumezzane, Bovezzo e S. Vigilio. Il dominio veneto che ebbe inizio nel 1426 non apportò sostanziali modifiche all’assetto istituzionale visconteo. Scarsamente documentate sono le attività economiche di questo periodo. Per lo più pare che l’economia fosse basata sull’agricoltura e a questa attività fosse legato lo sviluppo industriale seppure scarso: si sa infatti dell’esistenza di una segheria e di una filanda nel territorio di S. Vigilio nel 1795 (la Moranti-Montini poi Sorlini).
Il secolo XVII fu periodo di crisi sociale ed economica a causa delle onerose operazioni belliche del governo dominante che obbligava a tassazioni straordinarie e in conseguenza della peste del 1629 che provocò una diminuzione della popolazione dal 850 a 500 abitanti. Anche il Comune fu costretto in questo periodo ad alienare gran parte dei propri beni demaniali.
Nel 1797 dopo l’arrivo degli eserciti napoleonici in Italia e il conseguente cambiamento dell’assetto amministrativo, Concesio entrò a far parte del Cantone del Mella che aveva come capoluogo Gardone Val Trompia. Successivamente, nel 1801, venne compreso nel Distretto I di Brescia e nel 1802 classificato in base alla sua popolazione (1040 abitanti) come Comune di 3° classe. Con la nuova ripartizione del territorio in dipartimenti, distretti, cantoni e comuni, compiuta nel 1805, in ogni cantone venne istituito il Giudice di Pace con compiti giudiziari e il Cancelliere del Censo con funzioni amministrative. Come ogni Comune di 3° classe Concesio prevedeva un Consiglio Comunale e una Municipalità composta da un Sindaco di nomina prefettizia, due anziani, un segretario e un cursore. Nel 1816 venne aggregata al Comune una parte del territorio di Stocchetta. Concesio rimase comunque a far parte del Distretto I di Brescia. Nello stesso anno un nuovo assetto amministrativo prevedeva per i Comuni minori, tra cui Concesio, come organo deliberativo il Convocato degli Estimati e per l’amministrazione del patrimonio un Deputazione Comunale assistita dal Cancelliere del Censo sostituito nel 1819 dal Commissario Distrettuale.
Con la legge 23 ottobre 1859 fu incluso nel mandamento III circondario I di Brescia, retto da un consiglio di 15 membri e da una giunta di 2. In seguito alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 Concesio fu invece amministrato da un Sindaco, da una Giunta e da un Consiglio.
La prima industrializzazione di Concesio fu legata essenzialmente allo sfruttamento dei numerosi corsi d’acqua sia naturali che artificiali presenti sul suo territorio, che col passare del tempo portò alla costituzione di consorzi per la gestione delle acque: il Consorzio per la ripartizione della sponda sinistra del Mella dalla travata Massarola in Concesio a quella del fiume grande in San Bartolomeo (1786 – 1882), il Consorzio Tronto inferiore (1837 – 1882), il Consorzio per la sponda sinistra del torrente Tronto superiore (1847 – 1895), il Consorzio generale federativo delle utenze del Mella (1886 – 1908).
Negli anni 1902 – 1903 è documentata la presenza dell’industria estrattiva, legata alle cave di pietra di Roncaglie e di Costorio. Nel 1920 era invece attiva una conceria a Campagnola, chiamata Cuoificio Valtrumplino.
La più importante ditta di Concesio risale al 1859. E’ la ditta Brusaferri poi Luigi Rossi, per la tessitura del cotone, lino e canapa che impiegava principalmente come manodopera donne e bambini nel numero di 200-300 (1). Bisogna aspettare i primi anni del ‘900 per incontrare altre importanti innovazioni come ad esempio l’Impianto Idro-eletterico del Caffaro per corrente nel paese del 1903, che permise l’utilizzazione dell’energia elettrica non solo per l’industria ma anche per l’illuminazione pubblica e privata.
Con l’industrializzazione arrivarono anche le prime organizzazioni sindacali locali. Nel 1899 si hanno notizie di una Società di Mutuo Soccorso e nel 1916 nacque il Circolo di Costorio. E’ interessante segnalare a questo riguardo uno sciopero nel 1909 di cui si ha notizia in un fascicolo intitolato “Sciopero nello Stabilimento Manifatture Tessili Rossi Luigi” (2). In seguito allo sviluppo industriale l’incremento demografico nell’800 e nel ‘900 si mantenne costante. Dal censimento del 1881 risulta che a Concesio vivevano 1578 persone mentre nel 1926, anno precedente l’unificazione di San Vigilio a Concesio, i due comuni insieme contavano ben 4842 abitanti.
La legge fascista del 1926 apportò una modifica all’orientamento comunale introducendo una magistratura unica, il Podestà di nomina regia con conseguente decadenza degli organi elettivi. A seguito del R.D. 29 dicembre 1927 il Comune di San Vigilio venne soppresso e aggregato a quello di Concesio (3). Durante l’epoca fascista il Podestà venne a più riprese sostituito da un Commissario Prefettizio (per la precisione negli anni 1936-1941-1944).
Con la caduta del regime fascista, la costituzione della Repubblica ed il nuovo ordinamento degli enti locali, anche a Concesio venne introdotta la forma amministrativa tuttora in vigore, con suddivisione delle cariche nella figura del Sindaco, della Giunta Municipale e del Consiglio Comunale.
A partire dagli anni ’50 l’incremento demografico ha fatto sì che le varie frazioni dessero luogo ad un unico centro abitato senza soluzione di continuità, portando Concesio a diventare il secondo comune della Val Trompia. Attualmente Concesio conta 13.200 abitanti suddivisi nelle varie frazioni che storicamente lo costituirono. Nel contempo anche l’industrializzazione ha avuto notevole sviluppo, con la nascita di numerose piccole e medie imprese metalmeccaniche e artigiane, che non hanno tuttavia cancellato completamente la natura agricola, soprattutto frutticola, che lo ha sempre caratterizzato.

Note:
(1) Cat. XI Agricoltura Industria Commercio, 1900-1905.
(2) Cat. XV Pubblica sicurezza, 1909.
(3) Cat. I Amministrazione, “Aggregazione del Comune di San Vigilio”.

Bibliografia
- Giovanni da Lezze, Il catastico bresciano (1609-1610), a cura di Carlo Pesaro, Brescia 1969-1973.
- Atlante valtrumplino. Uomini, vicende e paesi delle valli del Mella e del Gobbia, Grafo, Brescia 1982.
- Viaggio in Valtrompia, a cura di Livio Bettari, Ernesto Pintossi, Carlo Sabatti, Edizioni Brixia, Brescia 1994.
- La Pieve di Concesio, a cura di Carlo Sabatti e Domenico Larovere, Tipografia Squassina, Brescia 1982.
- La festa, l’incontro, e lo scambio. Note storiche sull’antica fiera di S. Andrea di Concesio,a cura dell’Associazione Culturale Progetto Atlantide Concesio, Stampa Tipolitografica Vilcar, Villa Carcina, 2000.
- Il filo e la concia. Cenni storici sugli antichi opifici di Concesio, a cura di Lionello Anelli e Giovanni Boccingher, T. di M. Brescia, 2003.
- Nostro antico Concesio indimenticabile, a cura di Fausto Balestrini, Giovanni Boccingher, Carlo Sabatti, Claudio Fiorini, Editrice La Rosa, Brescia 2003.
- Le istituzioni storiche del territorio lombardo: XIV-XIX secolo. Brescia. Progetto Civita, Regione Lombardia, Milano 1999.
- Le istituzioni storiche del territorio lombardo: 1859-1971. Progetto Civita, tomo II, Regione Lombardia, Milano 2001.

Complessi archivistici