Società mineraria sarda Spa [1956-1965] ( 1956 - 1965 )

Tipologia: Ente

Tipologia ente: Ente economico / impresa

Altre denominazioni: Mineraria Sarda [1956-1965]

Condizione: privato [Società per Azioni]

Sede: Cagliari

Profilo storico / Biografia

Fondata a Cagliari nel 1956, il 9 agosto dello stesso anno, acquisisce dalla Società carbonifera sarda la concessione sulle miniere di Mont’Ega, per la cifra di £ 2.500.000, con l’obiettivo di estrarre galena e barite, presenti nei sotterranei. Nell’ottobre del 1956 gli operai occupati sono 19 e la produzione di grezzo al giorno è di 30 tonnellate. Il direttore è l’ingegner Dalmasso e il caposervizio Cavallina.
Nello stesso periodo la società acquisisce anche la concessione sulla miniera di Perda Lai.
Nel sito di Mont’Ega la Società mineraria sarda costruisce un nuovo bacino di decantazione degli sterili , che sino ad allora sono lasciati scorrere a valle causando preoccupazioni ambientali negli abitanti di Narcao. Nel 1957 la laveria tratta 60 tonnellate al giorno di minerale al tenore del 5/6 % con una resa al 90/95 % in metallo.
La scarsità d’acqua costringe la perforazione a secco, causando condizioni di lavoro malsana a causa delle polveri, inoltre gli operai lamentano la scarsità di sevizi igienici.
Un nuovo calo dei prezzi, nel 1958, del mercato del piombo obbliga la miniera ad un nuovo rallentamento, che orienta nuovamente l’attenzione verso la barite, il cui mercato è in ripresa, e di cui la miniera è ricca. La Mineraria Sarda opera nuovi investimenti per £ 50.000.000, tra lavori di preparazione, scavi e produzione. Il cospicuo investimento è giustificato dall’alta produttività del giacimento.
La Società Montevecchio tratta il materiale per conto della Mineraria Sarda.
Tuttavia, una nuova crisi nel 1959 aggredisce la stabilità della miniera: i lavori rallentarono notevolmente e la società opera dei tagli notevoli al personale, tanto che il personale in forza nel 1960 scende a 12 unità e l’anno seguente si giunge alla totale sospensione dell’attività. Tutto questo provoca notevoli disordini tra gli operai che costringono la dirigenza della società a trasferirsi a Milano, presso la sede principale. Il direttore dei lavori diviene il perito minerario Penasa.
Nel 1960 la società propone ad alcuni operai di trasferirsi a Latina, presso la Società fonderie e smalterie genovesi a cui la Mineraria sarda è collegata. L’anno seguente la società chiede un finanziamento alla Regione Sardegna finalizzato allo svolgimento delle attività di ricerca e coltivazione presso la miniera di Mont’Ega.
Dal 1 febbraio 1961 il sito di Mont’Ega entra in stato di manutenzione al fine di garantire il miglioramento degli impianti e incentivare la produzione di barite, ma una settimana dopo la società chiede al Distretto minerario competente la sospensione dei lavori in miniera che viene rifiutata. Gli operai occupati in miniera nel 1961 risultano 19 di cui 12 nel sotterraneo e 7 all’esterno. Vista la criticità della situazione il Distretto consiglia alla Regione Autonoma della Sardegna di accettare la richiesta di sospensione dei lavori. Nel mese di maggio i lavori sono sospesi.
La Mineraria Sarda cede i suoi diritti nel 1965 alla Società Anonima IMC Italia (International Mineral & Chemicals Corporation multinazionale americana con sede a Huston in Texas), interessata alla barite per impieghi nelle perforazioni petrolifere.

Complessi archivistici

Soggetti produttori

Fonti

  • Sabiu Miniere Sarde 2007 = Sabiu, Sabrina, Rosas: una miniera nella Sardegna contemporanea, AM&D, [2007]
  • Sette Miniere iglesienti 2012 = Sette, Silvia, Archivio storico Igea Spa. Fondo Samim-Sim miniere iglesienti. Permessi di ricerca e concessioni, 2012
  • Carta strutture minerarie dismesse della Sardegna sud-occidentale 2017 = Carta, Annalisa, Tesi di dottorato Archivistica industriale: recupero della documentazione delle strutture minerarie dismesse della Sardegna sud-occidentale, 2017

Compilatori

  • Inserimento dati: Silvia Giugno (archivista) - Data intervento: 13 gennaio 2020