Raffaello Giolli (1851 - 1972)
31 unità archivistiche di primo livello collegateFondo
Metri lineari: 1.7
Consistenza archivistica: bb. 14
Materiale manoscritto e dattiloscritto degli studi e dell’attività professionale del critico d’arte Raffaello Giolli, appunti bio−bibliografici, elenchi di opere, progetti di libri e riviste, carteggi e programmi per mostre ed esposizioni d’arte; bozze del “Romanzo dell’Ottocento europeo” e dell’opera postuma “Disfatta dell’Ottocento”; lezioni di storia dell’arte, testi di conferenze, trattati, monografie; appunti, regesti, frammenti di manoscritti su artisti e sulla storia dell’arte del ‘900; scritti vari apparsi su giornali e riviste.
Storia archivistica:
Il fondo è privo di numero di registro di carico generale: non sono noti, pertanto, né l’epoca esatta né il titolo della sua acquisizione, che dovrebbe essere posteriore, comunque, al 1972, e quindi collocarsi immediatamente prima oppure dopo la morte della vedova di Raffaello Giolli, Rosa Menni, avvenuta nel 1975. Come risulta da appunti manoscritti di Rosa Menni, e da quanto si può desumere dall’esame critico della documentazione, le carte, già conservate in casa Giolli a Milano, dopo il 1945 ricevettero una sommaria sistemazione e in seguito furono trasferite – almeno le varie stesure dell’opera inedita “Romanzo dell’800 europeo” – nella casa di famiglia a Vaciago. Nel profilo biografico dedicato al marito e preparato per l’editore Einaudi nel 1957, Rosa Menni afferma che le carte furono sparpagliate, saccheggiate e in parte distrutte durante l’irruzione compiuta in casa Giolli dalle camicie nere della brigata «Ettore Muti» nel 1944: da ciò discende che l’ordinamento dato dalla vedova Giolli nel dopoguerra non poteva che essere difficile, parziale, oltre che doloroso. In ogni caso, tra le bozze dei capitoli di “Romanzo dell’800 europeo” si trovano indicazioni manoscritte certamente riferibili al figlio di Giolli, il quale riprese l’imponente brogliaccio del padre cercando di ricomporlo e forse di portarlo a termine, ma tale sforzo abortì. Nel corso degli anni ’50, prese invece corpo l’ipotesi di utilizzare il materiale preparatorio di “Disfatta dell’Ottocento”, di carattere critico-riflessivo, per pubblicarlo, sacrificando invece l’idea di fare uscire nella sua completezza il “Romanzo dell’800”, che aveva un taglio prettamente memorialistico. Alla pubblicazione di “Disfatta dell’Ottocento” partecipò in prima persona Rosa Menni, la quale però affidò a un certo punto tutto il materiale dattiloscritto, effettuando stralci delle stesure originali, al professor Banfi di Milano. Al lavoro di riduzione dell’opera primitiva e di adattamento dei testi, sostanzialmente compiuto nel 1957 o poco dopo, parteciparono anche Mazzocchi e Giulia Veronesi, che era stata allieva di Giolli. L’opera, uscita postuma al nome di Raffaello Giolli fu pubblicata solo nel 1961, con la prefazione di Claudio Pavone al posto di Bruno Maffi, come era inizialmente previsto. Sempre negli anni ’50, una parte delle carte di Giolli fu richiesta dall’Editoriale Domus, che le restituì nel 1956 alla vedova. Negli ultimi anni della propria vita, Rosa Menni diede un nuovo arrangiamento alle carte del marito, in cartelle o pacchi o plichi numerati, probabilmente per favorirne la consultazione da parte di studiosi. La numerazione fu modificata con certezza almeno una volta. Tale ordinamento, che si può verosimilmente collocare tra l’istituzione del Premio Giolli presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente (1964) e il 1970 (come si desume da appunti presenti su alcune delle carte) non era più riconoscibile, se non in minima parte, prima del recente intervento di inventariazione. Inoltre, parzialmente sovrapposte ai titoli dati da Rosa Menni ai fascicoli dell’archivio sono state rinvenute note posteriori, apposte in pennarello di colore rosso, violetto e verde da una medesima mano (forse attribuibile, in base a confronti calligrafici, al prof. Franco Della Peruta). Partendo da tutte queste considerazioni (i dossier relativi all’attività di critico d’arte di Giolli erano in gran parte smembrati o in disordine e le varie stesure dei capitoli del “Romanzo dell’800” frammiste tra loro) si è deciso di procedere a una descrizione aderente allo stato di fatto della documentazione, onde evitare ricomposizioni arbitrarie stante le continue rielaborazioni e alterazioni subite nel tempo dalle carte.
Lingua della documentazione:
- ita
Stato di conservazione:
cattivo
Soggetti conservatori
Soggetti produttori
- Giolli, Raffaello 1889 aprile 3 - 1945 gennaio 6
Progetti
Compilatori
- Prima redazione: Saverio Almini (archivista) - Data intervento: 19 dicembre 2025
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/UniPV_CentroMano-/fonds/233347