Comune di Carpenedolo (1691 - 1958)
3.969 unità archivistiche di primo livello collegateSezione
Metri lineari: 4.7
Consistenza archivistica: Unità archivistiche - 3969 Fascicoli - 3323 Buste - Registri - 646
Abstract:
L’Archivio del Comune di Carpenedolo (Provincia di Brescia) è costituito da 3.969 unità archivistiche condizionate in buste datate complessivamente 1691-1958 (gli estremi cronologici si riferiscono alle date estreme dei documenti rivenuti nei fascicoli).
Si tratta dei fascicoli aperti dagli uffici del comune nello svolgimento delle loro funzioni. Essi sono stati organizzati sulla scorta di otto sezioni ognuna delle quali con un titolario (si veda la struttura qui a fianco) diverso a seconda del periodo di applicazione.
La sezione storica 1691−1958 dell'archivio del Comune di Carpenedolo è stata ingressata il 22 maggio 1984 con prot. n. 1096/VII.3.2. Il comune con deliberazione della giunta municipale n. 13 del 26 gennaio 1984 aveva deciso di versare questa sezione all'Archivio di Stato della provincia di Brescia. Il deposito era stato autorizzato con D.M. n. 311/8766.3.35 del 20 febbraio 1987, pertanto l'intera pratica si trova agli atti VII.3.2/1987. Parte della sezione d'archivio in questione era pervenuta fra il 1976−1977 senza alcuna formalità. Dalla bolla di accompagnamento del deposito del 1984 si evince che la seconda parte consisteva, in linea di massima, in 95 scatoloni di atti. Dall'elenco di consistenza, elaborato dall'Archivio di Stato, la sezione risulta invece composta da n. 932 unità archivistiche (buste e registri) datati 1552−1955.
L'archivio è stato oggetto di un intervento di schedatura e parziale inventariazione in sede di esercitazioni del corso regionale di aggiornamento per archivisti degli enti locali tenuto presso l'archivio si Stato negli anni fra il 1985 e il 1986. Tuttavia tale lavoro non ha prodotto uno strumento utile per la ricerca storica della documentazione.
La mancanza, quindi, di uno strumento di corredo è stato il pretesto per avviare un progetto di riordino e inventariazione ex−novo del fondo, affidato ad una archivista libera professionista, escludendo dal progetto di riordino le serie particolari dei mandati di pagamento e reversali di cassa, i registri e gli archivi aggregati (si precisa che sono stati inventariati solo i registri e le serie particolari ritrovati nelle buste contenenti il carteggio). Le unità archivistiche di descrizione sono diventate il singolo fascicolo e il singolo registro.
Dall'analisi dell'archivio è emerso che lo stesso è costituito da altri fondi quali:
− quello del Commissario Distrettuale di Montichiari in quanto con la sovrana patente del 7 aprile 1815 veniva stabilita l’aggregazione della Lombardia con il Veneto e la formazione di un regno sotto la denominazione di regno lombardo−veneto. Nella patente erano contenute norme generali dedicate non solo all’organizzazione dell’amministrazione centrale dello stato, ma anche alla ripartizione territoriale ed amministrativa del regno, che veniva articolato in province, distretti e comuni; le funzioni del commissario distrettuale rimasero in vigore nelle province lombarde fino all’annessione al regno di Sardegna nel 1859 (circolare 24 luglio 1859) che vede la soppressioni dei commissari e il passaggio degli archivi agli enti territoriali di riferimento;
− quello dell'Ufficio delle imposte di consumo istituito con il decreto legge 28 dicembre 1936, n. 2418, convertito nella legge 8 aprile 1937, n. 640 e modificato negli articoli 1 e 2 con il decreto legge 27 dicembre 1937, n. 2232. Il primo statuto fu approvato con decreto 15 novembre 1937, n. 2069 e fu modificato in alcuni articoli con decreto 16 giugno 1938, n. 1065. Ente di diritto pubblico, con personalità giuridica e gestione autonoma, era posto sotto la vigilanza del Ministero delle finanze che ne approvava annualmente il bilancio. Scopo e funzione dell'Istituto erano: assumere appalti per la riscossione delle imposte di consumo ed eventualmente di altri tributi locali nei vari comuni italiani; sostituirsi agli appaltatori in carica nei contratti di appalto in corso; assumere il servizio di riscossione delle imposte predette per conto e nell'interesse dei comuni che vi consentissero, con diritto alla percezione dell'aggio nella misura e con le modalità da stabilirsi nel relativo contratto; assumere temporaneamente la gestione delle imposte nell'interesse dei comuni, quando, in casi di particolari contingenze, ne fosse venuto incarico con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con quello dell'Interno, su motivata proposta del prefetto competente. Il 23 dicembre 1949 fu promulgata la legge n. 953 che dettava disposizioni circa il personale dell'Istituto. L'ente cessò la propria attività su disposto della legge approvata il 25 maggio 1972, n. 202 con cui furono abolite le imposte di consumo, a decorrere dal 31 dicembre 1972; la competenza in ordine all'accertamento e alla riscossione delle imposte dirette e indirette fu attribuita al Ministero delle finanze, attraverso gli uffici provinciali, per effetto della legge 24 luglio dello stesso anno, n. 321.
Per tali fondi sono state create delle sezioni separate.
L'intervento archivistico sul fondo è consistito in un attento e accurato lavoro di schedatura delle singole unità archivistiche avendo avuto l'accortezza di indicare il titolo del fascicolo/registro (facendo attenzione di indicare con apposita funzione se il titolo è originario o attribuito), gli estremi cronologici, la presenza di eventuali sottounità nei fascicoli (descritte nel campo contenuto) e nel campo “note dell'archivista” sono state indicate tutte quelle informazioni utili a identificare l'unità archivistica descritta.
Terminato il lavoro di schedatura si è passati al riordino delle carte vero e proprio, attraverso l'individuazione delle strutture dell'archivio. Il precedente intervento ha fortemente scompaginato l'ordine originario delle carte che si è potuto comunque recuperare attraverso uno studio attento delle carte.
E' stato possibile recuperare i titolari di classificazioni, adottati dall'ente per l'organizzazione delle proprie carte, attraverso i dati ritrovati sulle sia sulle carte (accanto al numero di protocollo) sia sulle camicie originarie.
Il recupero dei dati ha permesso di identificare quattro sezioni d'archivio, ognuna delle quali caratterizzata da un proprio titolario:
− la sezione antico regime è organizzata in titoli (in ordine alfabetico) e in serie aperte,
− la sezione "Commissario distrettuale di Montichari" è organizzata in 19 titoli ordinati secondo numeri romani da I a XIX e in serie aperte,
− la sezione 1860−1897 è organizzata in titoli organizzati secondo le lettere dell'alfabeto dalla A alla Z e in serie aperte,
− la sezione 1898−1949 è organizzata secondo le 15 categorie e classi previste dalla circolare Astengo del 1° marzo 1897.
Il carteggio, all'interno dei fascicoli, è stato ordinato cronologicamente recuperando la sedimentazione naturale delle carte (da gennaio a dicembre)
Atto finale dell'intervento è stata l'apposizione della segnatura definitiva.
I fascicoli sono stati numerati progressivamente per serie.
Le buste sono state numerate progressivamente partendo da uno all'inizio di ogni sezione d'archivio individuata.
I registri sono stati numerati progressivamente partendo da uno per singola serie.
Nel complesso si può affermare che le condizioni conservative del fondo sono buone.
Lingua della documentazione:
- ita
Soggetti titolari:
- Comune di Carpenedolo
Condizione di accesso:
accessibile previa autorizzazione
Condizione di riproduzione:
consentita per uso studio
Stato di conservazione:
buono
Soggetti conservatori
Soggetti produttori
- Comune di Carpenedolo 1691 - 1958
Progetti
Compilatori
- Schedatura: Daniela Mondoni (Archivista) - Data intervento: 27 dicembre 2022
Link risorsa: http://lombardiarchivi.servizirl.it/fonds/129986