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Fondo Paolo Di Paolo

Fondo Paolo Di Paolo (2000 gennaio 21 - 2015 febbraio 13)

Fondo

Consistenza archivistica: 4327 file per un totale di 5,45 GB

Il Fondo Paolo Di Paolo (Roma, 1983) documenta l'attività intellettuale e creativa dello scrittore romano dai primi anni Duemila fino al 2015. L'archivio è costituito da un corpus di materiali nativi digitali provenienti dall'hard disk e dal MacBook utilizzati dall'autore e organizzati dallo stesso in cartelle tematiche che riflettono con chiarezza metodi di lavoro, processi creativi e ambiti di interesse. La documentazione comprende prevalentemente file testuali in formato DOC, DOCX e PDF, affiancati da immagini (JPEG, JPG), registrazioni audio MP3, presentazioni PowerPoint e materiali video.
La presenza di appunti, avantesti, bozze redazionali non solo rende il fondo particolarmente interessante per studi filologici contemporanei, ma testimonia soprattutto un'attività scrittoria ampia e sfaccettata declinata a diversi generi letterari e ambiti. Tra questi si segnalano la narrativa e saggistica per adulti − come Raccontami la notte in cui sono nato(2008); Piccola storia del corpo (2008); Dove siamo stati felici. La passione per i libri (2009); Dove eravate tutti (2011); Mandami tanta vita (2013) − e quella per l'infanzia La mucca volante (2014); il giornalismo e la critica letteraria, con collaborazioni per «Il Messaggero», «L'Unità», «Stilos», «Il Riformista», «La Repubblica», «Il Sole 24 Ore», «Nuovi Argomenti», «L'indice dei libri del mese»; la scrittura per programmi televisivi, in particolare per la RAI; la produzione teatrale, come Il respiro leggero dell'Abruzzo (2001); l'attività didattica e infine l'attività di curatela e la scrittura di antologie e libri intervista, dalla quale emergono rapporti intellettuali e professionali con altri protagonisti del panorama culturale italiano, tra cui Antonio Debenedetti, Michela Monferrini, Raffaele La Capria, Indro Montanelli, Dacia Maraini e Nanni Moretti e Antonio Tabucchi.

Informazioni redazionali
Inventario a cura di
Adele Gorini (prima redazione), Lucia Giagnolini (revisione) 2025/2026

Storia archivistica:

Il Fondo è conservato presso l’Università di Pavia dal 2015 a seguito di una donazione voluta dall’autore stesso. Nello specifico, il conferimento è avvenuto a Roma il 13 febbraio 2015 presso la Casa delle Letterature di Roma, alla presenza di Paul Gabriele Weston e di Emmanuela Carbé. I file, provenienti da due supporti diversi – un Macbook con sistema operativo MacOSX 10.8.5 e un hard disk esterno MyPassport, strumento principale di archiviazione dell’autore dal 2009 – vennero copiati su un hard disk di PAD e, a chiusura del conferimento (15 maggio 2015), si contò una presa in carico di 5,22 gigabyte di materiali.
Dal 2021 il Fondo fa parte dei complessi archivistici nativi digitali posseduti, gestiti e conservati dal Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei, anno in cui il progetto PAD e i relativi materiali nativi digitali sono confluiti nel patrimonio del Centro. Dal 2023 il Fondo è trattato attraverso un protocollo di conservazione, gestione e analisi di archivi digitali messo a punto dal Centro Manoscritti, chiamato Digital Preservation Workflow (DPW). Questo protocollo e il relativo applicativo software sono in grado di gestire tutte le operazioni del workflow di curatela: dall’acquisizione, alla gestione e conservazione dei fondi, all’estrazione automatica dei metadati, fino alla consultazione da parte degli utenti.
Si segnala che una panoramica sull’archivio Di Paolo, così come su altri fondi custoditi presso il Centro Manoscritti, sono oggetto di trattazione nel volume di Emmanuela Carbé Digitale d’autore: macchine, archivi, letterature (Firenze University Press / USiena Press, 2023).

CRITERI DI ORDINAMENTO
L’attività di inventariazione è stata condotta adattando i criteri descrittivi tradizionali alle caratteristiche proprie dei file digitali. L’intervento è stato reso possibile grazie a specifici strumenti integrati nell’applicativo Digital Preservation Workflow (DPW), del Centro Manoscritti nell’ambito del progetto PAD. Tra questi figurano le librerie per l’estrazione automatica dei metadati tecnici, in particolare Apache Tika ed ExifTool. I dati ottenuti sono stati utilizzati prevalentemente per la datazione dei documenti e per l’indicazione del software originariamente utilizzato per la creazione del documento.
L’inventario, di tipo sommario, è stato redatto a livello di unità archivistica, intesa come cartella. Poiché il fondo risultava suddiviso in numerose cartelle e sottocartelle con denominazione e ordinamento definiti dall’autore, si è scelto di non operare alcuna attività di riordino.
Il fondo si articola in due principali partizioni, corrispondenti ai materiali provenienti dall’hard disk esterno e dal Macbook. A sua volta ogni partizione è sottoarticolata in una o più “sottopartizioni”, corrispondenti alle cartelle di primo livello. All’interno di queste ultime, le cartelle di secondo livello sono state descritte come “Serie” archivistiche. Infine, qualora le cartelle di secondo livello presentassero a loro volta altre sottocartelle, queste sono state definite come “sottoserie”.
Di seguito, si riporta un elenco sintetico delle scelte compilative adottate per i campi descrittivi di Archimista:
● Nel campo “Titolo” si riporta la denominazione originale di ogni cartelle e sottocartella.
● Nel campo “Data” vengono riportati i metadati tecnici estratti dalla libreria Apache Tika,
rispondenti alla data di creazione e ultima modifica dei file contenuti in ogni cartella.
● Nel campo “Consistenza” la dimensione complessiva della cartella, espressa in megabyte (MB) o kilobyte (KB).
● Nel campo “Contenuto” si dà una breve descrizione del contenuto della cartella, includendo il formato dei file e la segnatura di ogni cartella attribuita dall’applicativo PAD.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Prima redazione: Adele Gorini (Dottoranda)